Alessandro Parronchi


Un gesto, una figura

Mi ritrovo in un gesto di mia madre
quel frugare la borsa affannoso
cercandovi qualcosa,
poi, svanito il sospetto, andare avanti.
E in quel gesto mia madre torna viva
mentre io verso la morte m’incammino.

Un gesto, una figura
una forma, una vita.
Il rivivere incerto intermittente
affidato alla nostra memoria
dà speranza che qualcosa non muoia.

-Tutto dal nulla rinascerà a un tratto.
-Chi l’ha detto? chi ha parlato?

Madre, se in qualche parte ancora sei,
prega per me, perché io sia tollerato,
stolto, dai miei fratelli che non credono.
Perché, forti, vedendomi più debole,
troppo non mi deridano,
ma la mia scarsa mente, i pensieri a brandelli
per loro filtrino l’alba
di un giorno felice.
La carne martoriata mandi raggi
nelle lacrime scendano le stelle
quando la terra abbandonata la sua orbita
i terremoti squassino le tombe.

La memoria non è l’ultimo porto,
il processo non s’arresta, nella sua
ciclicità tutto assorbe, anche la morte:
la morte appartiene alla vita.

 

Poesie (Polistampa, 2000)