Paul B. Roth


Midnight Blue

After snowy headlights blotch the hotel lobby’s ignored fica, fern and spider plant shadows and its elevator goes up before coming down, noise filled streets are muffled by slush swirling round the mushy hubs of the warm bus ride home at whose last stop you forgot to get off.

Since sight itself’s become a sort of blindness, when let off, you walk as far and as fast as you can without once looking where you’re going. So embarrassed are you for missing what you never had.

Later that night you’re discovered where the aqua tint of snow around your head sunk in a snowbank’s deep bootprint resembles the halo your long walk home had you hoping you would find.

Long Way Back to the End (Rain Mountain Press, 2014)

 

*

 

Blu mezzanotte

Dopo che i fari innevati coprono il ficus dimenticato nell’atrio dell’hotel, la felce e le ombre del cloròfito e l’ascensore sale prima di scendere, le strade piene di rumore sono attutite dal fango che turbina attorno ai copriruote fradici del caldo viaggio in autobus verso casa alla cui ultima fermata ti sei dimenticato di scendere.

Poiché la vista stessa è diventata una sorta di cecità, quando scendi, cammini il più lontano e il più velocemente possibile senza guardare nemmeno una volta dove stai andando. Così imbarazzato di avere perso ciò che non hai mai avuto.

Più tardi quella notte sei ritrovato dove la tonalità d’acqua della neve intorno alla tua testa affondata in un cumulo di neve profondo un’impronta di stivale ricorda l’aureola che la tua lunga camminata verso casa ti aveva fatto sperare di trovare.

 

Traduzione di Franca Mancinelli e John Taylor