Rita Greco


Si danno le spalle per tutto il giorno
ognuno intento al proprio solco
marciando risoluti al soldo del dovere.

La sera li chiude allo stesso tavolo
più dei coltelli che sminuzzano il cibo
sono armi gli occhi che guardano nel piatto.

Solo di notte resiste una traccia
quando lui nell’istante
in cui riemerge nel sonno
trovandola
la abbraccia.

La gioia delle incompiute (Giuliano Ladolfi Editore, 2021)

Vittorio Bodini

Qui non vorrei morire dove vivere
mi tocca, mio paese,
così sgradito da doverti amare;
lento piano dove la luce pare
di carne cruda
e il nespolo va e viene fra noi e l’inverno.

Pigro
come una mezzaluna nel sole di maggio,
la tazza di caffè, le parole perdute,
vivo ormai nelle cose che i miei occhi guardano:
divento ulivo e ruota d’un lento carro,
siepe di fichi d’India, terra amara
dove cresce il tabacco.
Ma tu, mortale e torbida, così mia,
così sola,
dici che non è vero, che non è tutto.
Triste invidia di vivere,
in tutta questa pianura
non c’è un ramo su cui tu voglia posarti.

 

Tutte le poesie (Besa, 2010)

Vittorino Curci


Prossimità del bene

ciò che si presta alla discussione è niente
i morti sono stati dimenticati
e i vivi si accontentano di essere vivi.
oh quanto questo oscuro brusio
intorno a noi che fummo
ci restituisce il bene
di chi credette in noi, le donne e gli uomini
che ci tenevano in braccio
sul treno in corsa dell’avvenire

c’è, ci deve essere, un modo per piangere
e non lasciarsi andare alle cose
inventate, qui dove non c’è anima viva

Poesie (2020-1997) (La Vita Felice, 2021)

Vanni Schiavoni


Trogir

A ripensarci ancora è nulla
come fossi il doppio della sua elica, il continuo
riconoscermi dell’ombra nella viva indifferenza del quartiere
l’accecarsi a Trogir e gli angeli ammazzadraghi
ricorrenti nel cielo assertivo di un viola immacolato
antenne all’erta che scorrono a perdersi senza carisma, il racconto
reso vero dal gusto nuovo della sigaretta comprata oltreconfine.

La donna col foulard vende ai passanti
la sentenza esatta
della sua bilancia che non sbaglia un colpo
dai tempi jugoslavi e pesa in once
o in grammi le nazionalità tutte indifferenti
tutte sempre oltre un qualche confine
ammasso di corpi e fango a immaginare
come si possa sopravvivere ai cedimenti
a una disgregazione impercettibile
che chiamano guerra patriottica.

Quaderno croato. 12 poesie (Fallone Editore, 2020)

Foto di Dino Ignani

Giovanna Sicari


Vorrei farti felice con questo niente

Babbo, vorrei comprarti
tutte queste piccole cose
esposte al mercato,
cose piccole, inutili:
arnesi, cianfrusaglie, biglietti.
Vorrei farti felice con questo niente
che colma il vuoto
con quest’amore che ripara,
tu solo annaffi le piante lievi
lavi e curi ogni cosa
e scavi nella compostezza
della vita, con decisione
raccogli foglioline e altro
tu solo puoi entrare nell’infinito.

 

Portami ancora per mano. Poesie per il padre (Crocetti, 2001)

Foto di Dino Ignani

Sergio Sbrollini


Il mio compleanno

Oggi è un giorno buono
per vedere gli amici,
per sapere con loro
la mia vita che passa.

Vecchi amici che narrano
primavere svanite
hanno nei compleanni
cari gesti d’infanzia.

Scorrerà triste vino
dalle cose perdute,
dolce da un rubinetto
che nessun saprà chiudere.

E gli amici ormai giungono
con le stesse mie rughe.
Io già mi sento andare
a pensieri che struggono.

Bruna che ridi e altri versi (Palomar, 1992)

Mauro Marino


Non so che farmene
della poesia mia

delle parole
che si fermano in gola
a sorprendermi

mi trovavo muto
a divagare
tensioni, non detti, sogni
e il tempo lo inseguo
dentro atti, attimi – sensi
che colgono vento e passioni

soltanto sguardi bastano a calmarmi

la sete e i suoni, ai respiri

non altro che sappia d’orgoglio.

di politica e d’amore (Spagine, 2020)

Foto di Maryam Asadi

Stefano Modeo


Quando è andato via
ha portato con sé un coltello
con cui apriva la pancia dei pesci.
Lo tiene in tasca, ogni tanto
lo apre e lo chiude in un gesto.
Vorrebbe infilzarlo in un tronco,
abbandonarlo nel legno, ma
sulla lama c’è ancora il sangue,
il biancore del sale, del mare
e una vena cruda di nostalgia
che gli apre nel palmo una ferita.

Inedito