Vanni Schiavoni


Trogir

A ripensarci ancora è nulla
come fossi il doppio della sua elica, il continuo
riconoscermi dell’ombra nella viva indifferenza del quartiere
l’accecarsi a Trogir e gli angeli ammazzadraghi
ricorrenti nel cielo assertivo di un viola immacolato
antenne all’erta che scorrono a perdersi senza carisma, il racconto
reso vero dal gusto nuovo della sigaretta comprata oltreconfine.

La donna col foulard vende ai passanti
la sentenza esatta
della sua bilancia che non sbaglia un colpo
dai tempi jugoslavi e pesa in once
o in grammi le nazionalità tutte indifferenti
tutte sempre oltre un qualche confine
ammasso di corpi e fango a immaginare
come si possa sopravvivere ai cedimenti
a una disgregazione impercettibile
che chiamano guerra patriottica.

Quaderno croato. 12 poesie (Fallone Editore, 2020)

Foto di Dino Ignani

Giovanna Sicari


Vorrei farti felice con questo niente

Babbo, vorrei comprarti
tutte queste piccole cose
esposte al mercato,
cose piccole, inutili:
arnesi, cianfrusaglie, biglietti.
Vorrei farti felice con questo niente
che colma il vuoto
con quest’amore che ripara,
tu solo annaffi le piante lievi
lavi e curi ogni cosa
e scavi nella compostezza
della vita, con decisione
raccogli foglioline e altro
tu solo puoi entrare nell’infinito.

 

Portami ancora per mano. Poesie per il padre (Crocetti, 2001)

Foto di Dino Ignani

Sergio Sbrollini


Il mio compleanno

Oggi è un giorno buono
per vedere gli amici,
per sapere con loro
la mia vita che passa.

Vecchi amici che narrano
primavere svanite
hanno nei compleanni
cari gesti d’infanzia.

Scorrerà triste vino
dalle cose perdute,
dolce da un rubinetto
che nessun saprà chiudere.

E gli amici ormai giungono
con le stesse mie rughe.
Io già mi sento andare
a pensieri che struggono.

Bruna che ridi e altri versi (Palomar, 1992)

Mauro Marino


Non so che farmene
della poesia mia

delle parole
che si fermano in gola
a sorprendermi

mi trovavo muto
a divagare
tensioni, non detti, sogni
e il tempo lo inseguo
dentro atti, attimi – sensi
che colgono vento e passioni

soltanto sguardi bastano a calmarmi

la sete e i suoni, ai respiri

non altro che sappia d’orgoglio.

di politica e d’amore (Spagine, 2020)

Foto di Maryam Asadi

Stefano Modeo


Quando è andato via
ha portato con sé un coltello
con cui apriva la pancia dei pesci.
Lo tiene in tasca, ogni tanto
lo apre e lo chiude in un gesto.
Vorrebbe infilzarlo in un tronco,
abbandonarlo nel legno, ma
sulla lama c’è ancora il sangue,
il biancore del sale, del mare
e una vena cruda di nostalgia
che gli apre nel palmo una ferita.

Inedito

Raffaele Carrieri


La poesia

La poesia non è pazienza
E non è impazienza.
La poesia non è scrivania
E tanto meno carta.
La poesia è speranza.
Amata o disamata
Produce gelo fuoco
E un certo vuoto
Nel quale uno si riconosce
E un altro fugge.
La poesia non è lana
Per la testa fredda
E solo riscalda
La mano aperta.
La poesia è un ponte
Che sta per cadere
E mai non cade.
La poesia è in alto
E anche in basso
Dove crescono semi
Fiumi e vermi.

 

Poesie scelte (Mondadori, 1976)

Giuseppe Goffredo


Con un’ala sola

Non una lacrima per la felicità
che ho vissuto. Molte cose ho
toccato per non andare ho dato.
Davvero è accaduto che il vero
fosse. Anche mi sono sentito
in volo. Mi ha commosso ogni
albero lungo la strada. E la
fronte dal cielo non ho distolto.
Ogni volta atterrito mi sono fatto
schiena fra le rive. Poco per
quanto ho potuto e con un’ala sola.

 

© Inedito di Giuseppe Goffredo

Ilaria Caffio


Quando mi tenevi ferita
infinita debitrice nella lirica minore
scalza danzatrice smaniosa come sai
mi facevi piaga del tuo cordone
somma altissima di un massacro a cielo aperto
e all’ultima indulgenza
nei recinti solitari
altissima gratitudine.
Il baratto è resa d’amore
guerra con la clava delle parole-
in tutta la mia composizione
in tutta la mia creazione
scucita in cenere
venivo al mondo dal tuo grano
verticale balbettavo dal guscio il tuo nome
la materica fonte
che a sud in luce sommerge il mio dire.

 

Congiungimento (Spagine, 2017)

Matteo Greco


Canzune de l’amore rraggiatu

Tania n’amore e l’aggiu persu.
Ha d’essere successu nu marisciu
sutta nu velu de risate
nu giurnu ca sctia bella scuscitata
o na notte, chianu chianu
m’aggiu fatta picca a picca scanusciuta.

Amore beddhu ca no stai chiù annanzi,
tie moi m’ha’ capire
se t’aggiu spriculatu ntr’i frantoi
se t’aggiu sbattutu susu l’aiare
se t’aggiu scannatu intra li curtii.
Tie lu sai, puru ca no tu pozzu dire:
ogni casctignata
è sutta sutta na benedizione
ognu frustata de lu mare ntra lu pettu
è alla n ne na carizza,
e non è pe punizione
ogni tronu ca cade sulla terra:
è
nu schiantu de scinucchie
nu scarrare de case ntra lu core.
Ulìa te nchianu susu, amore
e t’aggiu sotterrare,
ulìa te baciu
e t’aggiu fare guerra.

 

*

 

Canzone dell’amore adirato

Avevo un amore e l’ho perso.
Deve essere successo un pomeriggio
sotto un velo di risate
un giorno in cui ero bella rilassata
o una notte, piano piano
mi sono fatta poco a poco sconosciuta.

Amore bello che non mi stai più davanti
tu adesso mi devi capire
se ti ho sbriciolato nei frantoi
se ti ho sbattuto sulle aie
se ti ho sgozzato nei cortili.
Tu lo sai, anche se non te lo posso dire:
ogni bestemmia
è sotto sotto una benedizione
ogni frustata del mare nel petto
è alla n ne una carezza
e non è per punizione
ogni tuono che cade sulla terra:
è
uno schianto di ginocchia
un crollare di case dentro al cuore.
Vorrei salirti addosso, amore
e ti devo sotterrare
ti vorrei baciare
e devo farti guerra.

 

Da grande voglio fare il Meridione (CartaCanta, 2016)