Pierluigi Cappello


Interno giorno

Per dire che cosa mi tengo
per dire che cosa, leggendo
uno spartito che trattenga il cielo
alto, sempre alto, per ogni pagina ascoltata
dentro il fumo
dentro ogni gola pietrificata
qui, dove non volevo
dentro il rumore di prima
il rumore di dopo
dove sempre ci si ritrova
quanto un vento, un contorno
dopo che non si è capito
e qualcosa come uno stormo si stacca
in fuga dall’incendio
una nota, dai vetri, una voce
il breve sussurrare dei poeti.


Assetto di volo
(Crocetti, 2006)

Luca Alvino


Come potrebbe non avere amore

Secondo me la Chiesa si è sbagliata
dicendo che chi si toglie la vita
compie un peccato senza via d’uscita,
che la sua anima sarà dannata.

Quell’anima si è troppo disperata,
e non potrà di nuovo esser punita
anche dopo la triste dipartita:
dovrà per forza esser perdonata.

Di certo sarà accolta dal Signore
pietoso, con le braccia spalancate,
e finalmente avrà consolazione.

Come potrebbe non avere amore
dopo le sofferenze illimitate,
le lacrime, l’angoscia, la passione.

Inedito

Mirkka Rekola

mirkka-rekola

Sono forse io quegli elementi di cui mi servo?
Oggi dico no,
oggi, che ne sono prigioniera,
devo ripetere ancora una volta no.
Annuncio soltanto il fuoco: pronto è il giorno,
terra che in me brucia in questo modo.

Eri talmente a settentrione
che lo sguardo raggiunse l’orizzonte,
e l’unica parola che lasciai per te
mi infreddolì.
Qui per te sono il pegno del nulla
il flutto dismesso dal vento
e puoi guardare.

Il giorno accreditato come un bonifico
su un conto a me ignoto,
e talmente corporea mi sento
per quanto sia possibile in questa situazione.
Ogni notte procede affiancata al giorno
né prima, né dopo.
Come quel merlo corvino
canta di giorno, di notte.
E una bruma minuta si alza sulla breve serata
dalle foglie degli alberi, dai volti,
a volte di anonima origine,
respiro sulla pelle della tua mano e dico:
così fa il vento quando gli piaci.

 

Siedo in questo treno lungo un viaggio (Joker, 2016), trad. it. A. Parente

Derek Walcott


Stella

Se, alla luce delle cose, tu scolori
davvero, eppure debolmente sottratta
alla nostra determinata e giusta
distanza, come la luna lasciata accesa
tutta la notte tra le foglie, possa
tu invisibilmente allietare questa casa;
o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l’alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi
attraverso il caos
con la passione del
semplice giorno.

Mappa del Nuovo Mondo (Adelphi, 1992), trad. it. B. Bianchi

Gianni Montieri

Un castoro sulla Martesana, una scritta
Basta sgomberi sul muro fuori da MTV
falci e martelli che nemmeno a Sesto
una linea ideale di cucine illuminate

più di quest’acqua che da dove viene
e dopo il Viale, dopo Greco dove andrà
oppure io e il cane che non sappiamo
come prenderci, come rincorrerci

confonde Milano, pare la felicità
questa cosa che viene lentamente
insieme a un tizio in bicicletta rossa
al fiume appena scuro, all’umidità.

Ampi margini (LiberAria, 2022)

Ph. Anna Toscano

Jaime Siles


Il luogo della poesia

Non sta il poema
nelle tenebre oscure del linguaggio
ma in quelle della vita.
Non sta nelle perfezioni del suo corpo
ma nelle emorragie della sua ferita.
Non sta là dove credevamo che ci fosse
né è immagine unica né fissa.
Sta là dove fugge quel che amiamo:
sta nella sua partenza.
E’ il nostro dire addio a noi stessi
ogni volta incrociando lo stesso angolo.
E’ pagina che muove solo il tempo
con il suo inchiostro uguale ma diverso.
Il poema non sta, no, nel linguaggio
ma nell’alfabeto della vita.

Poesia spagnola del secondo Novecento (Vallecchi 2008) a cura di F. Luti

Silvia Bre


Beato il mio vicino

Beato il mio vicino che dalle sue finestre
coglie con gli occhi i fiori che io curo,
i colori che veglio dal buio della casa.
Io penso a togliere le foglie secche
a dare l’acqua ai vasi appena serve,
devo sempre patire quando un giorno
vedo che sono morti eternamente.
Per lui sono soltanto vivi, solo belli,
non ha bisogno di saperne i nomi
per imparare come amarli meglio.
Beato lui, il vicino,
che chiama il mio balcone il suo paesaggio
e che di fronte a sé tra strada e cielo
vede distintamente il mio destino.

Marmo (Einaudi, 2007)

Ph. Dino Ignani

Patrizia Cavalli


Era lì senza bene e senza male
aspettava il bene e il male,
aspettava nella stasi
bene o male calcolava
quanto tempo le restava
come rompere l’attesa
di questo persistere
in un’idea stanziale
che vuole sistemarsi in penitenza
eterna paura di esistere, pure
sapeva di non essere immortale.

Vita meravigliosa (Einaudi, 2020)

Ph. Dino Ignani

Antonio Lillo


Le parole sono fatti, mi accusa una lettrice.
Sono i fatti e le parole a dichiararti
per quello che tu sei, e non il bianco
riversato fra le righe. Io sarei contrario
alle donne: ogni mia parola lo dimostra.
E in una poesia leggevo un verso di Bordini
le donne essendo meno importanti
vengono sempre per ultime. Ripensandoci adesso
quella persona direbbe: Bordini odiava
le donne. La poesia è un’arma pensata
caricata e lasciata alla mercé di chi passa.
Non capita, verrà puntata anch’essa contro di te.

Mal di maggio (Samuele, 2022)