Lorenzo Maragoni

Ph. Francesca Paluan

Preferisco Lamarque

a Vivian Lamarque

Preferisco le poesie con le rime
preferisco le poesie con i versi
preferisco i miei poeti preferiti
che poi sono sempre gli stessi
preferisco non darmi divieti e soltanto permessi,
se solo potessi

Preferisco la danza al cammino
preferisco l’erba del vicino
preferisco a tutti i baci che ho dato
quello che dovrò ancora dare
preferisco il rumore del procrastinare

Preferisco Gianni Rodari
gli anni pari, sentire il vento, sbagliare un accento
la vertigine del firmamento
preferisco quando sono contento
per avere scritto una nuova poesia
preferisco i giorni in cui credo davvero che esista
la meritocrazia
prima di ricordarmi che pure quella
è un maledetto privilegio di classe
preferisco alzare il volume,
provare ad andare a sfondare le casse

Preferisco le poesie italiane
quando sono cover di poesie polacche
preferisco essere libero
senza un soldo nelle tasche

No non è vero preferisco i soldi
è per questo che faccio il poeta
per vivere nel lusso sfrenato
con ventagli d’oro e vestaglie di seta

Preferisco l’innovazione
no non è vero, la tradizione
preferisco la libera interpretazione personale
no non è vero, la traduzione letterale
preferisco la libertà alla coerenza
il fare con al fare a meno al fare senza

Preferisco i poeti famosi prima che fossero poeti famosi
che un giorno diremo “Un giorno
li abbiamo visti in quei locali fumosi”
ai tempi in cui si poteva stare ancora seduti vicini
preferisco le poesie gridate in piazza
appese sui muri
lette stesi sopra i sampietrini

Preferisco chi si crede Pasolini a Pasolini
preferisco Petrolini a Pasolini
preferisco chi non sa chi è Petrolini a Petrolini
preferisco i sassolini ai sampietrini

E lo so, parlo sporco, parlo a strappi
non ho mai imparato la dizione
scrivo solo poesie su poesie
sperando che una diventi una canzone

E lo so, parlo storto, parlo a sprazzi
non ho mai imparato la lezione
non ho mai passato la preselezione
non mi sono mai iscritto a un concorso
perché non so neanche a un concorso di cosa
scrivo solo poesie su poesie
sperando che una diventi qualcosa

E lo so, parlo a cazzo di cane
chi non segue può avere il rimborso del biglietto
e tornarsene a casa incazzato dicendo
“Però non me l’avevano detto”
e andare a letto

Ma domani davanti al computer
alla decima ora di lavoro scazzato
quando il tempo va lento come il caricamento
di un sito al momento sbagliato
e uno ha il timore di avere sbagliato
qualcosa in questa vita delirio
che è la vita che tutti viviamo
alzerà lo sguardo al cielo in fiamme fuori dal settimo piano
e si ricorderà una parola,
detta male, detta storta, detta a cazzo di cane

Si ricorderà di questa poesia, che sarà la sua preferita
per alcune settimane

 

Poesie, però non troppo (Interno Poesia Editore, 2023)

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