Karen Blixen

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Incontro

Ah, quando sei lontano e nessuno
più nomina il tuo nome –
quando ovunque mi rechi sento
cupo e gelido un vuoto –

comincio a credere che tu sia solo un sogno
nato dalle brame della mia mente,
e a questo sogno ho dato vita e nome
e in ultimo il tuo aspetto –

– ma quando poi ti vedo e posso
sentire ancora le tue forti parole,
e posarti ancora il capo sulla spalla –
ascoltare ancora il suono della tua voce –

allora so che il resto è solo notte,
malvagi sogni che presto scorderò,
so che tu mi porti nella luce
e che in te dimorano la vita e il giorno

 

Poesie d’amore del ‘900 (Mondadori, 2001), trad. it. Bruno Berni

Tomas Tranströmer

Sweden Nobel Literature

 

La cima

Con un sospiro gli ascensori iniziano a salire
in alti edifici fragili come porcellana.
Fuori sull’asfalto si fa caldo il giorno.
I segnali hanno le palpebre abbassate.
La terra una salita  verso il cielo.
Cima dopo cima, nessuna vera ombra.
Voliamo avanti a caccia di Te
per l’estate in cinemascope.
E di sera sono un vascello
a luci spente, a giusta distanza
dalla realtà, mentre a terra
nei parchi fluisce l’equipaggio.

 

Poesia dal silenzio (Crocetti, 2001), trad. it. M. C. Lombardi

Marie Takvam

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Devi essere arrivato in città!
Lo vedo chiaramente.
Tutte le case mi stanno sorridendo.
Hanno capito che ti amo.

Devi essere arrivato in città!
lo vedo dagli alberi del parco.
Hanno foglie vibranti,
ricevono baci dal sole e dal vento.

Devi essere arrivato in città!
Perciò
questa gioia incredibile
dalla luce e dall’alba
dalle barche a vela e dalla brezza.

Tutto è diverso oggi.
Quel che ieri era una lunga serie di case grigie
oggi è dipinta di oro e porpora
dal tramonto del sole.

Quella che ieri era gente qualunque
che andava all’autobus o all’auto
oggi sono persone
con una vita dentro.

Ciò che ieri era traffico e frastuono
oggi è il battito del cuore della città,
quello grande che fa muovere tutto!

In breve: Tu devi essere arrivato in città!

 

Parole dritte al cuore (Mondadori, 2014 ) a cura di M. Rossato

Henrik Nordbrandt

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Da ieri

Sono diventato vecchio da ieri
e la mia stanza non vuole più

lasciarmi. I mobili consunti
e le cose che abbiamo raccolto

in comune mi torturano d’improvviso
come lamette: piccoli barbigli

che avvelenati dalla luce di settembre
non fanno che affondare sempre più

se mi volto a cercarti
o cerco di svincolarmi.

Il nostro amore è come Bisanzio (Donzelli, 2000), a cura Bruno Berni

Tomas Tranströmer


Aprile e silenzio

La primavera giace deserta.
Il fossato di velluto scuro
serpeggia al mio fianco
senza riflessi.

L’unica cosa che splende
sono fiori gialli.

Sono trasportato dentro la mia ombra
come un violino
nella sua custodia nera.

L’unica cosa che voglio dire
scintilla irraggiungibile
come l’argento
al banco dei pegni.

 

La lugubre gondola (BUR Rizzoli, 2011), a cura di G. Chiesa Isnardi)

Steinn Steinarr


Io ti cerco

Io ti cerco, tu cerchi un altro,
e infine si perde il nostro desiderio
nella distanza nelle giornate grigie
e non vede una via verso la stessa meta.
Oh, tu ed io, che non ci siamo mai incontrati,
il mio cuore è stanco di cos’era ed è.
Tu non mi desideri, e mi hai avuto per caso,
io non ho potuto averti, e ti ho persa.

Rivista Poesia, n. 300 (Gennaio 2015), traduzione di Silvia Cosimini

Claes Andersson

A volte mi viene voglia irrefrenabile di ferire
ciò che chiamiamo “il nostro amore”,
il nostro modo di essere soli insieme
Spesso sembra un errore amare ed essere amati
quando tanti non hanno alcuna possibilità
La mano che ti accarezza fino al ventre
esita perché sa
Sentiamo di essere una cosa impossibile
Tuttavia non osiamo fuggire verso quell’insicurezza
che potrebbe renderci la sicurezza
Un giorno ci mischieremo a loro per un attimo
Sentiamo il freddo, ci sentiamo uniti nel freddo
Noi non ci perdoniamo mai

 

Antologia della poesia svedese contemporanea (Crocetti, 1996), a cura di H. Sanson

Andri Snær Magnason


Si è ciò che si mangia

Nonno era al 70% acqua
nonno era al 70% il ruscello
che scorreva dai monti
accanto a casa

Era al 30%
la trota di ruscello
la pernice nella brughiera
e gli agnelli nei pascoli erbosi
che ondeggiano
al vento attorno a casa

Io non sono al 70% acqua
tutt’al più al 17% San Pellegrino
cui sono mescolati della Cola zero e del caffè

Sono pasta italiana e riso cinese
sono prosciutto danese e ananas sudafricano
nelle mie vene scorre ketchup americano

Si è ciò che si mangia
sono un mondo in miniatura

Sono un Bonus in miniatura

 

Bonus – con il 33% di poesie in più (Nottetempo, 2017), trad. it. Walter Rosselli

Mirkka Rekola

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Sono forse io quegli elementi di cui mi servo?
Oggi dico no,
oggi, che ne sono prigioniera,
devo ripetere ancora una volta no.
Annuncio soltanto il fuoco: pronto è il giorno,
terra che in me brucia in questo modo.

Eri talmente a settentrione
che lo sguardo raggiunse l’orizzonte,
e l’unica parola che lasciai per te
mi infreddolì.
Qui per te sono il pegno del nulla
il flutto dismesso dal vento
e puoi guardare.

Il giorno accreditato come un bonifico
su un conto a me ignoto,
e talmente corporea mi sento
per quanto sia possibile in questa situazione.
Ogni notte procede affiancata al giorno
né prima, né dopo.
Come quel merlo corvino
canta di giorno, di notte.
E una bruma minuta si alza sulla breve serata
dalle foglie degli alberi, dai volti,
a volte di anonima origine,
respiro sulla pelle della tua mano e dico:
così fa il vento quando gli piaci.

 

Siedo in questo treno lungo un viaggio (Joker, 2016), trad. it. A. Parente

Rune Christiansen

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Arancione

Il mondo è semplice, prendiamo l’autobus per un porto di scalo lontano dal mare, volendo vedere l’autunno riversarsi per l’ultima volta. Una chiatta trascina il tramonto verso di noi, e il vento sospinge foglie rosse, solleva nuvole. Giorno e notte sono semplici, il freddo denuda i suoni e li anima con un fil di ferro che costringe le cose. Tu non dici niente; sono queste, le tue profezie. Non so più la differenza tra la mano che afferra e la notte che viene scambiata, sarà la memoria che mi tradisce.

 

AntiCamera (La Finestra, 2015), a cura di N. Cagnone