Kurt Tucholsky


I fuori posto

Ci han fatto nascere, credo, fuori posto.
Ora per colpa dell’epoca e del luogo
tutti sperduti e tremanti ce ne stiamo,
maledicendo la nostra solitudine.

Ma perché, mamma, proprio sulla Panke?
Non era meglio cinquant’anni fa?
Oh, come crebbe fuori posto il ricordo
del lieto vostro amor di gioventù!

E perché non in mezzo all’arcipelago
della Sonda nell’ottocentodieci?
Ma qui ed ora? Non c’è di che stupirsi:
logico che non va!

E perché non di casa nell’Australia?
E perché non sovrano di Erzurum?
E perché non nell’anno duemila?
Per qual motivo? Come mai? Perché?

Guerra mondiale. Un’età a grandezza d’uomo.
L’impiegato che fa l’ufficiale.
Tessere. Omicidi. Confini. Bancherotte.
Espressamente riservato a noi.

Fa salire il tuo karma, impara dagli Indiani.
E se pur altro che rassegnarci non ci resta:
la mia donna, se mai farà dei figli,
non in Germania.

Prose e poesie (Guanda, 1977), trad. it. Elisa Ranucci