Masayo Koike


Intervallo

Da lontano arriva rotolando una palla
la palla rotola, spinta da un calcio
viene verso di me ma io sono stanca
un bambino la insegue di corsa
chissà se arriverà fin qui
o forse non ce la farà
quasi vorrei che arrivasse
ma se non arriva, forse sarà meglio
a questo punto, la palla rallenta la corsa
si ferma subito prima di raggiungermi
lasciando una fredda ambigua distanza
fra me che la guardo
e il bimbo che la guardava
i tempi non combaciano
ci siamo io il bambino e la palla
breve intervallo di un confronto senza nome
nessun rammarico
l’incredibile gentilezza della palla
breve intervallo di un confronto senza nome
nessun rammarico
l’incredibile gentilezza della palla

(1997)

 

Poeti giapponesi (Einaudi, 2020), Maria Teresa Orsi e Alessandro Clementi Degli Albizzi

Shuntarō Tanikawa


Essere vivi

Essere vivi
essere vivi ora
vuol dire avere sete
essere abbagliati dal sole fra gli alberi
ricordare all’improvviso una melodia
starnutire
tenerti per mano

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire minigonna
un planetario
Johann Strauss
Picasso
le Alpi
vuol dire imbattersi in tutte le cose belle
e poi
essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire poter piangere
poter ridere
potersi arrabbiare
vuol dire libertà

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora
la terra che sta girando ora
da qualche parte il primo vagito che si alza ora
da qualche parte un soldato ferito ora
è un’altelena che dondola ora
è l’ora che passa ora

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire il battito d’ali degli uccelli
vuol dire il fragore del mare
il lento procedere di una lumaca
vuol dire gente che ama
il tepore della tua mano
vuol dire vita

(1971)

Poeti giapponesi (Einaudi, 2020), a cura di M. T. Orsi e A. Clementi degli Albizzi

Santōka Taneda


寝床まで月を入れ寝るとする
nedoko made tsuki o ire neru to suru

portata a letto
la luna,
mi addormento

 

Da: Teihon Santōka zenshū, Vol. I, Shun’yōdō, 1972, p. 465

 

さてどちらへ行かう風が吹く
sate dochira e ikō kaze ga fuku

beh, andiamo
ovunque il vento
decida di soffiare!

 

Ivi, p. 373

 

死んでしまへば雑草雨ふる
shinde shimaeba zassō ame furu

quando morirò:
le erbacce
e la pioggia che cade…

 

Ivi, p. 432

 

まっすぐな道でさみしい
massugu na michi de samishii

solitaria è la via
che si stende
di fronte a me…

 

Da: Santōka no sekai, Kenkyūjo, 1991, p. 127

 

鐡鉢の中へも霰
teppatsu no naka e mo arare

anche la grandine
entra
nella mia ciotola

 

Da: Da: Teihon Santōka zenshū, Vol. I, cit., p. 18

 

© Traduzione dal giapponese di Luca Cenisi

Yamaguchi Seishi


悲しさの極みに誰か枯木折る
kanashisa no kiwami ni tare ka kareki oru

al culmine del dolore
qualcuno spezza
un ramo appassito

da Haiku kenkyū, Volume 44, 1977, p. 77

*

海に出て木枯帰るところなし
umi ni dete kogarashi kaeru tokoro nashi

giunto al mare
il vento gelido non può
tornare a casa

da Haiku nyūmon, 1971, p. 237

*

一人行く女の旅や閑古鳥
hitori yuku on’na no tabi ya kankodori

il viaggio solitario
di una donna –
cuculo

da Gendai haiku sajiki, Vol, 2, 1973, p. 129

*

風雪に満州黄旗白く褪せぬ
fūsetsu ni manshūki hata shiroku asenu

nella tormenta
la bandiera della Manciuria
scolorita di bianco

da Bunrui Seishi kushū, 1979, p. 234

*

塹壕は浅くことしの草も枯れぬ
zangō wa asaku kotoshi no kusa mo karenu

trincea angusta –
anche quest’anno l’erba
appassisce

da Yamaguchi Seishi to koten, 1989, p. 59

 

© Traduzione in italiano di Luca Cenisi