J. Mitchell


This is Not My Mother

They were so shocked – the friends, who hurried past
her open coffin – no one had been warned.
Appalled to find there wasn’t more to her, no longer twice the size

of the whole room – cut down by cancer to her flinty self.
Mouth closed for once, her roaring laugh replaced
with humming silence – what remained of the dread

organ music she requested with one hymn: Breathe on me, breath of God.
Her cheeks, now hollowed out, still had their girlish glow,
but false – a symptom of her feeble heart or the embalmer’s hand.

I chose the last dress she would ever wear, more like a sack,
with half its contents emptied out.
The collar needed to be straightened; but I was scared

to reach across to her. The deadly eyes might open;
the line burst into mouth again.
She’d tell me not to fuss, keep still, stand back.

I did and watched her friends, the ones who cried and took their seats.
They didn’t seem to notice me, dry-eyed.
I sang: Breathe on me, breath of God. Fill me with life anew.

 

*

 

Non è mia madre questa

Rimasero scioccati – gli amici che sfilarono
davanti alla bara aperta – nessuno era stato avvertito.
Inorriditi nello scoprire quanto poco era rimasto di lei, non più il doppio

dell’intera stanza – ridotta dal cancro alla sua essenza ossea.
La bocca chiusa, per una volta, la risata fragorosa sostituita
dal silenzio di un’eco – ciò che restava della tremenda

musica d’organo che aveva voluto per inno: Alita su di me, alito di Dio.
Le guance, ora scavate, conservavano un colorito roseo di ragazza,
ma falso – sintomo del cuore debole o della mano dell’estetista.

Avevo scelto l’ultimo vestito che aveva indossato, quasi un sacco,
semi svuotato del suo contenuto.
Il colletto doveva essere raddrizzato; ma ebbi paura

di toccarla. Gli occhi spenti potevano riaprirsi;
la linea della bocca riprendere vita.
Mi avrebbe detto, non agitarti, stai ferma, stai indietro.

Così feci e osservai i suoi amici, chi piangeva e prendeva posto.
Non fecero caso a me, mi parve, ai miei occhi asciutti.
Cantai: Alita su di me, alito di Dio. Riempimi di nuova vita.

 

© Inedito tradotto da Giorgia Sensi