Heinrich Böll


La mia musa sta sull’angolo della via
dà a ciascuno quasi per niente
ciò che io non voglio
quando è allegra
mi regala ciò che vorrei
rare volte l’ho vista allegra.

La mia musa è una suora
nella casa oscura
dietro doppie inferriate
mette presso il suo Diletto
una buona parola per me.

La mia musa lavora in fabbrica
quando ha finito di lavorare
vuol andare a ballare con me
ma io
non finisco mai di lavorare

La mia musa è vecchia
mi picchia sulle dita
strilla con bocca coriacea
è inutile matto
matto è inutile

La mia musa è una donna di casa
non biancheria
nell’armadio ha parole
Raramente ne apre le ante
e me ne porge una.

La mia musa ha la lebbra
come me
ci baciamo via la neve
dalle labbra
ci dichiariamo mondi

La mia musa è una tedesca
non mi dà alcuna protezione
solo se mi bagno nel sangue del drago
mi posa la mano sul cuore
cosí resto vulnerabile.

 

La mia musa (Einaudi, 1974), trad. it. A. Chiusano

Hans Magnus Enzensberger

La vista

Tu dici:
apro gli occhi e vedo quel che c’è
per esempio là sulla parete ‘sta donna nuda
o qui davanti ‘sta misera matita
o l’occhio che non smette di fissarmi – da ammattire
Chiudo gli occhi e vedo quel che non c’è

È così semplice
sei così facile da ingannare

In realtà sta a capo all’ingiù la realtà
anche la tua testa anche il cinema nella tua testa

Come lo sai che l’occhio si muove e l’immagine è ferma
o che l’occhio è fermo e si muove l’immagine?

Sicuro è soltanto che lo scomparso non è scomparso
e il qui davanti non è qui davanti

Tu vedi il cinema oppure il film
l’occhio oppure l’immagine

Ed ecco perché non smetti di fissare la donna nuda
che non si muove
con gli occhi sbarrati – da ammattire
la donna che non c’è
e guardi a occhi chiusi ‘sti miseri occhiali

 

La musica del futuro (Einaudi, 1997)

Erich Fried

GESPRÄCH MIT EINEM ÜBERLEBENDEN

Was hast du damals getan
was du nicht hättest tun sollen?
“Nichts”

Was hast du nicht getan
was du hättest tun sollen?
“Das und das
dieses und jenes:
Einiges”

Warum hast du es nicht getan?
“Weil ich Angst hatte”
Warum hattest du Angst?
“Weil ich nicht sterben wollte”

Sind andere gestorben
weil du nicht sterben wolltest?
“Ich glaube
ja”

Hast du noch etwas zu sagen
zu dem was du nicht getan hast?
“Ja: Dich zu fragen
Was hättest du an meiner Stelle getan?”

Das weiß ich nicht
und ich kann über dich nicht richten.
Nur eines weiß ich:
Morgen wird keiner von uns
leben bleiben
wenn wir heute
wieder nichts tun

 

*

 

DIALOGO CON UN SOPRAVVISSUTO

Cosa hai fatto allora
che non avresti dovuto fare?
“Niente”

Cosa non hai fatto
che avresti dovuto fare?
“Questo e quello
questo e quell’altro:
un bel po’ di cose”

Perché non l’hai fatto?
“Perché avevo paura”
Perché avevi paura?
“Perché non volevo morire”

Sono morti altri
perché tu non volevi morire?
“Credo
di sì”

Hai ancora qualcosa da dire
a proposito di quello che non hai fatto?
“Sì: domandarti
Cosa avresti fatto tu al mio posto?”

Questo non lo so
e non posso esprimere un giudizio su di te.
So soltanto una cosa:
domani nessuno di noi
rimarrà in vita
se oggi di nuovo
non facciamo niente

Widerstand – Gedichte Verlag Klaus Wagenbach 2018

Traduzione di Daria De Pellegrini

Hans Magnus Enzensberger

 

A favore delle omissioni

Classici non letti, invenzioni
che ha risparmiato a sé e ad altri,
scommesse perdute,
pistole con la sicura,
titoli, posti, onorificenze
che si è lasciato scappare,
aerei persi all’ultimo momento,
indimenticabili cilecche, misere vittorie
che per un pelo ha scansato, e donne
con cui mai andò a letto:

nella tua sedia a rotelle ripensa,
tenero e riconoscente,
a quanto ha evitato,
risparmiando il mondo.

 

Più leggeri dell’aria (Einaudi, 2001)

Bertolt Brecht

A causa del crescente disordine

Unicamente a causa del crescente disordine
che c’è nelle nostre città piene di lotta di classe,
in questi anni qualcuno di noi ha deciso
di smettere le chiacchiere sulle città di mare,
sulla neve dei tetti, donne, odore
di mele mature in cantina
e sensazioni della carne, di tutto
ciò che fa l’uomo completo ed umano;
ma di parlare soltanto del disordine,
dunque diventare unilaterali, aridi,
irretiti in affari politici
e nell’asciutto “indegno” vocabolario
dell’economia dialettica.
Acciocché questo tremendo affollato convegno
di nevicate (sì, lo sappiamo,
la neve non è soltanto fredda),
sfruttamento, carne sedotta
e giustizia di classe non ci conduca
ad accettar la vita e il mondo
nelle tante diverse
e sanguinose loro contraddizioni.
Voi mi capite.

 

Poesie inedite sull’amore. Poesie politice e varie (Garzanti, 1986)

Harald Hartung


Chiavi perdute

Fra lattine di cocacola arrugginisce una sedia da giardino
nel piatto della fontana mentre contro un albero
il vecchio barbone orina e canta
È il mio ennesimo giro e
al secondo piano ancora niente luce
Arriva il vecchio coi suoi jeans consunti
farfuglia qualche cosa, sguardo fraterno umido
Anche tu figlio mio! anche tu sarai presto fra noi

 

Sogna più lento (Libri Scheiwiller, 2006), a cura di Anna Maria Carpi

Marie Luise Kaschnitz


Diese drei Tage

Diese drei Tage
Vom Tod bis zum Grabe
Wie frei werd ich sein
Hierhin und dorthin schweifen
Zu den alten Orten der Freude

Auch zu euch
Ja auch zu euch
Merkt auf
Wenn di Vorhänge wehn
Ohne Windstoß
Wenn der Verkehrslärm abstirbt
Mitten am Tage
Horcht

Mir einer Stimme die nicht meine ist
Nicht diese gewohnte
Buchstabiere ich euch
Ein neues Alphabet

In den spiegelnden Scheiben
Lasse ich euch erscheinen
Vexierbilder
Alte Rätsel
Wo ist der Kapitän?
Wo sind die Toten?
Dieser Frage
Hingen wir lange nach

Zur Beerdigung meiner
Wünsche ich mir das Tedeum
Tedeum laudamus
Den Freudengesang
Unpassender-
Passenderweise

Denn ein Totenbett
Ist ein Totenbett mehr nicht
Einen Freudensprung
Will ich tun am Ende
Hinab hinauf
Leicht wie der Geist der Rose

Behaltet im Ohr
Die Brandung
Irgendeine
Mediterrane
Die Felsenufer
Jauchzend und donnernd
Hinab
Hinauf.

 

Gedichte (Suhrkamp Verlag, 1975)

*

 

Questi tre giorni

Questi tre giorni
Dalla morte fino alla tomba
Come sarò libera
Vagare qua e là
Ai vecchi luoghi della gioia

Anche da voi
Sì anche da voi
Fateci caso
Se le tendine sventolano
Senza raffiche di vento
Se il rumore del traffico si estingue
In pieno giorno
State in ascolto

Con una voce che non è la mia
Non questa abituale
Compito per voi
Un nuovo alfabeto

Riflessi nei vetri
Vi farò apparire
Figure enigmatiche
Vecchi indovinelli
Dov’è il capitano?
Dove sono i morti?
A queste domande
Siamo stati attaccati a lungo

Al mio funerale
Desidero il Tedeum
Tedeum laudamus
Il canto di gioia
Inopportuna-
Opportunamente

Perché un letto di morte
Non è più un letto di morte
Alla fine voglio fare
Un salto di gioia
Giù su
Leggera come lo spirito della rosa

Trattenete nell’orecchio
Il frangente
Un qualche
Mediterraneo
Le coste rocciose
Esultante e fragoroso
Giù
Su.

 

Traduzione in italiano di Daria De Pellegrini

Heinrich Heine


Ci siamo voluti davvero un gran bene,
Eppure ci siam sopportati.
Abbiamo giocato a moglie e marito
Però non ci siamo picchiati.
Insieme abbiam riso e abbiamo scherzato,
Ci siamo abbracciati e baciati col cuore.
Con gioia infantile a nascondino
Abbiamo giocato nei boschi e nei prati,
E siamo stati così bravi a nasconderci
Che poi non ci siamo mai più ritrovati.

 

Poesie scelte (Mimesis, 2016), a cura di Simonetta Carusi

Heiner Müller


Tristano 1993

Ieri mio figlio aveva un’aria strana
Una notizia orribile lunga un intero spot
Negli occhi di mio figlio io
Che ho visto troppo ho letto la domanda
Compensa ancora il mondo la fatica di vivere?
Un istante una notizia orribile
Lungo un intero spot io ero il dubbio
Devo augurargli una lunga vita
O per amore una precoce morte

 

Non scriverai più a mano (Scheiwiller, 2006), a cura di Anna Maria Carpi

Horst Bienek


Diffidate dei titoli
scritti in grassetto
nascondono le cose piú importanti
diffidate degli articoli di fondo
delle inserzioni
delle quotazioni
delle lettere al direttore
e delle interviste di fine settimana
anche i sondaggi di opinione
sono manipolati
le notizie varie escogitate
da redattori furbetti
diffidate della terza pagina
delle critiche teatrali i libri
per lo piú sono migliori dei loro recensori
leggete quello che loro hanno sottaciuto
diffidate anche dei poeti
in loro tutto suona
piú bello anche piú atemporale
ma non è piú vero né piú giusto

 

 

Giovani poeti tedeschi (Einaudi, 1969), trad. it. Roberto Fertonani