Bei Dao


Linguaggi

Molti linguaggi
volano su questo mondo
si scontrano, generano scintille
a volte è odio
a volte è amore

il palazzo della ragione
precipita nel silenzio
pensieri leggeri come strisce di bambù
intrecciano cesti
colmi di ciechi funghi velenosi

animali in movimento dipinti sulla roccia
corrono calpestando fiori
un dente di leone cresce
nel segreto di un angolo
il vento ha portato via i suoi semi

molti linguaggi
volano nel mondo
ma la nascita di una lingua
non può accrescere né diminuire
il muto dolore dell’umanità

 

La rosa del tempo. Poesie scelte 1972-2008 (Elliot, 2018), a cura di R. Lombardi

Yang Lian

yang-lia

Preistoria

i giorni strappano via le maschere dei giorni che altro resta?
la balia che ti batte sulla spalla
è come sempre il cielo pieno di desiderio omicida

la finestra più antica dei denti di squalo
quando viene perduta guarda al mare
una lingua blu lecca risoluta la guida di viaggio
tanto eccitata che la carne sulla spiaggia è tutta nuda
nell’ardore la morte sta accelerando

una brezza può scuotere questo mondo
il vento dell’ultimo giorno chi è l’ultimo bambino rimasto?
ogni volto nasconde roccia dietro al volto
proprio nella preistoria ricorrono carestie nutrite da due mani

la polvere del mare vola
in piedi sulle gambe dei ragni
un albero splendente è carico di esche di fiori
seduce chi da millenni è sedotto
tu

Dove si ferma il mare (Damocle, 2016), trad. it. C. Pozzana

Chen Chen

Ph. Paula Champagne

When I Grow Up I Want to Be a List of Further Possibilities

To be a good
ex/current friend for R. To be one last

inspired way to get back at R. To be relationship
advice for L. To be advice

for my mother. To be a more comfortable
hospital bed for my mother. To be

no more hospital beds. To be, in my spare time,
America for my uncle, who wants to be China

for me. To be a country of trafficless roads
& a sports car for my aunt, who likes to go

fast. To be a cyclone
of laughter when my parents say

their new coworker is like that, they can tell
because he wears pink socks, see, you don’t, so you can’t,

can’t be one of them. To be the one
my parents raised me to be—

a season from the planet
of planet-sized storms.

To be a backpack of PB&J & every
thing I know, for my brothers, who are becoming

their own storms. To be, for me, nobody,
homebody, body in bed watching TV. To go 2D

& be a painting, an amateur’s hilltop & stars,
simple decoration for the new apartment

with you. To be close, J.,
to everything that is close to you—

blue blanket, red cup, green shoes
with pink laces.

To be the blue & the red.
The green, the hot pink.

 

“When I Grow Up I Want to Be a List of Further Possibilities” da When I Grow Up I Want to Be a List of Further Possibilities. Copyright © 2023 di Chen Chen. Riprodotto con il permesso di BOA Editions, Ltd., www.boaeditions.org.

 

Da grande voglio essere una lista di ulteriori possibilità

Essere un bravo
ex / buon amico per R. Essere un ultimo

modo ispirato di vendicarmi di R. Essere consulenza
di coppia per L. Essere consiglio

per mia madre. Essere letto d’ospedale
più confortevole per mia madre. Non più

essere letto d’ospedale. Essere, nel tempo libero,
America per mio zio che vuole essere Cina

per me. Essere Paese di strade senza traffico
& macchina sportiva per mia zia, che ama

andare veloce. Essere un ciclone
di risate quando i miei genitori dicono

che il loro nuovo collega è così, si capisce
perché indossa calzini rosa e, vedi, tu no, quindi

non puoi essere uno di loro. Essere la persona
che i miei genitori mi hanno insegnato a essere–

una stagione dal pianeta
dei temporali a grandezza-pianeta.

Essere uno zaino di sandwich al burro d’arachidi & di tutte
le cose che so, per i miei fratelli che stanno diventando

temporali in sé stessi. Essere, per me, nessuno,
casalingo, corpo a letto che guarda la tele. Diventare 2D

& essere quadro, la collina e stelle di un amatore,
semplice decorazione per il nuovo appartamento

con te. Essere vicino, J.,
ad ogni cosa che ti è vicina:

coperta azzurra, tazza rossa, scarpe verdi
con lacci rosa.

Essere il blu & il rosso.
Il verde, il rosa shocking.

Traduzione in italiano di Anna Aresi

Wang Guozhen


Non serve
che parli
del tuo amore passato
non dirmi
che il tuo amore passato
è stato un errore
nelle notti stellate
davvero hai camminato
con l’altro
piano piano
lungo le piccole strade
devi ricordare bene
la luce della luna
come l’acqua
non negare
il tuo amore passato
è bellezza
tutto ciò
che è fatto
con cuore sincero
non si può rinnegare
in futuro
non mi lamento
mia cara
rispetta il passato
amami sinceramente

Rivista Poesia (n. 86 luglio/agosto 1995), traduzione di Francesca Ferrari e Yu Gong

Mo Mo

Lunghissimo balletto

Le foglie nell’aria mettono in scena
un intero balletto
faccio la doccia sotto la luna
tocco nei impercettibili
proprio come la luna, la luna ora è proprio luna
luna piuttosto aristocratica, aria piuttosto aristocratica
tutto il mio corpo è lacrime
singhiozzante notte, stanotte sei lontana
i tuoi lunghi capelli davanti al ventilatore
danzano spietati per uno specchio sconosciuto
la casa è sulla terra
la casa è canto funebre nel balletto
la casa del mio corpo è tutta lacrime
come vorrei tornare al torrente montano
agitare leggero il ventaglio di piume,
aspettando che si schiudano i fiori di pero
è così lunga l’estate

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996)

Ai Ch-Ing

Stagno di inverno

Lo stagno di inverno
è solitario come il cuore di un vecchio,
cuore che troppo ha provato l’asprezza del mondo.
Lo stagno di inverno
è asciutto come gli occhi di un vecchio,
occhi che la sofferenza ha privato di lampo.
Lo stagno di inverno
è spoglio come la testa di un vecchio,
capelli impolverati di bianco come erbe cosparse di brina.
Lo stagno di inverno
è oscuro come un vecchio triste,
vecchio paralizzato sotto la buia cappa del cielo.

 

Poesia cinese moderna (Editori Riuniti, 1962)

Yang Lian


Il vecchio secolo scopre la fronte
e scuote le spalle ferite
la neve copre le rovine — bianca e inquieta
come schiuma d’onde, si muove in una selva oscura
una voce sperduta ci giunge da quegli anni
non ci sono strade
attraverso questa terra che la morte ha reso misteriosa

Il vecchio secolo ingannando i suoi figli
lascia ovunque scritte irriconoscibili
la neve sulla pietra corregge la sporcizia decorata
io stringo nelle mani la mia poesia
chiamami! Nell’istante anonimo
la barca del vento portando la storia è passata in fretta
dietro di me — come un’ombra
mi segue una fine

Dunque ho capito:
un gemito non è un rifiuto, le dita della fanciulla e
il modesto mirto sono immersi nei cespugli viola
sguardi come meteoriti si tuffano nell’oceano immenso
ho capito che ogni anima infine sorgerà di nuovo
portando il profumo fresco e umido del mare
portando l’eterno sorriso e la voce che non si piega
salendo verso il puro mondo azzurro
e io declamerò il mio poema

Crederò che ogni ghiacciolo è il sole
queste rovine, essendoci io, diffondono una strana luce
tra questi campi pietrosi ho ascoltato un canto
mi nutre un seno pieno di gemme
avrò nuova dignità e sacro amore
sui campi candidi denuderò
un cuore
sul cielo candido denuderò
un cuore
e sfiderò il vecchio secolo
perché sono poeta

Sono poeta
se voglio che la rosa sbocci, la rosa sboccerà
la libertà tornerà, portando la sua piccola conchiglia
in cui risuona l’eco di una tempesta
l’aurora tornerà, la chiave dell’alba
ruoterà nella giungla, i frutti
maturi lanceranno fiamme
anch’io tornerò, a scavare di nuovo
il destino doloroso
a coltivare questa terra nascosta dalla neve

 

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), trad. it. Alessandro Russo

Mo Fei

Quel grano saraceno pieno d’argento sulla montagna
si distende e si ritira nel vento
senza poter dimenticare
le corna del bue che girano e ritornano
i ricordi d’erba verde gettati ovunque
l’aratro che fluttua su una terra d’ardesia

Si attende una pioggia
nell’attesa si possono spendere anni

Sul pendio il grano si arrossa
e invano cerca di sopraffare un boschetto
ritarda l’arrivo delle stagioni
andando alla cieca bambini aprono porte
per alzare di notte con me
la stessa lampada

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), a cura di C. Pozzana, A. Russo

Shu Ting

Il muro

Non ho modo di resistere al muro
ho solo il desiderio di resistergli.

Cosa sono io?
Lui cos’è? Forse è lui
la mia pelle che pian piano invecchia
insensibile alla pioggia e al vento
come insensibile al profumo dei fiori,
o forse anche,
io sono solo un ciuffo di piantaggine
che decora le sue crepe fangose,
io sono il caso, lui la necessità.

Di notte, il muro si anima,
stende i suoi molli tentacoli,
mi stringe, mi soffoca,
mi adegua a ogni forma.
Spaventata corro in strada,
e scopro che lo stesso incubo
è legato al tallone d’ogni uomo.
Sguardi orribili,
muri di ghiaccio.
Ah, ho capito,
ciò cui devo resistere anzitutto è:
un compromesso col muro,
e l’insicurezza di fronte a questo mondo.

 

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), trad. it. C. Pozzana, A. Russo

Yan Li

yan li

Canzone dell’eroe

Tutti i pericoli di fronte a lui non possono diventare la sua tomba
ed è un caso che ciò non possa diventare satira.
Continua a vivere anche perché i suoi genitori sono ancora giovani.
Il cimitero che egli elogia irritato dalla società
oggi accerchia il suo letto.
Vorrebbe toccare perfino il mezzogiorno.
È così che si strangolano gli incubi
ma il suo ruggito continua a sbattere sul muro
e appena la sua finestra apre bocca
ecco che
tutti i mobili vengono sputati fuori da questa casa.
Ama così intensamente questa società da non volere muri.
Tutte le tombe di fronte a lui non possono costituire un pericolo
non può che disperarsi
ha sopportato giorni fin troppo pacifici a oltre cento miglia all’ora
non fa più in tempo a frenare
i suoi occhi irritati dalla tempesta si chiudono.
Nell’oscurità del realismo
ha visto nell’incubo una fila di insonni impiccati ai tralicci
ha deciso di erigere una stele alle decine di nazioni mano nella mano
unite ai piedi del denaro
sente di non aver più bisogno di mettersi le scarpe
perché a bordo del suo letto può raggiungere i confini di cielo e mare.

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), a cura di C. Pozzana