Luca Campana

Fuori, subito dopo il tramonto, la strada
è già tutta un lastrone di terra e di ghiaccio;
ma dentro, al chiuso della stalla, c’è un maiale
che ingrassa a ghiande la sua carne. Lo scanneranno
prima che sia inverno: basterà un solo colpo
di lama ad aprire la pelle, penetrare
nel grasso spesso fino alla carotide. Poi gli uomini
macelleranno pezzo a pezzo l’animale, le donne
cucineranno il sangue, il primo, chiaro e liquido
che cola rapido dentro il catino e quello scuro
e lento della polpa interna: lo cuoceranno
fino a farne una massa più densa
da tagliare nel giorno della festa.

Fioriture invernali (Interno Libri Edizioni, 2021)

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Anna Mazzolini


Porto parole

Porto parole alla tua gola,
una madre ad imboccare
un figlio primo
Temo – che la abbia vinta la fame –

Persisto alla finestra; già aperta
alle arie delle sere serene e mute.

Le mani alla tua bocca le porto ogni giorno

Parole ritornano dall’amore e dalle piogge allegre e distanti.
E la fame
la loro fame permane alla fine del linguaggio.

Vittorino Curci


Prossimità del bene

ciò che si presta alla discussione è niente
i morti sono stati dimenticati
e i vivi si accontentano di essere vivi.
oh quanto questo oscuro brusio
intorno a noi che fummo
ci restituisce il bene
di chi credette in noi, le donne e gli uomini
che ci tenevano in braccio
sul treno in corsa dell’avvenire

c’è, ci deve essere, un modo per piangere
e non lasciarsi andare alle cose
inventate, qui dove non c’è anima viva

Poesie (2020-1997) (La Vita Felice, 2021)

Guido Mattia Gallerani


Le Amazzoni

Nell’arcipelago delle isole azzurre
abitavano sogni acuminati di spade
le seguaci di Atalanta
dalle grandi caviglie, esperte nella corsa
e nel getto della lancia.

Seminando parimenti amori e disgrazie
sbarcavano dalle fuste e dagli sciabecchi
sulle canoe di pescatori e villeggianti
entrando per secoli negli occhi
degli uomini evirati dai dardi.
Si procacciarono il vivere
infilandosi tra le montagne
e lassù, nascoste nella pace
ottenuta col terrore,
distese consumavano
gemme e bacche, nuotando
come sorelle delle nebbie
ai fianchi del lago.

Dall’acqua fluorescente,
figlie verdi delle alghe,
emergevano scolpite dalle lotte
e col seno marchiato dal ferro, infuocato
da un orgoglio doloroso e fiero
incitavano le altre ad uccidere
chi fosse stato incapace di amarle.

 

I popoli scomparsi (peQuod, 2020)

Erri De Luca


Proposta di modifica

C’è il verbo snaturare, ci dev’essere pure innaturare,
con cui sostituiscono il verbo innamorare
perché succede questo: che risento il corpo,
mi commuove una musica, passa corrente sotto i polpastrelli,
un odore mi pizzica una lacrima, sudo, arrossisco,
in fondo all’osso sacro scodinzola una cosa che s’è persa.
Mi sono innamorato: è più leale.
M’innaturo di te quando t’abbraccio.

Rivista “Poesia” (n.241, settembre 2009)

Carlo Betocchi

carlo-betocchi

 

Rotonda terra; scena che si ripete,
in te, del saluto serale: consuetudine
mia planetaria, con te e i tuoi tramonti:
trasalimento, di tegola in tegola,
del mio vivere che se ne va col tuo
trapassare, lume diurno, lento,
sul tetto davanti casa; e mio formarsi,
intanto, un petto come di colomba;
e metter piume amorose per la notte
che viene; ravvolgermi unitario
con essa: pigolìo interiore; perdita
dell’umano: divenir mio universale.

 

Poesie del sabato (Mondadori, 1980)

Donatella Bisutti


Il passaggio

Tutti sono lì a spiare il momento
in cui un uomo con tutto
il suo peso nel mondo
diventa una cosa
da buttare via.
Un mostruoso miracolo
di segno opposto
a quello della nascita.
Ma nessuno crede davvero
che possa succedere a lui.

Sciamano. Poesie 1985-2020 (Delta 3, 2021)

Foto di Dino Ignani

Vanni Schiavoni


Trogir

A ripensarci ancora è nulla
come fossi il doppio della sua elica, il continuo
riconoscermi dell’ombra nella viva indifferenza del quartiere
l’accecarsi a Trogir e gli angeli ammazzadraghi
ricorrenti nel cielo assertivo di un viola immacolato
antenne all’erta che scorrono a perdersi senza carisma, il racconto
reso vero dal gusto nuovo della sigaretta comprata oltreconfine.

La donna col foulard vende ai passanti
la sentenza esatta
della sua bilancia che non sbaglia un colpo
dai tempi jugoslavi e pesa in once
o in grammi le nazionalità tutte indifferenti
tutte sempre oltre un qualche confine
ammasso di corpi e fango a immaginare
come si possa sopravvivere ai cedimenti
a una disgregazione impercettibile
che chiamano guerra patriottica.

Quaderno croato. 12 poesie (Fallone Editore, 2020)

Foto di Dino Ignani

Adelelmo Ruggieri


La posizione del morto

Tanto delicata che dimentichi
Di stare con il volto vòlto al cielo
Da sotto una spinta ti tiene a galla
Le membra lambite da piccole onde
Quel guardare di piatto l’orizzonte…
La posizione del morto è felice
Dietro la collina il sole che scende
È un giorno verso sera che si spegne

La città lontana. Poesie 1993-2009 (Marcos y Marcos, 2021)