Erich Fried


ENTWÖHNUNG

Ich soll nicht morden
ich soll nicht verraten
Das weiß ich
Ich muß noch ein Drittes lernen:
Ich soll mich nicht gewöhnen

Denn wenn ich mich gewöhne
verrate ich
die die sich nicht gewöhnen
denn wenn ich mich gewöhne
morde ich
die die sich nicht gewöhnen
an das Verraten
und an das Morden
und an das Sich-gewöhnen

Wenn ich mich auch an den Anfang gewöhne
fange ich an mich an das Ende zu gewöhnen

*

DISASSUEFAZIONE

Non devo uccidere
non devo tradire
Questo lo so
Devo imparare ancora una terza cosa:
Non devo abituarmi

Perché se mi abituo
tradisco
quelli che non si abituano
perché se mi abituo
uccido quelli che non si abituano
al tradire
e all’uccidere
e all’abituarsi

Se mi abituo anche solo all’inizio
inizio ad abituarmi alla fine

Widerstand (Verlag Klaus Wagenbach 2018), traduzione di Daria De Pellegrini

Rainer Maria Rilke

Il celibe

Lampada sulle carte abbandonate,
e intorno notte fin addentro al legno
degli armadi. Egli poteva perdersi
nella sua stirpe che ora si estingueva con lui;
e, quanto più leggeva, più pensava avere in sé
il loro orgoglio ed essi tutti il suo.

Stavano alle pareti altere, rigide,
le sedie vuote e nient’altro ostentavano
che la propria grandezza gli arredi sonnolenti.
Discendeva sui pendoli la notte
e tremante dal suo aureo mulino
scorreva, macinato in fine polvere, il suo tempo.

Ma lui non lo prendeva. Strappava febbrilmente
altri tempi ai suoi avi come se
dai loro corpi levasse il sudario.
Poi cominciò a parlare sottovoce (nulla gli era
lontano). E lodava l’autore di una lettera
quasi a lui fosse scritta: Ma come mi conosci!
E batteva la mano, al suo interno illimitato,
schiudeva una cortina, una finestra, tacito –
perché, quasi compiuto, là s’ergeva il fantasma.

Poesie. 1907-1926 (Einaudi, 2014), a cura di A. Lavagetto

 

Hans Raimund

Hans Raimund

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Attesa

Aspettare chi non verrà più
occhio inchiavardato nella porta
orecchio proteso lontano
incontro a chi non verrà più

Aspettare ricusare
intorno all’attesa descrivere un arco
nella direzione opposta
incontro a chi non verrà più

Aspettare non essere più in grado
di tastare l’assenza di chi non verrà più
Suoni non più interrogare non luce non stare
seduto così arco teso senza freccia
non passi non voci presagite ombre non più

Aspetta la parola dimenticare
dimenticare chi non verrà più
il ricordo dimenticare di chi non verrà più

Fare luogo all’inatteso

 

Luci lune luoghi. Antologia della poesia austriaca contemporanea (Marcos y Marcos, 1999), trad. it. L. Reitani

2ª poesia più letta del 2019

di Erich Fried

 

La vita
sarebbe
forse più semplice
se io
non ti avessi mai incontrata
Meno sconforto
ogni volta
che dobbiamo separarci
meno paura
della prossima separazione
e di quella che ancora verrà
E anche meno
di quella nostalgia impotente
che quando non ci sei
pretende l’impossibile
e subito
fra un istante
e che poi
giacché non è possibile
si sgomenta
e respira a fatica
La vita
sarebbe forse
più semplice
se io
non ti avessi incontrata
Soltanto non sarebbe
la mia vita

 

È quel che è. Poesie d’amore di paura di collera (Einaudi, 1988), trad. it. A. Casalegno

Poesia pubblicata il 6 marzo 2019

3ª poesia più letta del 2019


di Rainer Maria Rilke –

 

La mia vita non è quest’ora in salita
dove in affanno mi vedi.
Sono un albero davanti al proprio sfondo,
una sola delle mie molte bocche,
quella che per prima tace.

Sono la pausa fra due suoni
che solo a fatica trovano l’accordo,
perché il suono morte è dominante –

Ma nel buio intervallo si incontrano
nella stessa vibrazione.
E il canto resta bello.

 

Dalla misura delle stelle (Ponte alle grazie, 2019), a cura di G. Drago

Poesia pubblicata l’11 giugno 2019

Rainer Maria Rilke


La mia vita non è quest’ora in salita
dove in affanno mi vedi.
Sono un albero davanti al proprio sfondo,
una sola delle mie molte bocche,
quella che per prima tace.

Sono la pausa fra due suoni
che solo a fatica trovano l’accordo,
perché il suono morte è dominante –

Ma nel buio intervallo si incontrano
nella stessa vibrazione.
E il canto resta bello.

 

Dalla misura delle stelle (Ponte alle grazie, 2019), a cura di G. Drago

Erich Fried


La vita
sarebbe
forse più semplice
se io
non ti avessi mai incontrata
Meno sconforto
ogni volta
che dobbiamo separarci
meno paura
della prossima separazione
e di quella che ancora verrà
E anche meno
di quella nostalgia impotente
che quando non ci sei
pretende l’impossibile
e subito
fra un istante
e che poi
giacché non è possibile
si sgomenta
e respira a fatica
La vita
sarebbe forse
più semplice
se io
non ti avessi incontrata
Soltanto non sarebbe
la mia vita

 

È quel che è. Poesie d’amore di paura di collera (Einaudi, 1988), trad. it. A. Casalegno

6ª poesia più letta del 2018


di Rainer Maria Rilke

Infanzia

Si dovrebbe riflettere a lungo per parlare
di certe cose che così si persero,
quei lunghi pomeriggi dell’infanzia
che mai tornarono uguali – e perché?

Dura il ricordo -: forse una pioggia,
ma non sappiamo ritrovarne il senso;
mai fu la nostra vita così piena
di incontri, di arrivederci, di transiti

come quando ci accadeva soltanto
ciò che accade a una cosa o a un animale:
vivevamo la loro come una sorte umana
ed eravamo fino all’orlo colmi di figure.

Eravamo come pastori immersi
in tanta solitudine e immense distanze,
e da lontano ci chiamavano e sfiorivano,
e lentamente fummo – un lungo, nuovo filo –
immessi in quella catena di immagini
in cui duriamo e ora durare ci confonde.

 

Poesie. 1907-1926 (Einaudi, 2014), a cura di Andrea Lavagetto

 

Poesia pubblicata il 7 marzo 2018.

Evelyn Schlag

Evelyn-Schlag_

 

Decisioni

Mio nonno l’uomo più tenero
della terra il primo che ho amato
aveva raccolto in un album di fotografie
del congresso del partito a Norimberga
vorrei chiedergli come si arrivò a tanto
ma è morto prima che compissi sei anni.

Al caffè con biliardo sala
da ballo troppo piccola avevo due
corteggiatori dal nome uguale cosa
che non è mai più ripetuta mi decisi
per quello che si batteva a duello ricucii
per cinque anni le ferite nella sua uniforme da studente.

Mio nonno non può più
chiedermi come mai non l’altro?
Gli risponderei neppure lui
sarebbe stato quello giusto.
E niente insegna così tanto a odiare
la guerra come la guerra.

 

Luci Lune Luoghi – Antologia della poesia austriaca contemporanea (Marcos Y Marcos, 1999), trad. it. Riccarda Novello

Rainer Maria Rilke


Infanzia

Si dovrebbe riflettere a lungo per parlare
di certe cose che così si persero,
quei lunghi pomeriggi dell’infanzia
che mai tornarono uguali –  e perché?

Dura il ricordo -: forse una pioggia,
ma non sappiamo ritrovarne il senso;
mai fu la nostra vita così piena
di incontri, di arrivederci, di transiti

come quando ci accadeva soltanto
ciò che accade a una cosa o a un animale:
vivevamo la loro come una sorte umana
ed eravamo fino all’orlo colmi di figure.

Eravamo come pastori immersi
in tanta solitudine e immense distanze,
e da lontano ci chiamavano e sfiorivano,
e lentamente fummo – un lungo, nuovo filo –
immessi in quella catena di immagini
in cui duriamo e ora durare ci confonde.

 

Poesie. 1907-1926 (Einaudi, 2014), a cura di Andrea Lavagetto