Giuliano Gramigna


La fulgurante I

in fondo trafugata
in granai-smemorie disgregatisi
per liquefazione de cerèbro
(così squisito dicono e poetico!);
già un crebro pulsare
di microidee affluendo vive
correnti di colpi vitali – frantumi o ciarpame
trovarobato; in che ambulacro
i lapilli del cervello “che fu sì vivo”
(un pulsare emetteva
radiazioni messaggi millenari);
dove si sarà depositata quell’ombra nulla
mobilia scranna bibelot di famiglia
mentale: ciò che non fui e non scrissi;
epperò eredità dell’Altro
motto siderante enunciato olim
e per sempre
la fulgurante console

 

Quello che resta (Mondadori, 2003)

Claudio Damiani

claudio_damiani

 

Quello che resta
canzone

Lascia che sia, lascia che sia
non lo contrastare,
alla fine è questo cielo della sera
quello che resta, i rumori delle cose lontane
e questo colore pallido e luminoso insieme
acceso e bruno nello stesso tempo.
Alla fine quello che resta sono i rumori
delle cose lontane, che si fanno dolci, che passano,
alla fine quello che resta è questo nostro passare,
essere passati e dover ancora passare,
questo rumore il fondo come il mormorio di un ruscello
o un chiacchiericcio sommesso, che ti concilia il sonno.

 

© Inedito di Claudio Damiani

Foto di Dino Ignani