Giovanni Giudici


La ballata della lingua

Mia lingua – italiana
variante colta milano-romanese
lingua del mio bel paese
cantata in amabili suoni
di ricche clausole
e di elette commozioni

Mia lingua – innocente
a capo chino mia colpa confessata
a denti stretti assennata
polvere dei miei ginocchi
mia contrizione
mie lacrime dentro gli occhi

Mia lingua – puntuale
parola sopra cosa parola fondata
lingua vulnerata
da miei infiniti perdoni
da grazie molte
da pie dissimilazioni

Mia lingua – esitante
bocca per secoli a pronunciare “ti amo”
inerme amore lontano
lingua di meretrice
che mi riposa
liscia lingua guaritrice

Mia lingua – militare
di grida sbràiti per una fioca paura
voce ridicola dura
che predicava onore
tra un machine-gun
e una maschinen-pistole

Mia lingua – elusiva
accomodante complice al non-pensiero
pietoso velo del vero
a nascondere un sì un no
prigione aperta
fanghiglia in cui nuoterò

Mia lingua – ossequiente
sorriso di postulante di debitore
muta senza furore
mia rabbia rinviata
mio eterno ieri
falsa lingua umiliata

Mia lingua – mia vita
dolcezza flatus vocis che m’hai tradito
anch’io perduto per poco
di calda madre
in letto con noi per gioco

Mia lingua – italiana
variante umile tosto-genovese
lingua del mio bel paese
guastata nei futili suoni
di vacue clausole
e perfide commozioni

Tutte le poesie (Mondadori, 2014)