Piergiorgio Viti


(a Sarnano)

Quel giorno che andammo
a fare il tour delle cascate,
alla prima eravamo già stanchi.
Voltandomi ho notato
la fronte grondante,
lo sguardo perplesso,
il passo largo di chi
preferisce una comoda poltrona.
Ma abbiamo proseguito,
ti sei sacrificata,
perché io ero curioso
di vedere la seconda, la terza,
volevo in faccia gli zampilli
dell’acqua,
sentire il profumo di muschio
del sottobosco.
Così, giunti all’ultima,
ho sperato
che per te dietro alla cascata
apparisse la scritta “Grazie”
con gli strass e i caratteri cubitali,
invece non è apparso nulla
e anch’io non sono stato capace
di dire nulla,
come faccio sempre,
come tutte le volte
che non parlo
e una carezza mi resta tra le mani.

Quando l’aria aveva paura di Nureyev (2021, Terra d’ulivi).

Fernando Bandini


Versi d’amore

Mi sono detto: bisogna scrivere
versi d’amore,
e ho preso la bava di una lumaca
e ne ho fatto ceralacca per sigillo
di lettere piene di sospiri,
e ho preso sangue di rondine
per farne inchiostro di parole chiare
e ho preso sudore di piedi in corsa
per farne ali di cuori ansanti.

Fallimento. La porta non riceve
che la sua chiave
e chi reca grimaldelli è colpevole.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2018)

© Foto di Andrea Lomazzi