Verusca Costenaro


Solitramonti (al mondo)

Pare che senta soltanto
le mani e i piedi
Sofia quando sale tra monti.
S’infila negli anfratti degli abbracci
di fuoco, culla il passo e il riposo
sui palmi di un fiore
colore che nasce bruciante negli occhi,
si partorisce all’ombra dell’ultimo raggio
dal sole ricava coraggio
per nuove salite
tra soli tra monti.
Sofia non regge
le soglie del buio, soffia aurore
nei volti, sbuccia croste dai cuori
più soli.
Non mette al mondo clamori Sofia,
mette al mondo sé stessa.

 

Sofia ha gli occhi (Interno Poesia, 2018)

© Foto di Francesco Spagnuolo

Verusca Costenaro

verusca

Salvezze

Ci siamo fatti sordi alle lapidazioni, alle ragioni degli oppressi.
Ovunque ci nascondiamo, tra fessure d’indecenza o
in un pugno,
le madri ci cercano sgranando rosari, i padri attendono
in usci di cemento, succhiando sigari e contando i giorni.
Avere la costanza del treno regionale
che parte
alla stessa ora, negli occhi la carezza del ricordo,
non sempre aiuta a mantenersi retti
in una sola direzione.
Siamo fatti di solchi e rovi e la paura non nutre
il nido: lo sfiora lo smembra lo preme
piano su pelle lama di spada.
Lo snoda e non sa il sangue che ne sgorga.
La salvezza ce la litighiamo all’alba tra le coperte, abbiamo cieli e
terrori nella testa, memorie rafferme sulle mani. L’orizzonte non ci contiene, ci taglia.

Lo hai mai chiesto al cecchino dove ama nascondersi prima di colpire?

 

© Inedito di Verusca Costenaro