Philip Morre


A Priestess
after Callimachus

She had been, as she put it, a “priestess”
– at the altars of love! First Cairo,
then Klagenfurt: “a low point”,
latterly Peckham: “better than you’d guess”.
“I’ve outlived them all, those nervous boys”.
Still kept her hand in: “grooming
– isn’t that the word?” austerity amateurs
to top up the housekeeping: “their choice!”.
Two lads of her own, inadvertently got,
respectable to a fault, as the way is:
“They can keep me on their pensions
in my dotage” (she was then in her eighties).
“Can’t wait to bury their terrible mum”.

Well, now they have. She went quite suddenly
– after a sneezing fit, so I heard. I’ll miss her:
the greatest company, game as they come,
and wiser than the philosophers.

 

*

 

Una sacerdotessa
alla maniera di Callimaco

Era stata, come diceva lei, una “sacerdotessa”
– sugli altari dell’amore! Prima il Cairo,
poi Klagenfurt: “un periodo deprimente”,
ultimamente Peckham: “meglio di quanto ti aspetteresti”.
“Sono sopravvissuta a tutti quei ragazzi timorosi”.
Qualche lavoretto lo faceva ancora: “istruisco,
– non si dice così?” le casalinghe intraprendenti
a integrare il bilancio familiare; “scelta loro!”.
Due figli suoi, incautamente avuti,
fin troppo perbene, come spesso succede:
“Con le loro pensioni potranno mantenere
la mia vecchiaia” (era sull’ottantina allora).
“Non vedono l’ora di seppellire la mamma tremenda”.

Beh, adesso l’hanno fatto. Se n’è andata di colpo
– dopo un attacco di starnuti, ho sentito dire. Mi mancherà:
un’ottima compagnia, coraggiosa come poche,
e più saggia dei filosofi.

 

© Traduzione di Giorgia Sensi