Philippe Jaccottet


Nutrito d’ombra, parlo
e ruminando magre pasture di tenebre
povero, debole, addossato alle rovine della pioggia,
mi stringo a ciò di cui non posso dubitare,
il dubbio, e abitando l’inabitabile guardo
riprendo a biascicare contro la morte
sotto sua dettatura. Crollando io persevero
a vedere, io vedo il crollo che scintilla,
e tutta la distanza della terra,
tutta la profondità degli anni fiocamente
illuminati, una dolcezza insostenibile,
un’ala sotto la coltre bruna delle nubi.
L’ombra mi schiude gli occhi
e l’avvicinarsi dell’impossibile al fondo della luce,
l’invasione della cenere al fondo di me stesso, cenere vittoriosa,
insolente, feroce, non mi fanno tacere,
ma mi dettano come ultima risorsa nuovi discorsi
e io brancolo fra parole antiche,
fra rovine di antichi versi,
ah! senza che nulla mi sostenga né mi guidi
tranne la potenza dell’errore,
tranne un’ombra taciturna e senza lume.

 

Poeti della malinconia (Donzelli, 2001), a cura di B. Frabotta

Philippe Jaccottet

Philippe Jaccottet
De ce dimanche un seul moment nous a rejoints,
quand les vents avec notre fièvre sont tombés:
et sous la lampe de la rue, les hannetons
s’allument, puis s’éteignent. On dirait des lampions
lointains au fond d’un parc, peut-être pour ta fête…
Moi aussi j’avais cru en toi, et ta lumière
m’a fait brûler, puis m’a quitté. Leur coque sèche
craque en tombant dans la poussière. D’autres montent,
d’autres flamboient, et moi je suis resté dans l’ombre.

*

Di questa domenica un solo istante ci ha raggiunti,
quando la nostra febbre si è placata, e i venti:
e sotto le luci di strada le cetonie
si accendono, poi si spengono. Luminarie, diresti,
lontane in un parco, forse per la tua festa…
Anch’io avevo creduto in te, anch’io bruciavo
della tua luce, che poi mi ha lasciato. Il loro guscio
scricchiola secco mentre cade nella polvere. Altri salgono,
altri s’infiammano, e io sono rimasto nell’ombra.

 

I barbagianni. L’ignorante (Einaudi, 1992), trad. it. F. Pusterla