Niccolò Nisivoccia


Quando il giorno si allunga, trovare te – sulla soglia di ciò che ancora non siamo, di ciò che vogliamo.

*
Dentro una mattina di luce che filtra dalle persiane. Quasi più buio che luce. Fuori, il bosco. È l’età ancora dell’inconsapevolezza, della pura presenza, di un gesto, di un tocco. È l’età in cui la pura presenza, un gesto, un tocco ancora bastano, ancora non hanno bisogno di altro. Avverti una presenza, vieni sfiorato da una carezza. È l’inizio di una memoria, è l’inizio di una storia.
*

Ciò che testimonia la nostra fedeltà al contempo la esige: verità sommerse che il vivere, nel suo traffico quotidiano, dimentica e cela; volti nell’ombra, che la vita ci chiama a cercare – e che prima o poi, nel suo aprirsi alla luce, rivela e disvela.

Quasi una cosmologia (Interno Libri Edizioni, 2021), prefazione di Vittorio Lingiardi

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Vittorio Lingiardi

lingiardi
Isfahan
il cielo è basso
spenta la luna
l’odore è di freddo
e pane.

Isfahan dove si spezza il cavo
manca la luce
la corsa è di lepre
ma muore.

Isfahan
anche l’amore è un pascolo
stretta di mano
scavalcami le palpebre
ho paura.

Teheran
è il giorno delle nozze
porta il velo
girati e sorridi
al mistero.

 

Alterazioni del ritmo (nottetempo, 2015)