Mario Luzi


Nella casa di N. compagna di infanzia

Il vento è un aspro vento di quaresima,
geme dentro le crepe, sotto gli usci,
sibila nelle stanze invase, e fugge;
fuori lacera a brano a brano i nastri
delle stelle filanti, se qualcuna
impigliata nei fili fiotta e vibra,
l’incalza, la rapisce nella briga.

Io sono qui, persona in una stanza,
uomo nel fondo di una casa, ascolto
lo stridere che fa la fiamma, il cuore
che accelera i suoi moti, siedo, attendo.
Tu dove sei? sparita anche la traccia…
Se guardo qui la furia e se più oltre
l’erba, la povertà grigia dei monti.

 

da Primizie del deserto (Schwarz, 1952)

Mario Luzi


A te più giovane

Le strade per cui parti dalla vita
e vi torni, non una innumerevoli
volte, i passi che portano lontano
e quelli che risalgono il versante…
che mi viene di là ora? Memorie,
ambagi, è nulla, è come quando
una città pensata nella veglia
se dormi, s’addormenta sul tuo cuore
con i suoi trivi, i suoi vicoli strani
da porta a porta fino al fiume. Esisti,
quale affanno rinnovi e ne fai parte
al mio cuore che n’è già stanco! Guardo
sorpreso tutto quel che vive
e passa e non ha quiete come te,
o il succedersi in case delle serve
e in Padova il variare dell’issopo.

 

Le poesie (Garzanti, 2014)