Raymond Carver


Vedo un posto vuoto a tavola.
Di chi è? Di chi altro? Chi voglio prendere in giro?
La barca attende. Non c’è bisogno di remi
né di vento. La chiave l’ho lasciata
nel solito posto. Tu sai dove.
Ricordati di me e di tutto quello che abbiamo fatto insieme.
Ora stringimi forte. Così. Dammi un bel bacio
sulle labbra. Ecco. Ora
lasciami andare, carissima. Lasciami andare.
Non c’incontreremo più in questa vita,
perciò ora dammi un bacio d’addio. Su, ancora uno.
E un altro. Ecco. Adesso basta.
Adesso, carissima, lasciami andare.
È ora di avviarsi.

Orientarsi con le stelle (Minimum Fax, 2013), trad. it. R. Duranti, F. Durante

Ezra Pound


The Song

Love thou thy dream
All base love scorning,
Love thou the wind
And here take warning
That dreams alone can truly be,
For ’tis in dream I come to thee.

 

*

 

Canzone

Ama il tuo sogno
ogni inferiore amore disprezzando,
ama il vento
ed accorgiti qui
che solo i sogni possono esistere veramente,
perciò in sogno a raggiungerti m’avvio.

 

Iconografia italiana di Ezra Pound (All’Insegna del Pesce d’Oro, 1955)

Tony Hoagland


Personal

Don’t take it personal, they said;
but I did, I took it all quite personal—

the breeze and the river and the color of the fields;
the price of grapefruit and stamps,

the wet hair of women in the rain—
And I cursed what hurt me

and I praised what gave me joy,
the most simple-minded of possible responses.

The government reminded me of my father,
with its deafness and its laws,

and the weather reminded me of my mom,
with her tropical squalls.

Enjoy it while you can, they said of Happiness
Think first, they said of Talk

Get over it, they said
at the School of Broken Hearts

but I couldn’t and I didn’t and I don’t
believe in the clean break;

I believe in the compound fracture
served with a sauce of dirty regret,

I believe in saying it all
and taking it all back

and saying it again for good measure
while the air fills up with I’m-Sorries

like wheeling birds
and the trees look seasick in the wind.

Oh life! Can you blame me
for making a scene?

You were that yellow caboose, the moon
disappearing over a ridge of cloud.

I was the dog, chained in some fool’s backyard;
barking and barking:

trying to convince everything else
to take it personal too.

 

*

 

Personale

Non prenderla sul personale, dicevano;
ma io sì, ho preso tutto piuttosto sul personale –

la brezza e il fiume e il colore dei campi;
il prezzo dei pompelmi e dei francobolli,

i capelli bagnati delle donne sotto la pioggia –
e ho maledetto quel che mi feriva

e lodato quel che mi dava gioia,
la più stupida delle reazioni possibili.

Il governo mi ricordava mio padre,
con la sua sordità e le sue leggi,

e il clima mi ricordava mia madre,
con le sue burrasche tropicali.

Goditela finché puoi, dicevano della Felicità
Prima pensa, dicevano del Parlare

Vai avanti, dicevano
alla Scuola dei Cuori Infranti

ma io non ci riuscivo e non credevo né
credo nei tagli netti;

io credo nelle fratture esposte
servite con salsa di sporchi rimpianti,

io credo nel vuotare il sacco
e rimangiarsi tutto

e ridirlo per sicurezza
mentre l’aria si riempie di Scusami

come uccelli che volteggiano
e gli alberi pare abbiano il mal di mare al vento.

Oh vita! Puoi biasimarmi
se ho fatto una scenata?

Tu eri l’ultimo vagone giallo, la luna
che spariva sopra la cresta di una nuvola.

Io ero il cane, in catene dietro casa di un cretino;
e abbaiavo e abbaiavo:

cercando di convincere tutto il resto
a prenderla sul personale come me.

 

Traduzione di Elena Moncini

Edgar Lee Masters

George Gray

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio.
È una barca che anela al mare eppure lo teme.

 

Antologia di Spoon River (Mondadori, 2001), trad. it. Antonio Porta

Mark Strand


Errore

Scendevamo a valle lungo la corrente sotto un pulviscolo di stelle,
dormendo fino al sorgere del sole. Quando giungemmo alla capitale,
ridotta in macerie, facemmo un enorme falò con le sedie
e i tavoli che riuscimmo a rimediare. Il calore era tanto intenso che gli uccelli
in volo prendevano fuoco e precipitavano al suolo in fiamme.
Li mangiammo, poi a piedi ci addentrammo in regioni
dove il mare è di ghiaccio e il terreno è cosparso
di macigni come lune. Se solo ci fossimo fermati,
voltati, e fossimo tornati al giardino da cui eravamo partiti,
con la sua urna spaccata, il mucchio di foglie che imputridiscono, e ci fossimo seduti
a contemplare la casa e avessimo visto solo il trascorrere
del sole sulle finestre, quello sarebbe
bastato, nonostante l’ululare del vento che sospingeva le nubi verso il mare
come pagine di un libro su cui niente era scritto.

 

L’uomo che cammina un passo avanti al buio. Poesie 1964-2006 (Mondadori, 2011)

Lucille Clifton


per la mia ultima mestruazione

allora ragazza, arrivederci,
dopo trentotto anni.
trentotto anni e non
sei mai arrivata
– splendida nel tuo vestito rosso –
senza qualche problema
da qualche parte, per qualche motivo.

adesso è finita,
e mi sento proprio come
quelle nonne che,
dopo che la ragazzaccia che erano se n’è andata,
siedono tenendo la sua foto tra le mani,
sospirando: “non era
bellissima? non era bellissima?”

Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006)

Wendell Berry


How To Be a Poet
(to remind myself)

Make a place to sit down.
Sit down. Be quiet.
You must depend upon
affection, reading, knowledge,
skill—more of each
than you have—inspiration,
work, growing older, patience,
for patience joins time
to eternity. Any readers
who like your work,
doubt their judgment.

Breathe with unconditional breath
the unconditioned air.
Shun electric wire.
Communicate slowly. Live
a three-dimensioned life;
stay away from screens.
Stay away from anything
that obscures the place it is in.
There are no unsacred places;
there are only sacred places
and desecrated places.

Accept what comes from silence.
Make the best you can of it.
Of the little words that come
out of the silence, like prayers
prayed back to the one who prays,
make a poem that does not disturb
the silence from which it came.

From: Given (Shoemaker Hoard, 2005)

 

*

 

Come essere un poeta
(per mio promemoria)

 

 

Trova un posto per sederti.
Siediti. Resta in silenzio.
Dovrai fare affidamento su
affetti, letture, conoscenze,
abilità – più di quante
tu ne abbia – ispirazione,
impegno, maturità, pazienza,
perché la pazienza congiunge il tempo
all’eternità. Dubita
del giudizio
di chi elogia i tuoi versi.

Respira con respiro incondizionato
l’aria non condizionata.
Lascia perdere i fili elettrici.
Comunica con lentezza. Vivi
una vita a tre dimensioni;
stai lontano dagli schermi.
Stai lontano da tutto ciò
che offusca il luogo in cui si trova.
Non esistono luoghi che non siano sacri;
soltanto luoghi sacri
e luoghi profanati.

Accogli quanto viene dal silenzio.
Fanne il meglio che puoi.
Con le minute parole che a poco a poco nascono
dal silenzio, come preghiere
riverberate verso chi prega,
componi una poesia che non turbi
il silenzio da cui è nata.
 

trad. it. Vincenzo Perna

Charles Simic

Viaggiare

Mi tramuto in un sacco.
Un vecchio straccio
mi porta fuori all’alba.
Ci trasciniamo, curvi.

Ecco qui, dice, la cravatta blu,
un uomo l’ha scalata mentre gli stava al collo.
Ora lassù singhiozza
perché non sa come calarsi giù.

Ma io non dico niente, cosa può dire un sacco?

Ecco qui, dice, il cappotto.
Il suo nome è Achab, i suoi sono i nostri stracci.
È in cerca del sarto che lo ha fatto.
Vuole strappare via tutti i suoi fili neri.

Ma io non dico niente, cosa può dire un sacco?

Ecco qui, dice, un paio di stivali,
mentre andavano a fondo, mentre andavano sotto
la loro vita videro in un lampo,
dovunque andremo, si aggrapperanno a noi.

Ma io non dico niente, cosa può dire
un sacco rigonfio di stoppa fino al collo?

 

da Hotel insonnia (Adelphi, 2002)

Charles Bukowski

i piaceri dei dannati

i piaceri dei dannati
si limitano a rapidi momenti
di felicità:
come gli occhi di un cane che ti guarda,
o uno slargo di cera,
come un incendio ghermisce il municipio,
la contea,
il continente,
come un incendio ghermisce i capelli
di vergini e di mostri;
e il mormorio dei falchi sugli alberi di pesco,
il mare che gli scorre fra gli artigli,
il Tempo
ubriaco e madido,
e tutto in fiamme,
tutto bagnato,
tutto va bene.

 

Le ragazze che seguivamo (Guanda, 2006)

Kenneth Rexroth


A Dialogue of Watching

Let me celebrate you. I
Have never known anyone
More beautiful than you. I
Walking beside you, watching
You move beside me, watching
That still grace of hand and thigh,
Watching your face change with words
You do not say, watching your
Solemn eyes as they turn to me,
Or turn inward, full of knowing,
Slow or quick, watching your full
Lips part and smile or turn grave,
Watching your narrow waist, your
Proud buttocks in their grace, like
A sailing swan, an animal,
Free, your own, and never
To be subjugated, but
Abandoned, as I am to you,
Overhearing your perfect
Speech of motion, of love and
Trust and security as
You feed or play with our children.
I have never known any
One more beautiful than you.

Sacramental Acts Love Poems (Copper Canyon Press)

 

*

 

Un dialogo di sguardi

Lasciati celebrare. Io non
ho conosciuto mai nessuna
più bella di te. Io cammino
al tuo fianco, ti guardo
muoverti al mio fianco, guardo
la quieta grazia della mano
e della coscia, guardo il tuo viso
cambiare espressione per parole
che non dici, guardo i tuoi occhi
severi rivolti a me o a te stessa,
lesti o lenti, pieni di sapienza,
guardo le tue labbra tumide
aprirsi sorridere o farsi serie,
guardo la tua vita sottile,
le natiche superbe nella loro
grazia, cigno che scivola sull’acqua,
un animale libero, come te,
che non si può sottomettere,
ma solo abbandonare, come io
a te, quando ascolto per caso
l’armonioso discorso d’impulso
e d’amore, fiducia e sicurezza
che pronunci mentre giochi
con le nostre bambine o le fai
mangiare. Io non ho conosciuto
mai una più bella di te.

 

Trad. di Francesco Dalessandro