Umberto Piersanti

Ph. Dino Ignani

Discorso alle suore e alle maestre

La suora che stampò
dannata
il fuoco della sua mano
sulla parete
era senza malvagità
solo peccato
un silenzio lontano
presso le grate
buie del confessionale
ma la madre consolata
ché il prete disse
esserglisi inginocchiato
l’ultima notte
appena in tempo il ragazzo.

Era odore di gigli
dal giardino
odore di santi bianchi
frati
e giovinetti dai capelli lisci
tentati
come figure
lucide del catechismo

io non sapevo
prima ch’era peccato
tutto ho conosciuto
all’agitarsi lungo delle bende
nelle stanze buie
delle monache
e i fantasmi

non era
per la mia gioia
l’altalena sufficiente
quando il peccato
m’era già spiegato
e l’ossessione era
dire preghiere
che non fossero solo sulle labbra.

Prima anche lui
era innocente
benché lo stringessi spesso
tra le dita.

Prima il male non c’era
non c’era il bene
e pisciavo contento
contro i muri.

No so
se questo male
il meccanismo atroce
di questi anni
anche se solo in parte
lo debbo a quei racconti
alle stanze in penombra
al bene e al male.

Solo che dalle suore
non manderei bambini
ed a tutti
darei questo consiglio.

La maggioranza tra loro
forse i bambini li potrebbe amare
ma l’amore è nullo
senza rispetto.

Rispettate i fanciulli:
questo, senza conoscerli,
non si può fare.

(novembre 1975)

L’urlo della mente e altre poesie inedite (Samuele, 2024)

Paolo Parrini

foto fatta al Festival della Letteratura Verde 2022

Sono nato tra i tetti e le grondaie
e le voci che chiamavano da sotto
erano gli amici e gli ultimi arrotini.
Per casa avevo stanze strane
intagliate fra spigoli e ritorni,
sui mattoni la calce viva
si era consumata come una candela stanca.
Ogni volta che pioveva era una festa
perché il sole troppo mi feriva
l’occhio, abitavo zone d’ombra
e scale irte fino al cielo.
Lassù in alto, al quarto piano,
arrivavi trafelato e sul terrazzo,
da lontano, per un istante eri padrone
il battito del cuore tra le dita
infinita quiete, esserci in quell’ora.

Quinto tempo (Samuele editore, 2023)

Luigia Sorrentino


la notte si era accasciata

la giovinezza
l’avevamo trascorsa
nel peso della sua immortale rovina

noi che non eravamo mai stati
del tutto vivi all’amore
c’eravamo concessi al freddo
stretto nelle narici, nelle vene
avevamo perduto tutte le parole

la forza di una generazione

 

Piazzale senza nome (Collana Gialla Oro Pordenonelegge-Samuele Editore, 2021)

Ph. Alessandro Di Caro (Luigia Sorrentino, Urbino 1984)

Alberto Toni


Ti ricordo a Milano, Corso di Porta Romana
94, quelle case a ringhiera, te lo dicevo
mentre una piccola scossa a incidere sulla pietra,
sul mare tuo, il Tirreno laziale. E le piante
del tuo giardino ora che la stagione volge
al suo chiuso invernale, le piante, lasciate sole,
non dimenticate, le scale non faticose. Ti vedo
e questo basta una volta agli occhi
che ti guardano da qui.

Il dolore (Samuele Editore, 2016)

Foto di Dino Ignani

Claribel Alegría


Insomnio

Sigue mi mente
hacinando desechos
que me invaden
invaden mi poesía
mi universo
y no me dejan
conciliar el sueño.
¿Qué puedo hacer
para extinguirlos
para lavar mi mente
y que vuelva la paz?
No lo consigue el llanto
ni la oración
ni tú.
Es hora de emigrar
de confundirme con la tierra
de esfumarme.

 

*

 

Insonnia

Non smette la mia mente
di ammucchiare rifiuti
che invadono me
la mia poesia
il mio universo
e non mi lasciano
prendere sonno.
Come fare
per estinguerli
per lavare la mente
e tornare alla pace?
Non ce la fa il pianto
né la preghiera
neppure tu.
È ora di emigrare
confondermi con la terra
e dissolvermi.

 

Voci (Samuele Editore, 2015), trad. di Zingonia Zingone e Marina Benedetto