4ª poesia più letta del 2020


di Maurizio Rossato

Ti amo
quando mangi dal mio piatto
quando non rispondi e resti pensierosa,
amo la tua espressione imbronciata
quando dico qualcosa di sbagliato,
i tuoi occhi spalancati
quando, forse,
ho detto la cosa giusta.
Ti amo al risveglio,
spettinata, persa in quella bellezza
che solo io possiedo
e che il mondo non conoscerà mai.
Amo quando mi chiami
perché è sempre nel momento sbagliato.
Mi piace spiarti,
mentre cucini
o scegli la frutta,
mentre apri la finestra
o stendi il bucato.
Amo il tuo profumo,
sai di casa.
Amo sentire
il suono dei tuoi piedi scalzi
mentre ti avvicini.
Amo il tuo corpo,
rifugio, riparo, riposo.

Inedito

Poesia pubblicata il 30 gennaio 2020

5ª poesia più letta del 2020


di Patrizia Cavalli

Se posso perdonare, allora devo
riuscire a perdonare anche me stessa
e smetterla di starmi a giudicare
per come sono o come dovrei essere.
Qui non si tratta di consapevolezza
ma è la superbia che mi tiene stretta
in una stolta morsa che mi danna.
Eccomi infatti qui dannata a chiedermi
che cosa fare per essere perfetta.

Tenersi all’apparenza, forse descrivere
soltanto cose in mutua tenerezza.

Vita meravigliosa (Einaudi, 2020)

Foto di Dino Ignani

Poesia pubblicata il 25 settembre 2020

8ª poesia più letta del 2020


di Shuntarō Tanikawa

Essere vivi

Essere vivi
essere vivi ora
vuol dire avere sete
essere abbagliati dal sole fra gli alberi
ricordare all’improvviso una melodia
starnutire
tenerti per mano

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire minigonna
un planetario
Johann Strauss
Picasso
le Alpi
vuol dire imbattersi in tutte le cose belle
e poi
essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire poter piangere
poter ridere
potersi arrabbiare
vuol dire libertà

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora
la terra che sta girando ora
da qualche parte il primo vagito che si alza ora
da qualche parte un soldato ferito ora
è un’altelena che dondola ora
è l’ora che passa ora

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire il battito d’ali degli uccelli
vuol dire il fragore del mare
il lento procedere di una lumaca
vuol dire gente che ama
il tepore della tua mano
vuol dire vita

(1971)

Poeti giapponesi (Einaudi, 2020), a cura di M. T. Orsi e A. Clementi degli Albizzi

Poesia pubblicata il 26 maggio 2020

Marco Bini


Lo capiscono già certi bambini.
Ci sono giorni fatti per la neve
ma non un fiocco, solo guance secche
e tegole afflitte pronte a riceverne

e disertate: il gioco si fa altrove,
dietro la mano di grigio uniforme
avvengono scambi di energia, passaggi di stato
oppure non succede niente; forse dorme

in forma di vapore l’innesco improvviso
degli eventi. Storia congegno e judoka,
prende per il collo e scaraventa avanti,
lascia stesi a terra mentre intorno tutto sfoca.

Scricchiola, crepita e scatta di colpo
come fa evolvendosi una specie
(o una valigia sotto un tavolo a Milano):
questo i bambini lo capiranno poi, invece.

New Jersey (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Cristiano Poletti

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Francesco Ottonello


Dietro questa arroganza

Stragi e ipocrisie, ma che ci fotte
tanto moriamo lenti viviamo veloci
le bombe chimiche stanno sui libri
la guerra resta una lontana chimera

preferirei la galera comoda dei muri
scemare questo corpo, scagliare via ogni sogno,
fare seccare la sostanza, se muori così

con i soldi acquisterai la tua pace
sazierà le ossa e non sarai felice.

Isola aperta (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Tommaso Di Dio

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Simone Biundo


Monte Marsicano

Leggera è la farfalla
che abbiamo adottato
succhiava dalle nostre mani
arrotolava e srotolava
la spiritromba come nelle teche
del fiore, aveva il torace celeste
e le antenne striate, passava
su un dito e su un altro

il tuo pollice
non era mai stato
una casa per farfalle
il tuo palmo un giardino
leggera è la farfalla
che abbiamo lasciato
è stata per poco con noi
come si conviene a un’effimera

Le anime elementari (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Damiano Sinfonico

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Gerardo Masuccio


È segreta la frase
dei nostri deliri:
non una, però, neanche questa
notte
può ferire col buio l’aurora.

Un sorriso
reclama a chi piange
il passo del tempo.

Fin qui visse un uomo (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Giovanna Rosadini

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Gisella Genna


Sono nata un venerdì, giorno pari dell’inverno
gli anni sgranati una vertebra alla volta.
Tolgo briciole dalla tavola della colonia antica
della casa bianca nel prato del bosco
dove andavamo insieme ai grandi;
la rosa di mia madre è testimonianza
sera che si scioglie tra le dita.

Quarta stella (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Giovanna Rosadini

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Natasha Sardzoska

l’ardore del mezzogiorno

verrà il giorno
ma conterrà tutti gli altri

e tu mi chiederai
padre
se hai sbagliato qualcosa
ma il tuo mezzogiorno non sarà mai
per me un fallimento
mentre mangiamo sereni
sardine grigliate con cipolle
anche se vedo oramai
il vortice rosso
che si solleva
al di là
della tua
iride

Osso sacro (Interno Poesia Editore, 2020)

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Dimitri Milleri


Foto di Elena Agnoletti

Senti che pace qui: gli uccelli bevono
placidamente il buio senza grumi.
Era diverso allora, ti ricordi
quante candele accese dentro il cranio?
Raptus di clavicembali, frantumi
che non sai dire se sognati o solidi.

Dentro la notte carica di uranio
dormire tuttavia, riaprire gli occhi
sei ore dopo, crederle un istante,
stringere i denti e senza dire niente,
andare a Fiesole, suonare insieme.
Che avremmo dato allora per i cuori
che adesso dormono, dopo la pizza…

Sistemi (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Maria Borio

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