Carola Borys


Capire

Nella quiete del mattino, sono sempre un passo indietro dal capire. L’oggetto, molto piccolo, è già stato posseduto – da anni compilo la sua storia, i precedenti proprietari. Che non sia uno di loro, questo è evidente: lo si nota da come raccolgo i fogli e li dispongo arruffati sul tavolo (con timore); si vede dalla difficoltà che ho a svegliarmi, a ricordare dove metto le cose. Ma se avessi la sicurezza – l’oggetto non è mio ma lo userei. Lo userei fino a consumarlo, a esibire il suo relitto, mi guardereste che lo butto via.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 3 (Interno Poesia Editore, 2022)

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Marco Villa


Vorrei essere un personaggio, o una figura,
come il tizio grasso con canottiera attillata
intento al suo hot dog, nominato di sfuggita
a p. 125 come dettaglio del paesaggio,
utile per caratterizzare il degrado
e la sporcizia e forse forse il calore vitale
di una Brooklyn al cambio di secolo
(cosa connoterei io? non importa);
oppure uno di quei ragazzi che corrono
solo per fare da effetto di realtà
al v. 4 di una poesia del secondo Novecento;
o la comparsa che in fondo al bancone
affoga nessuna disperazione nell’atto bellissimo
di ordinare un altro bicchiere,
e forse pensa al rapporto semplice
che lega la sua ovvia risposta al suo
ovvio fallimento…

Vorrei essere un personaggio, una figura
della morte o di un’altra vita,
vite che abitano in un gesto marginale,
dotate di profondità
ma di una profondità
tutta felicemente occupata in quel gesto
libera

ma la volontà è debole e presto
torno ammanettato, confuso,
alla mia capacità di fare del male,
e il dovere di amare.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 3 (Interno Poesia Editore, 2022)

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Francesco Brancati


A volte sono le gambe, l’incubo
è pensarle che non reggano,
lo schianto improvviso e preciso
come il movimento del ferro
irresistibile nella gola.

Eppure fa il suo meglio per sorprendere
l’illusione della vista, dire le braccia
prima che rovinino lungo i corridoi
con la pece dentro gli occhi.

Allora sono soltanto un’iride di pena,
acqua verde, mi guidano le piastrelle
del pavimento, dicono gli spazi fino
alla finestra, il respiro enorme della pineta
davanti alla camera da letto, la casa
esplosa di macerie sul finire della frase,
il gesto del bicchiere sul vassoio
poco prima della cena.

Avere un tetto, costruire un riparo,
proteggere le ossa, dire lo vedi
adesso le mani hanno smesso di tremare

inventare gli sguardi senza le parole.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 3 (Interno Poesia Editore, 2022)

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Davide Castiglione


Uno colloca il monitor al centro del tavolo come il fuoco della tribù.
Il blu del video converge i nostri sguardi e siamo un filo più labili,
sfumiamo in qualcosa che inizia, che non si difende più.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 3 (Interno Poesia Editore, 2022)

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Gianluca Furnari


Chi sei che passi il muro
della cisterna con le dita, in fondi
vieti in covi d’erba? quale
soffio da te valica l’acqua ferma, sale
fino all’orlo di pietra
dove i bambini parlano del nulla?

Ma congiurano, invece – teste l’asino
d’oro sul tavolo, chiuse in fondo agli orci,
secche di rabbia le matrigne: avranno
ceri con sé domani per nutrirti;
per turbarti, fratello.

Allora dovrò uscire, lapidare i vivi e i morti.
«Guai a voi, figli persi,
che centosette piedi
fregando andate per i fondi vieti
verso le tre – se il tempo, il tarlo viva
di voi, che è già di me vissuto –
se vi si bruci il bacio a un tratto
in un atto unico, come per me a quel giro
sotto chissà che razza di comete.»

È per te questa strage, mio pupazzo
infruttuoso. Te ne accorgi?
È per poterci tendere la mano
da buoni; e poi l’insidia
un’altra volta, e un’altra, poi, la mano.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Foto di Riccardo Frolloni

Tommaso Di Dio


Tutto si trova esposto
nel medesimo spazio, senza atmosfera.
Leggevo questa mattina un brano di un filosofo.
Morto suicida
il suo corpo fu tumulato in fretta, in un’alba
del 1940 a Port Bou
per paura e orrore di un mondo nazifascista.

Tutto si trova esposto
nel medesimo spazio. E senza fiato
procede ora un giorno del 2018, con lo schermo di luce acceso
il suono dei tasti; la lampada, whatsapp, il sole
uno straniato caldo
di novembre fuori dai vetri della mia casa.
E mi vedo qui
nel rovescio di ciò che faccio. Diviso, scandito, a me
diviso da me: 1940, 2018, date
in questa mia stupida
iperconnessa overdose di rabbia, rapiti vortici
idioletti e vanità.

Prendete i vostri corpi, amici. I corpi
e i corpi dei vostri saperi. E scagliateli. Sempre. Di più.
A velocità senza luce elevata contro il muro del tempo
affinché non sia mai
l’unità la vostra
più amata menzogna.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Francesco Vasarri


Le case crolleranno, si è dimezzato
nel bianco l’Oltrarno e in sovrapposte
immagini trascorre per la brina
la figura. Non avendo mercato
da comprarvi o da spendervi lo stipendio di grazia
me la tengo per me, mi ci trastullo in cadavere:

fioccano i tuoi bei dentini da tutte le parti,
lo scrigno di Ligeia si è aperto e non posso
con l’icona di quella martoriata
bocca sdarmi nel sangue della neve.

[E quanto dura la neve, quanto dura Pistoia,
quanto ancora sul tasto ribattendo Sokolov
porterà la memoria di te a sognarsi ancora non nata.
Dentro la vita morbida ci si gettava il seme
del futuro, ma nulla funzionava. Nell’atteso
meccanismo inceppavano gli umori finali.
Quando hanno detto nevica ho guardato la neve
e con la mano affondavi nel linimento del bianco, ti ho
gettato una corda di parolette sottili, ma l’ho
mancata di poco la tua mano vermiglia, la
tensione cresceva, ti si spaccavano i pori.

Ma le città quanto durano, quanto
dura il nevaio, dalla finestra lo vedo
e mi ripete che è morto, che non si
sveglia la crepa, che qui
nessuno ti sgela.]

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Maria Borio


Lapachos

Le teste viola simmetriche
quando il freddo sul delta taglia l’atmosfera
sono i lapachos, riempiono i viali con consonanti
di labbra e petto, tolgono la l e la p dalle frasi.
Seguiamo il raccordo: le case bianche di Recoleta

e il mosaico delle villas ci uniscono in un arco.
Seguiamo il delta, l’ordine dei cani domestici,
l’uomo che li cura, imitiamo il muso nella faccia
con un’ingenuità privilegiata, così fragili e forti
che fra questi viali possiamo chiamare tutto

fantasma, popolo. Gli animali hanno maschere,
i lapachos fanno specchio alle persone –
una storia, un’immagine, un affresco,
allegoria aspra. Dai lapachos qualche fiore

attraversa i binari fra le villas e Recoleta,
attraverso un corrimano di lava vediamo
il muso di un cane dove si respira, si mangia.
Il delta è d’argento, è tutta la fragilità

che portiamo, seduti nel parco, nell’aria
sotto i lapachos che diventa colore,
la città che si svuota, l’aria viva triste
nel giorno dello sciopero generale.

Siamo fragili e forti, siamo questi alberi d’inverno,
prendiamo le facce dei cani nelle nostre,
gli occhi, scomponiamo i lapachos,
le villas adesso alcaline e viola.

Buenos Aires, 25 settembre 2018

 

Poeti italiani nati negli anno ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Foto di Dino Ignani

Eleonora Rimolo

Quell’abbraccio te lo sei preso tutto,
lo hai sentito premere tra le scapole:
un bene semplice che non ti raggiunge.
È una trincea la casa materna dove mi ospiti,
in cui i morti spiano le mie voglie, i tuoi gesti
misurati: non eccedi in niente, emargini
ai miei occhi le stanze più intime, chiedi scusa
per il disordine e poi dici di no, pronunci
le parole vuoto e fermo per intendere una fine,
per benedire nel sonno dopo la fatica
questo uso incosciente dell’affetto.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Foto di Daniele Ferroni

Anita Guarino


Tutto era già pronto per il reading di poesie.
Nella Vineria, il vino rosso le arrossava il volto e
i discorsi s’intrecciavano tra le persone.
Lui si esibì per primo, ma uniformava i pensieri del pubblico con
i suoi versi e la voce tremante: la sua lettura era
un lento scorrere di tempo uguale.
Il Poeta si alternava a lui nell’esibizione.
Le labbra di lei erano evidentemente gonfie di tristezza.
Lui non scandiva i momenti e gli spettatori si distraevano e
ricominciava a diffondersi il vociare di frasi sconnesse.
Il Poeta aspettava, seduto, paziente, il suo turno tra
i frammenti dei discorsi che udiva.
Poi si alzò e diffuse il suono dei suoi versi nell’ambiente.
La sua presenza solida e la voce più
sicura riuscirono a zittire il pubblico insensibile.
Una ragazza, con i suoi occhi, se ne stava seduta nell’angolo,
senza mostrare segni di insofferenza e
sorseggiava distratta il vino, poi si alzò e
si appoggiò al muro per essere più concentrata.
Dolcemente, ancora una volta, la voce di lui cominciò la lettura,
soffocando le incertezze, per il finale.
Ma al ritorno era ubriaco e deluso sulle scale.
Diceva d’aver scritto un’altra poesia e
non la ricordava più, proprio ora che voleva recitarla!
-“Io ti tormenterò e tu mi amerai!”, disse, infine, socchiudendo
gli occhi dritto sul volto del passante inconsapevole.

 

Poeti italiani nati negli anno ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)