Vittorio Sereni


Gli squali

Di noi che cosa fugge sul filo della corrente?
Oh, di noi una storia che non ebbe un seguito
stracci di luce, smorti volti, sperse
lampàre che un attimo ravviva
e lo sbrecciato cappello di paglia
che questa ultima estate ci abbandona.
Le nostre estati, lo vedi,
memoria che ancora hai desideri:
in te l’arco si tende dalla marina
ma non vola la punta più al mio cuore.
Odi nel mezzo sonno l’eguale
veglia del mare e dietro quella
certe voci di festa.

E presto delusi dalla preda
gli squali che laggiù solcano il golfo
presto tra loro si faranno a brani.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 1995)

Mario Benedetti


Penso a come dire questa fragilità che è guardarti,
stare insieme a cose come bottoni o spille,
come le tue dita, i tuoi capelli lunghi marrone.
Ma d’aria siamo quasi, in tutte le stanze
dove ci fermiamo davanti a noi un momento
con la paura che ci ha assottigliati in un sorriso,
dopo la paura in ogni mano, o braccio, passo,
che ogni mano, o braccio, passo, non ci siano.

 

Tutte le poesie (Garzanti, 2017)

Foto di Dino Ignani

Giorgio Caproni


Ora il tuo viso ha spazio
per rompere il marmo di maggio
sulla mia fronte – e uno strazio
di sangue dal mio lignaggio
etrusco non può frenare,
alzata la capigliatura.

Per questo tu la tortura
di non vederti m’imponi
con mente ferma – deponi
ogni certezza sul bianco
delle tue orecchie scoperte,
sulle tue labbra più certe
prive d’umane finzioni.

 

Tutte le poesie (Garzanti, 2016)

© Foto di Dino Ignani

Biancamaria Frabotta


La volontà dei luoghi

Prendersi per il giusto verso
con cautela afferrarne il lembo
già un po’ scostato dalla pelle
e tirare, attirati l’uno dall’altra
gli scorticati di belle speranze.
Dal regno della treccia, della frangetta
illuminata dall’assalto dei bacetti
ci difendeva la complicità domestica
ci insegnava a trarre vantaggio da
un amore condiviso, fertile di frutti.
Ma l’albero ferito ebbe l’aria di soffrirne
sotto il fusto liscio spuntò un lattante
dalla faccia secca. Andate via. Sparite
belle bambine arrampicate in cima
ai valori d’una scala su cui
gravano prematuri silenzi.
O voi, o loro, balbettava.
La coppia, il legno, la gobba.

 

Tutte le poesie 1971-2017 (Mondadori, 2018)

© Foto di Dino Ignani

Fernando Bandini


Versi d’amore

Mi sono detto: bisogna scrivere
versi d’amore,
e ho preso la bava di una lumaca
e ne ho fatto ceralacca per sigillo
di lettere piene di sospiri,
e ho preso sangue di rondine
per farne inchiostro di parole chiare
e ho preso sudore di piedi in corsa
per farne ali di cuori ansanti.

Fallimento. La porta non riceve
che la sua chiave
e chi reca grimaldelli è colpevole.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2018)

© Foto di Andrea Lomazzi

Maria Luisa Spaziani


Realtà e metafora

Tu, realtà e metafora, luminoso
corpo dal doppio segno. Tu moneta
d’inscindibile faccia, bianco cigno
che ingloba il suo riflesso.

Penso all’abbraccio, e all’improvviso scende
in acque buie il mio vascello ebbro.
Confluiscono oceani. L’energia,
duraturo arabesco di fulmine.

 
Tutte le poesie (Mondadori, 2012)

Alfonso Gatto

alfonso-gatto
25 Aprile

La chiusa angoscia delle notti, il pianto
delle mamme annerite sulla neve
accanto ai figli uccisi, l’ululato
nel vento, nelle tenebre, dei lupi
assediati con la propria strage,
la speranza che dentro ci svegliava
oltre l’orrore le parole udite
dalla bocca fermissima dei morti
“liberate l’Italia, Curiel vuole
essere avvolto nella sua bandiera”:
tutto quel giorno ruppe nella vita
con la piena del sangue, nell’azzurro
il rosso palpitò come una gola.
E fummo vivi, insorti con il taglio
ridente della bocca, pieni gli occhi
piena la mano nel suo pugno: il cuore
d’improvviso ci apparve in mezzo al petto.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2005)

Franco Fortini

Fortini

Lettera

Padre, il mondo ti ha vinto giorno per giorno
come vincerà me, che ti somiglio.

Padre di magre risa, padre di cuore bruciato
padre, il più triste dei miei fratelli, padre,

il tuo figliolo ancora trema del tuo tremore
come quel giorno d’infanzia di pioggia e paura

pallido tra le urla buie del rabbino contorto
perdevi di mano le zolle sulla cassa di tuo padre.

Ma quello che tu non dici devo io dirlo per te
al trono della luce che consuma i miei giorni.

Per questo è partito tuo figlio ed ora insieme ai compagni
cerca le strade bianche di Galilea.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2014)

Giorgio Caproni

A una giovane sposa

Vorrei per non saperti
cosa tanto precaria,

tu che di latte hai gonfio
il petto, e nella fiera
iride rechi l’altera
luce che ti dà l’aria
di Flora,

almeno un’ora
sola la tua fiorita
carne credere pietra
ferma: statua cui vita
non fa caduca il fuoco
del sangue

– e la demente
fuga del tempo, e il lampo
rapido che ci colora
l’ora, a te dolente
non fosse,

a te che senza
strepito hai accolto in sorte
nuova umana semenza.

 

Tutte le poesie (Garzanti, 1999)

Giorgio Orelli

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Presenza dell’amata

Io penso a te se la brace del sole
mi sfavilla dal mare;
penso a te se in sorgive riverbera
il chiarore lunare.

Vedo te se lontano sulla strada
la polvere si leva;
e a notte fonda, se sul ponticello
il viandante trema.

Odo te se laggiù con rumorìo
sordo sale il frangente.
Spesso nel quieto bosco vado e spio,
quando tutto è silenzioso.

Io son con te; benché tu sia così
lontana, sei con me.
Cade il sole, or mi brillano le stelle.
Ah, se tu fossi qui!

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2015)

© Foto di Felix Von Muralt