Nasos Vaghenàs


Miei vecchi amori. Visibili

ore di un secolo che non vuole morire.

Si rompono continuamente lune intorno a me.

La luce che m’illumina di certo verrà

da stelle spente.

Tutta la notte sradico sentimenti

dal mio petto che resta sempre verde.

Erbacce con radici d’eternità.

Mi stordisce il rumore del tempo.

Scendo
in una notte più profonda di quella vera

con una duplice tenebra negli angoli

e caligini d’usi passati.

Camminando lentamente, attento

a non svegliarvi.

Poeti greci del Novecento (Mondadori, 2010), trad. it Filippomaria Pontani