Tahar Ben Jelloun

Abitiamo un cimitero di alberi morenti
la corteccia secca
è rosa dalla pietra

Su questa riva
sottratta al mare
cocci di bottiglia
e preservativi proprio usati
qualche cravatta coperta di fango
e qualche uccello morto

In mezzo c’è
una fontana per tutti
e un sacco di pane raffermo

Nei giorni d’inverno
i morti si mescolano ai vivi
un vento violento
gli tiene aperti gli occhi

Gli altri giorni dell’anno
le ragazze
con gli occhi mangiati dal tracoma
vengono a sedersi sulle tombe
e aspettano la morte
che scende le scale del cielo.

da Stelle velate. Poesie 1966-1995 (Einaudi, 1998), trad. it. Egi Volterrani