Francesco Dalessandro

Ph. Dino Ignani

Spergiuro

Perché giurare
e poi non tener fede
al giuramento?
Perché fare promesse
e tradirle in segreto?
Basta poco a
comprarti basta qualche
regaluccio e sei pronta
a spergiurare. «Non contaminare
la bellezza con l’oro!». Quante volte
te l’ho detto abbracciandoti?
Tu giuravi: «Per niente
al mondo venderei
la fedeltà né per denaro
né per gemme neppure
se l’agro Falerno o l’intera
Campania fertilissima
mi fosse offerta in dono».
Io ti credevo.

Che cosa non avrei
creduto? che le stelle
non brillano? che il fulmine
non ha fuoco? Anche questo.
E cosa non ho fatto
finché ho creduto che
potessi amarmi!
Quando accesa d’un nuovo
amore soffrendo mi pregavi
d’aiutarti non l’ho fatto?
Perché nessuno
vi udisse in piena notte
quante volte ho vegliato
i vostri amori? E quante
volte quando più non speravi
di vederlo per merito mio
t’ha raggiunta? Credevo
che per questo di più
potessi amarmi come
giuravi ma era inganno
il giuramento. E piangevi
perfino! E ti cantavo
con versi ardenti. Ardesse
Vulcano stesso quei versi
che non meriti. Vattene!
Se puoi vendere ogni
parola ogni tuo gesto
per profitto, se puoi
fare ad altri le stesse
carezze dare ad altri
gli stessi baci, se
puoi piangere per altri
nell’amore, non voglio
non posso amarti
più.

Dediche e imitazioni (Interno Libri Edizioni, 2021)

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Luigia Sorrentino


la notte si era accasciata

la giovinezza
l’avevamo trascorsa
nel peso della sua immortale rovina

noi che non eravamo mai stati
del tutto vivi all’amore
c’eravamo concessi al freddo
stretto nelle narici, nelle vene
avevamo perduto tutte le parole

la forza di una generazione

 

Piazzale senza nome (Collana Gialla Oro Pordenonelegge-Samuele Editore, 2021)

Ph. Alessandro Di Caro (Luigia Sorrentino, Urbino 1984)

Roberta Dapunt


Tu mia stanza,
paziente angolo di questa casa.
Mia cattiva abitudine, mio vizio capitale.
Tu mia triste passione, mia poesia.
Tu mio orto misericordioso,
mio terreno fertile, mia arsura.

Tu grande orecchio che ascolti
il mio eco mille volte uguale.
Tu mio confessionale, mia direzione.

Tu mio tabernacolo,
custode della mia anima.
Tu mia cappella, che in te conservo
le immagini dei santi e dei miseri dannati.
Tu mio venerdì santo, mia Pasqua.

Tu mio rifugio, mia arca
quando tra le mani diluviano gli inchiostri.
Tu mia stanza, mio spazio fisso,
mio enorme foglio bianco.

Tu mia certezza, mio feretro,
mio funerale.
In te rientra in silenzio
il mio rito quotidiano,
la mia tempesta, il mio silenzio.

La terra più del paradiso (Einaudi, 2008)

Giovanni Giudici

I vecchi

Non onorate i vecchi,
abbiatene pietà
perché sono gli specchi
di come finirà

tutta la vita per noi
che non abbiamo virtù:
vogliono i vecchi eroi
amore, ma non c’è più

nei vecchi nulla da amare,
lacrime, sesso e vino:
tutto dobbiamo odiare
nei vecchi, nostro destino.

Ladri di notti corte,
il giorno ci perderà:
coi vecchi la stessa morte
misura le nostre età.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2014)

Roberto Lamantea

è rosa l’aria
è un tramonto, è ossidazione
è pittura, è industria
polline di metallo, fumo innervato
aria che non respira, climax
che delira,
nebula d’acidi arcani
che cesella
e cancella paesaggi

sono i raggi dell’incanto
poesia geneticamente modificata
l’ultima data
dell’umano vanto

Uno strappo bianco (Interno Libri Edizioni, 2021)

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Giorgio Galli


Farewell

La sera durerà ancora.
Allegrezza lungo le strade
e desolazione nel cuore.
Nemmeno l’arabesco di un buon vino.

Dove sei, amica cara?
Avvicinandoti troppo ti ho persa.
Ottobre sta per finire
ma l’autunno durerà ancora.

Dov’è finita mia madre?
È rimasta sul fondo della sera.
Mi fisseranno gli occhi della morte
ma la vita durerà ancora.

Non fissare i miei occhi, mia amica
i miei occhi già coperti di fiori
va’ per la tua strada piena d’ortiche
e lascia che l’amore duri ancora.

Canzonacce (Delta 3 Edizioni, 2020)

Franco Costabile

Per altri sentieri

Per altri sentieri
torneremo alla piana
celeste di ulivi.
Saremo
dove si leva
l’infanzia dei profumi;
dove l’ acqua
non si fa nera
ma vacilla di luna;
dove i passi
avranno memorie di solchi
e le dita di melograni;
dove ti piace dormire
e ti piace amare.
Sono questi gli orti,
i confini per ricordarci.

Via degli Ulivi e altre poesie (Jaca Book, 2004), a cura di Antonio Iacopetta

Beppe Salvia


Abbiamo nel cuore un solitario
amore, nostra vita infinita,
e negli occhi il cielo per nostro vario
cammino. Le spiagge i cieli, la riva
su cui sassi e rovi e il solitario
equisèto, e colli erbosi grassi
rioni, città dispiegate come
belle bandiere, e nude prigioni.
Questa è la nostra vita. Questi nostri
volti vagabondi come musi
di cani ci somigliano. Il vento
il sole le corolle rosse e blu,
i sogni mai sognati i nostri sogni.
Questa è la nostra vita e nulla più.

Cuore (Interno Poesia Editore, 2021), a cura di Sabrina Stroppa

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Elisa Donzelli

linfoma H

scende senza avviso
sulle nostre vite
e non si vede il male
che avresti preso tu
per me se potevi
scambiare il dolce
e l’amaro del sangue.

Ma è mia la giovinezza
che stenta a finire,
la cellula che colpisce
di piú chi si guarda ancora
allo specchio per sfidare
ancora la certezza degli anni.

 

album (nottetempo, 2021)

Renato Minore

La delirante e sognante immaginativa

XI

Sei corteccia dura per vivere, anima
che conosci questo segno d’antica fiamma.

Ti confesso un amore pazzo e dissoluto
(volevo scriverti assoluto e la forza
m’è morta in gola) quem tibi dare non possum.

Non l’ho donato, cara assurdità,
quando s’alzava
un altare di verde tenue
alla tristezza
di non capirsi non trovarsi
non amare.


Ogni cosa è in prestito
(La nave di Teseo, 2021)