Charles Bukowski

buk

Il mio fallimento

penso ai diavoli dell’inferno
e fisso un
bel vaso di
fiori
mentre la donna in camera mia
rabbiosa accende e spegne la luce
di continuo.
abbiamo litigato di
brutto
e io me ne sto qui seduto a fumare
sigarette
indiane
e intanto alla radio le
preghiere di un cantante lirico non
sono nella mia
lingua.
fuori, la finestra alla
mia sinistra rivela le luci
notturne della
città e io vorrei solo
avere il coraggio di
spezzare questo semplice orrore
e rimettere le cose
a posto
ma la mia rabbia meschina
me lo
impedisce.

mi rendo conto che l’inferno è solo quello che ci
creiamo noi,
a fumare queste sigarette,
qui ad aspettare,
qui a fantasticare,
mentre nell’altra stanza
lei continua a
starsene lì ad
accendere e spegnere
la luce,
accendere e
spegnere.

I cavalli non scommettono sugli uomini (e neanche io) – Minimum fax, 2004 – trad. it. D. Abeni

Joy Harjo


Put down that bag of potato chips, that white bread, that bottle of pop.
Turn off that cellphone, computer, and remote control.
Open the door, then close it behind you.
Take a breath offered by friendly winds. They travel the earth gathering essences of plants to clean.
Give it back with gratitude.
If you sing it will give your spirit lift to fly to the stars’ ears and back.
Acknowledge this earth who has cared for you since you were a dream planting itself precisely within your parents’ desire.
Let your moccasin feet take you to the encampment of the guardians who have known you before time, who will be there after time. They sit before the fire that has been there without time.
Let the earth stabilize your postcolonial insecure jitters.
Be respectful of the small insects, birds and animal people who accompany you.
Ask their forgiveness for the harm we humans have brought down upon them.
Don’t worry.
The heart knows the way though there may be high-rises, interstates, checkpoints, armed soldiers, massacres, wars, and those who will despise you because they despise themselves.
The journey might take you a few hours, a day, a year, a few years, a hundred, a thousand or even more.
Watch your mind. Without training it might run away and leave your heart for the immense human feast set by the thieves of time.
Do not hold regrets.
When you find your way to the circle, to the fire kept burning by the keepers of your soul, you will be welcomed.
You must clean yourself with cedar, sage, or other healing plant.
Cut the ties you have to failure and shame.
Let go the pain you are holding in your mind, your shoulders, your heart, all the way to your feet. Let go the pain of your ancestors to make way for those who are heading in our direction.
Ask for forgiveness.
Call upon the help of those who love you. These helpers take many forms: animal, element, bird, angel, saint, stone, or ancestor.
Call your spirit back. It may be caught in corners and creases of shame, judgment, and human abuse.
You must call in a way that your spirit will want to return.
Speak to it as you would to a beloved child.
Welcome your spirit back from its wandering. It may return in pieces, in tatters. Gather them together. They will be happy to be found after being lost for so long.
Your spirit will need to sleep awhile after it is bathed and given clean clothes.
Now you can have a party. Invite everyone you know who loves and supports you. Keep room for those who have no place else to go.
Make a giveaway, and remember, keep the speeches short.
Then, you must do this: help the next person find their way through the dark.

For Calling the Spirit Back from Wandering the Earth in Its Human Feet

*

Metti giù quel sacchetto di patatine, quel pane da toast, quella bibita.
Spegni quel cellulare, computer e telecomando.
Apri la porta poi richiudila dietro di te.
Prendi un respiro offerto da venti amichevoli. Viaggiano la terra raccogliendo essenze dalle piante per fare pulizia.
Restituiscilo con gratitudine.
Se canti, questo darà al tuo spirito lo slancio per volare sino alle orecchie delle stelle e tornare.
Saluta questa terra che si è curata di te da quando eri un sogno che si piantava precisamente dentro al desiderio dei tuoi genitori.
Lascia che i piedi ti portino all’accampamento dei guardiani che ti conoscono prima del tempo, che saranno lì dopo il tempo. Siedono davanti al fuoco che è lì senza tempo.
Lascia che la terra tranquillizzi i tuoi insicuri nervosismi postcoloniali.
Sii rispettosa dei piccoli insetti, uccelli, persone animali che ti accompagnano.
Chiedi loro perdono per il male che noi umani abbiamo arrecato.
Non ti preoccupare.
Il cuore sa dove andare nonostante i condomini, le autostrade, i posti di blocco, soldati armati, massacri, guerre, e quelli che ti disprezzeranno perché disprezzano se stessi.
Il viaggio durerà alcune ore, un giorno, un anno, alcuni anni, cento, mille o anche di più.
Fai attenzione alla mente. Senza allenamento potrebbe scappare e lasciare il tuo cuore nell’enorme banchetto umano organizzato dai ladri del tempo.
Non tenere rimpianti.
Quando trovi come arrivare al cerchio, al fuoco tenuto acceso dai custodi della tua anima, sarai la benvenuta.
Devi ripulirti con cedro, salvia o un’altra pianta curativa.
Taglia i legami che hai coi fallimenti e la vergogna.
Lascia andare il dolore che tieni nella mente, nelle spalle, nel cuore, in tutto il corpo sino ai piedi. Lascia andare il dolore dei tuoi antenati per accogliere quelli che stanno venendo nella tua direzione.
Chiedi perdono.
Chiedi l’aiuto di quelli che ti vogliono bene. Questi aiutanti prendono molte forme: animale, elemento, uccello, angelo, santo, pietra o antenato.
Richiama il tuo spirito. Potrebbe essere impigliato in angoli e pieghe di vergogna, giudizio e abuso umano.
Devi chiamare in modo che il tuo spirito abbia voglia di tornare.
Parlagli come faresti con un bambino amatissimo.
Accogli il tuo spirito che torna dal suo vagare. Potrebbe tornare a pezzi, a cocci. Rimettili assieme. Saranno felici di venire ritrovati dopo essere andati perduti per così tanto tempo.
Il tuo spirito avrà bisogno di dormire per un po’ dopo che viene lavato e vestito con abiti puliti.
Adesso puoi fare una festa. Invita tutti quelli che conosci che ti amano e ti sostengono. Fai posto a chi non ha un luogo dove andare.
Rendi omaggio, e ricorda, tieni corti i tuoi discorsi.
Poi, devi fare questo: aiuta la prossima persona a trovare la sua strada nel buio.

Per richiamare lo spirito che vaga sulla terra con piedi umani (traduzione di Stefania Zampiga)

Charles Simic

charles-simic

 Negozio di vestiti usati

Un’ampia scelta di vite passate
in mezzo a cui frugare
alla ricerca di quella che ti vada bene
pulita e stirata,
però consunta al collo.

Un manichino vestito di nero
è all’ingresso per servirti.
I suoi occhi non ti lasciano andare.
I suoi baffi sembrano disegnati
con la punta di un sigaro spento.

Vedi torri pendenti di pantaloni.
Appena ti volti per scappare,
i cappelli di uomini morti rotolano
sul pavimento per accompagnarti
premurosi all’uscita.

 

Club Midnight (Adelphi, 2008), trad. it. N. Gardini

Mark Strand


Gente che cammina nella notte

Portavano quanto avevano in sacchi dell’immondizia e bisacce,
interminabili teorie che piegavano lungo strade di campagna, per campi
desolati fino al limite della città, poi su strade urbane, sotto filari
di piante spoglie e oltre cumuli di macerie. Quando giunsero
nella piazza centrale, si ripararono con coperte
e pezzi di cartone, e dormirono sulle panchine o si appoggiarono
ai lastroni spaccati di cemento, fumando, guardando le smorte
bandiere grigie del loro respiro venire sollevate via, l’agile luna
scalare il cielo, i loro cani smunti rovistare in cerca di carogne.

Uomo e cammello (Mondadori, 2007), a cura di Damiano Abeni

Gregory Corso

 

Nella mia bella… e cose svariate

Tutte le cose belle
cose mie
nei cani morti avvolti in cellofan e legati
e immobili e belli come i miei
nelle mie stanze-tomba di polvere e niente cose

Una cosa che faccio di questi tempi
quando una bella topa mi passa vicino
la faccio passare nel mio buco della chiave
o la infilo sotto la porta se è vecchia
e non come una madre o una troia

o un maiale senza madre
quindi la porto nella mia bella
e cose svariate
e l’amerò nel cellofan con lo spago
come musica per un mondo e niente cose

Ma non mi vanto del mio lavandino sozzo
e delle cose appese alla maniglia ad asciugare
sarebbe meglio essere solo che con una troia
che sfaccenda per casa con la mia polvere non impacchettata
con le calze di nylon e qualche canna e niente cose

 

Gasoline (Minimum Fax, 2015), trad. it. D. Abeni

Billy Collins

billycollins
Advice to Writers

Even if it keeps you up all night,
wash down the walls and scrub the floor
of your study before composing a syllable.

Clean the place as if the Pope were on his way.
Spotlessness is the niece of inspiration.

The more you clean, the more brilliant
your writing will be, so do not hesitate to take
to the open fields to scour the undersides
of rocks or swab in the dark forest
upper branches, nests full of eggs.

When you find your way back home
and stow the sponges and brushes under the sink,
you will behold in the light of dawn
the immaculate altar of your desk,
a clean surface in the middle of a clean world.

From a small vase, sparkling blue, lift
a yellow pencil, the sharpest of the bouquet,
and cover pages with tiny sentences
like long rows of devoted ants
that followed you in from the woods.

 

*

 

Consiglio agli scrittori

Anche se ti tiene in piedi per tutta la notte,
lava a fondo le pareti e pulisci i pavimenti
dello studio prima di comporre una sillaba.

Pulisci come se il Papa stesse arrivando.
Il candore è nipote dell’ispirazione.

Più pulisci, più brillante
sarà la tua scrittura, e allora non esitare a prendere
per i campi e a sfregare il fondo
dei sassi o spolverare sui rami più alti
della buia foresta i nidi pieni di uova.

Quando ritroverai la strada di casa
e riporrai spugne e spazzole sotto il lavello
vedrai alla luce dell’alba
l’altare immacolato della tua scrivania,
una superficie pulita al centro di un mondo pulito.

Da un vasetto, azzurro splendente, solleva
una matita gialla, la più appuntita del mazzo,
e ricopri pagine di piccole frasi
come lunghe file di fedeli formiche
che ti hanno seguito fin qui dal bosco.

 

A vela, in solitaria, intorno alla stanza (Fazi, 2013), a cura di F. Nasi

Robert Frost

frost

Confidenza con la notte

Io sono uno che ha confidenza con la notte.
Ho fatto nella pioggia la strada avanti e indietro.
Ho oltrepassato l’ultima luce della città.

Sono andato a frugare giù nel vicolo più tetro.
Ho incontrato la guardia nel suo giro
Ed ho abbassato gli occhi, per non spiegare.

Io ho trattenuto il passo e il mio respiro
Quando da molto lontano un grido strozzato
Giungeva oltre le case da un’altra strada,

Ma non per richiamarmi o dirmi un commiato;
E ancora più lontano, a un’incredibile altezza,
Sullo sfondo del cielo un orologio illuminato

Proclamava che il tempo non era giusto, né errato.
Io sono uno che ha confidenza con la notte.

 

Conoscenza della notte e altre poesie (Mondadori, 1995), trad. it. G. Giudici

Wallace Stevens


La donna al sole

È solo che questo calore e movimento non sono come
Il calore e il movimento di una donna.

Non è che ci sia un’immagine nell’aria
Né l’inizio né la fine di una forma:

C’è il vuoto. Ma una donna d’oro compatto
Ci brucia col tocco della veste

E un’abbondanza dissociata d’essere,
Più definita per ciò che è lei –

Perché lei è disincarnata,
E porta l’odore dei campi estivi,

E confessa il taciturno e insieme indifferente,
Invisibile ma chiaro, il solo amore.

Aurore d’autunno (Adelphi, 2014), a cura di N. Fusini

 

Grace Paley

grace_paley

Anti-Love Poem

Sometimes you don’t want to love the person you love
you turn your face away from the face
whose eyes lips might make you give up anger
forget insult steal sadness of not wanting
to love turn away then turn awayat breakfast
in the evening don’t lift your eyes from the paper
to see that face in all its seriousness a
sweetness of concentration he holds his book
in his hand the hardknuckled winter wood-
scarred fingers turn awaythat’s all you can
do old as you are to save yourselffrom love

 

*

 

Poesia contro l’amore

A volte non vorresti amare la persona che ami
e distogli la faccia da quella faccia
i cui occhi labbra potrebbero placare ogni rancore
cancellare l’insulto rubarti la tristezza di non voler
amare voltati allora voltatia colazione
di sera non alzare gli occhi dal giornale
per vedere quella faccia in tutta la sua serietà una
concentrata dolcezza lui tiene il suo libro
tra le mani le dita nodose intagliate
dall’inverno voltatiè tutto quello che puoi
fare alla tua età per salvartidall’amore

 

Fedeltà (Minimum Fax, 2011), trad. it. L. Brambilla; P. Cognetti

Walt Whitman


To a Stranger

Passing stranger! you do not know how longingly I look upon you,
You must be he I was seeking, or she I was seeking, (it comes to me as of a dream,)
I have somewhere surely lived a life of joy with you,
All is recall’d as we flit by each other, fluid, affectionate, chaste, matured,
You grew up with me, were a boy with me or a girl with me,
I ate with you and slept with you, your body has become not yours only nor left my body mine only,
You give me the pleasure of your eyes, face, flesh, as we pass, you take of my beard, breast, hands, in return,
I am not to speak to you, I am to think of you when I sit alone or wake at night alone,
I am to wait, I do not doubt I am to meet you again,
I am to see to it that I do not lose you.

 

*

 

A uno sconosciuto

Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio ti guardo,
Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre passiamo veloci uno vicino all’altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t’incontrerò di nuovo, non ho dubbi,
Devo vedere come non perderti più.

 

Foglie d’erba (BUR Rizzoli, 2004), trad. it. A. Marianni