Francesco Vasarri


Le case crolleranno, si è dimezzato
nel bianco l’Oltrarno e in sovrapposte
immagini trascorre per la brina
la figura. Non avendo mercato
da comprarvi o da spendervi lo stipendio di grazia
me la tengo per me, mi ci trastullo in cadavere:

fioccano i tuoi bei dentini da tutte le parti,
lo scrigno di Ligeia si è aperto e non posso
con l’icona di quella martoriata
bocca sdarmi nel sangue della neve.

[E quanto dura la neve, quanto dura Pistoia,
quanto ancora sul tasto ribattendo Sokolov
porterà la memoria di te a sognarsi ancora non nata.
Dentro la vita morbida ci si gettava il seme
del futuro, ma nulla funzionava. Nell’atteso
meccanismo inceppavano gli umori finali.
Quando hanno detto nevica ho guardato la neve
e con la mano affondavi nel linimento del bianco, ti ho
gettato una corda di parolette sottili, ma l’ho
mancata di poco la tua mano vermiglia, la
tensione cresceva, ti si spaccavano i pori.

Ma le città quanto durano, quanto
dura il nevaio, dalla finestra lo vedo
e mi ripete che è morto, che non si
sveglia la crepa, che qui
nessuno ti sgela.]

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Maria Borio


Lapachos

Le teste viola simmetriche
quando il freddo sul delta taglia l’atmosfera
sono i lapachos, riempiono i viali con consonanti
di labbra e petto, tolgono la l e la p dalle frasi.
Seguiamo il raccordo: le case bianche di Recoleta

e il mosaico delle villas ci uniscono in un arco.
Seguiamo il delta, l’ordine dei cani domestici,
l’uomo che li cura, imitiamo il muso nella faccia
con un’ingenuità privilegiata, così fragili e forti
che fra questi viali possiamo chiamare tutto

fantasma, popolo. Gli animali hanno maschere,
i lapachos fanno specchio alle persone –
una storia, un’immagine, un affresco,
allegoria aspra. Dai lapachos qualche fiore

attraversa i binari fra le villas e Recoleta,
attraverso un corrimano di lava vediamo
il muso di un cane dove si respira, si mangia.
Il delta è d’argento, è tutta la fragilità

che portiamo, seduti nel parco, nell’aria
sotto i lapachos che diventa colore,
la città che si svuota, l’aria viva triste
nel giorno dello sciopero generale.

Siamo fragili e forti, siamo questi alberi d’inverno,
prendiamo le facce dei cani nelle nostre,
gli occhi, scomponiamo i lapachos,
le villas adesso alcaline e viola.

Buenos Aires, 25 settembre 2018

 

Poeti italiani nati negli anno ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Foto di Dino Ignani

Eleonora Rimolo

Quell’abbraccio te lo sei preso tutto,
lo hai sentito premere tra le scapole:
un bene semplice che non ti raggiunge.
È una trincea la casa materna dove mi ospiti,
in cui i morti spiano le mie voglie, i tuoi gesti
misurati: non eccedi in niente, emargini
ai miei occhi le stanze più intime, chiedi scusa
per il disordine e poi dici di no, pronunci
le parole vuoto e fermo per intendere una fine,
per benedire nel sonno dopo la fatica
questo uso incosciente dell’affetto.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Foto di Daniele Ferroni

Anita Guarino


Tutto era già pronto per il reading di poesie.
Nella Vineria, il vino rosso le arrossava il volto e
i discorsi s’intrecciavano tra le persone.
Lui si esibì per primo, ma uniformava i pensieri del pubblico con
i suoi versi e la voce tremante: la sua lettura era
un lento scorrere di tempo uguale.
Il Poeta si alternava a lui nell’esibizione.
Le labbra di lei erano evidentemente gonfie di tristezza.
Lui non scandiva i momenti e gli spettatori si distraevano e
ricominciava a diffondersi il vociare di frasi sconnesse.
Il Poeta aspettava, seduto, paziente, il suo turno tra
i frammenti dei discorsi che udiva.
Poi si alzò e diffuse il suono dei suoi versi nell’ambiente.
La sua presenza solida e la voce più
sicura riuscirono a zittire il pubblico insensibile.
Una ragazza, con i suoi occhi, se ne stava seduta nell’angolo,
senza mostrare segni di insofferenza e
sorseggiava distratta il vino, poi si alzò e
si appoggiò al muro per essere più concentrata.
Dolcemente, ancora una volta, la voce di lui cominciò la lettura,
soffocando le incertezze, per il finale.
Ma al ritorno era ubriaco e deluso sulle scale.
Diceva d’aver scritto un’altra poesia e
non la ricordava più, proprio ora che voleva recitarla!
-“Io ti tormenterò e tu mi amerai!”, disse, infine, socchiudendo
gli occhi dritto sul volto del passante inconsapevole.

 

Poeti italiani nati negli anno ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Dimitri Milleri


Quando si abita il panico

Quando si abita il panico, lo sgomento,
nulla può essere pensato né agito:
la salvazione o l’abisso calano
inattesi come il bus invisibile
che traghetta a casa.

Nulla può essere pensato né agito:
suona la campana sugli arti mozzi
delle siepi, sul vento gelido,
sul compost svuotato, ci arresta
sui tris tracciati col gesso:
le cicatrici della pietra.

E quando ti chiedono- l’occhio vuoto,
le labbra secche,
la palpebra sfogliata-
che cosa hai mai, lo sai:
sai che non vogliono davvero,
che un crimine sarebbe il dire.

Quando si abita il panico, lo sgomento,
non si comprende il pianto dei parenti
sul trapassato,
come il dolore dentro un inciso.
Death shall have no dominion.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Damiana De Gennaro


Se adesso arrivasse un terremoto,
saremmo tutti insieme

ha detto, e poi subito ha riso,
divertita, in un lunghissimo silenzio.

Siamo tutti impalliditi
nello stesso tremito animale,
in quell’istante sordo-muto
che aboliva i lineamenti.

Poi è tornata a interrogarci,
chiamandoci per nome.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Clery Celeste

Il lavoro è ricominciare a cicli
come gli anni e i criceti nella ruota.
Stesso posto macchina, il sorriso
abbinato al camice, i pulsanti e anche le frasi.
Ma le frasi, chi torna dei miei pazienti
le riconosce le frasi sempre uguali?
Lo scarto della routine sta in loro
nelle ultime richieste di aiuto.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Damiano Sinfonico

Per sopravvivere è necessario specializzarsi,
diventare un esperto in qualche specie
naturale, linguistica o sociale.
Per sopravvivere è necessario resistere
alle sirene del Tutto,
alle esche dell’enciclopedia.
Per sopravvivere è necessario un autodafé
perché il mondo rinasca dalle sue ceneri
sotto forma di un articolo.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)