Ko Un

ko un

Gioia

Ciò che ora io penso,
chissà dove nel mondo,
qualcuno l’avrà già pensato.
Non piangere.

Ciò che ora io penso,
chissà dove nel mondo,
qualcuno lo starà pensando.
Non piangere.

Ciò che ora io penso,
chissà dove nel mondo,
qualcuno lo vorrà pensare.
Non piangere.

Che gioia!
In questo mondo,
chissà dove in questo mondo,
io sono composto di molti Io.
Che gioia!
Io sono composto
di molti Altri.
Non piangere.

 

L’isola che canta. Antologia poetica 1992-2002 (LietoColle, 2015), trad. it. V. D’Urso

Maddalena Lotter

lotter

I corpi negli anni, questo fa curiose le mie mani
alla ricerca di età diverse
voglio toccarli tutti, gli altri
con i loro mondi di pelle.
Solo la pelle risponde alla domanda sul tempo.
Il corpo sa di case non mie
dove si entra con educazione
togliendosi le scarpe;
ore ed ore in un letto a carezzarsi
le schiene, muri di vertebre
e la colonna è un’autostrada
dei tuoi anni di ieri
a cui non ho partecipato.

Ma se ti volti nel buio e ci guardiamo
allora ho un nome,
io sono l’oggi immortale.

 

Verticale (LietoColle, 2015)

© foto di Daniele Ferroni

Alessandra Frison

alessandra frison

 

Non vi saprei dire nulla di me.
Anni che passano senza ricordi
piccoli gesti tra le mani
vuoti che stentano a dire come di noi
saranno dispersi anche i minimi gesti.

Ho visto parlare qualcuno
nel verde dei vostri parchi
correvano come cani
con la voce di qualche secolo rimasto
nelle loro tracce.

Ci lasciavano raccogliere camelie
sulla strada del Sempione
così rosse che potevano dividere l’erba
o ancora di più, nel fondo, nella radice
nella delusione delle cose
nella costernazione.

Una volta accese le lanterne per la sera
tornavamo nei nostri passi
ognuno alle tiepide cose
ognuno ai sorrisi di pochi
alle facce di molti.

Non vi sapremo dire nulla. Il giorno
che si prova a cercare
è un giorno comune
come una serie di nomi
nelle costellazioni del cielo.

 

Le ore della dispersione (LietoColle, 2013)

Marco Pelliccioli

marco pelliccioli interno poesia

 

Era solo ieri

Mentre rovisto tra le casse
pacchi di farina saracena,
sento qualcuno bisticciare
per le pentole a pressione.

Non c’è più il mercato in via Paderno,
li hanno cacciati via:
il Mauro, i salami appesi ai ganci
i graffi sulla faccia per aver ucciso il porco, il Berto
quattro denti marci, le mani senza un dito
sporche de förmài, il Batista
le collane d’aglio, le trote prese al Brembo
ammucchiate sul bancale, la Luisa
gladioli, ortensie che scordano la fame.

Sono scomparsi, crollati negli scavi
di un castello in costruzione.

Eppure, era solo ieri
la polenta nel paiolo a centrotavola nell’aia,
il mangiafuoco, il cherosene, a incendiare la collina
poi a letto sulla paglia, la lampada senza olio,
le stelle decrepite sul tetto.

Non è rimasto più nessuno
se non tu, che interroghi ogni ombra incontri nei cortili
e chiedi: “qual è la tua Storia?”

 

C’è Nunzia in cortile (LietoColle, 2014)

Giulia Rusconi

giulia rusconi interno poesia

 

Le regole le abbiamo seguite.
Le frasi sono state dette al momento
giusto e si è fatto l’amore
sperimentando con pazienza e ardore.

(Suite carissima di notti folli, mia
dimora, unica mia salvezza.)

Le candele erano accese, i bicchieri
riempiti, sapevo
quando era meglio tacere quando
spogliarmi e girarmi di schiena.

 

Suite per una notte (Pordenonelegge-LietoColle, 2014)

Tommaso Di Dio

Tommaso-Di-Dio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entra. Nel buio non dice
non sa
cosa nella stanza ci sia. Avanza
di pochi passi dentro, incontra
alcuni oggetti sbatte forse
contro un tavolo. Illumina.
Governa. Reggi me; che vado
senza più
la tua meta. Abbiamo
avuto giostre e focolai; anni infiniti
di primavera e sul viso la gioia
stupida degli orari mai
mancati mai. Ha
bevuto troppo; oscilla, si cerca
addosso una postura, si accascia dove
trova l’orizzontale
senza nome. Illumina tu
governa. Reggi terra
fin che puoi.

 

Tua e di tutti (LietoColle, 2014)