3ª poesia più letta del 2020

di Beatrice Zerbini

Ogni giorno, perdo tutto
e tu con me
e te;
e si sfuocano
le colazioni,
si induriscono
i biscotti al burro;
perdo il quadro
che ride e vive,
la cornice delle tende,
le verità stupende
che non ho detto e
la stupidità
di avere paura.
Perdo tutto, ogni giorno;
la pelle nuova,
la ruga che ho sorriso,
la ruga che ho pianto,
la voce,
la mia e la tua,
il coro che sono,
l’assolo.

Perdo parole
che avremmo potuto dirci,
non dirci,
dire meglio.

Perdo possibilità
e una possibilità,
il ritmo del respiro,
la pazienza,
le sementi di un’idea.

E perdo le facce degli altri
in strada,
la mia su una vetrina buia.

Ogni giorno perdo
uno scorcio
carico di sole,
e la mia età
salda,
che mi ancora alla terra
come un macigno
o una nascita,
che mi seduce
e trascina,
che tracima;
perdo la speranza che
esonda sulla mia fretta,
sulla mia calma.

Perdo
il miracolo di un giorno,
l’elemosina del tempo,
lo scialacquio degli attimi,
con la risacca magra
di qualche
felicità.

Ogni giorno perdo tutto:
il significato,
la velleità del buio
e gli abbagli,
la vastità sul bivio
e l’ombra lunga
degli sbagli,
le rime,
le rime per te,
l’amore,
la bambina che crede,
la bambina in cui credi,
e un’ansia del petto
che può fremere
e domandare
e guardare
e regnare ogni giorno,
mentre perde.
E perde tutto.

Perdo giurisdizione
ed emozione;
si consuma,
si annebbia,
sbraita come un fumo
la mia vita,
che ogni giorno perde me,
mentre perdo tutto.

Perdo il timpano dolce
sotto le voci affettive
che sono un’ala,
a curarmi,
o macerie.

Ogni giorno,
poi,
mi sveglio –
se mi sveglio –
e tutto,
tranne te
e tu con me,
ritrovo.

In comode rate (Interno Poesia Editore, 2019), prefazione di Alba Donati

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Poesia pubblicata il 10 gennaio 2020

Marco Bini


Lo capiscono già certi bambini.
Ci sono giorni fatti per la neve
ma non un fiocco, solo guance secche
e tegole afflitte pronte a riceverne

e disertate: il gioco si fa altrove,
dietro la mano di grigio uniforme
avvengono scambi di energia, passaggi di stato
oppure non succede niente; forse dorme

in forma di vapore l’innesco improvviso
degli eventi. Storia congegno e judoka,
prende per il collo e scaraventa avanti,
lascia stesi a terra mentre intorno tutto sfoca.

Scricchiola, crepita e scatta di colpo
come fa evolvendosi una specie
(o una valigia sotto un tavolo a Milano):
questo i bambini lo capiranno poi, invece.

New Jersey (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Cristiano Poletti

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Ludovico Ariosto

Furioso, XXII, 32-33

Ruggier riguarda Bradamante, et ella
riguarda lui con alta maraviglia,
che tanti dì l’abbia offuscato quella
illusïon sì l’animo e le ciglia.
Ruggiero abbraccia la sua donna bella,
che più che rosa ne divien vermiglia;
e poi di su la bocca i primi fiori
cogliendo vien dei suoi beati amori.

Tornaro ad iterar gli abbracciamenti
mille fïate, et a tenersi stretti
i duo felici amanti, e sì contenti,
ch’a pena i gaudii lor capiano i petti.
Molto lor duol che per incantamenti,
mentre che fur negli errabondi tetti,
tra lor non s’eran mai riconosciuti,
e tanti lieti giorni eran perduti.

Versi d’amore (Interno Poesia Editore, 2020), a cura di Lucia Dell’Aia

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Francesco Ottonello


Dietro questa arroganza

Stragi e ipocrisie, ma che ci fotte
tanto moriamo lenti viviamo veloci
le bombe chimiche stanno sui libri
la guerra resta una lontana chimera

preferirei la galera comoda dei muri
scemare questo corpo, scagliare via ogni sogno,
fare seccare la sostanza, se muori così

con i soldi acquisterai la tua pace
sazierà le ossa e non sarai felice.

Isola aperta (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Tommaso Di Dio

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Simone Biundo


Monte Marsicano

Leggera è la farfalla
che abbiamo adottato
succhiava dalle nostre mani
arrotolava e srotolava
la spiritromba come nelle teche
del fiore, aveva il torace celeste
e le antenne striate, passava
su un dito e su un altro

il tuo pollice
non era mai stato
una casa per farfalle
il tuo palmo un giardino
leggera è la farfalla
che abbiamo lasciato
è stata per poco con noi
come si conviene a un’effimera

Le anime elementari (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Damiano Sinfonico

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Federica Gallotta


È un lento sollevare mattutino. Non so mai
dove – durante la notte – la moka s’è spostata
verso quale destino, di credenza o lavello
e con lei lo strofinaccio e il barattolo
del caffè. Mi dicesti che c’è: un rimedio, un metodo
per ritrovare le cose: cioè non usarle. Tutte
disporle insieme, come un sacrificio, e così
(mi avvisi ancora) ritroverei i biscotti, insonnoliti
e la mia pace all’apertura degli occhi, nell’attesa
calma dell’infusione del tè, quando ancora
intorno a me ogni cosa sonnecchia beata.

Modi indefiniti (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Gabriella Sica

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Gerardo Masuccio


È segreta la frase
dei nostri deliri:
non una, però, neanche questa
notte
può ferire col buio l’aurora.

Un sorriso
reclama a chi piange
il passo del tempo.

Fin qui visse un uomo (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Giovanna Rosadini

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Gisella Genna


Sono nata un venerdì, giorno pari dell’inverno
gli anni sgranati una vertebra alla volta.
Tolgo briciole dalla tavola della colonia antica
della casa bianca nel prato del bosco
dove andavamo insieme ai grandi;
la rosa di mia madre è testimonianza
sera che si scioglie tra le dita.

Quarta stella (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Giovanna Rosadini

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Natasha Sardzoska

l’ardore del mezzogiorno

verrà il giorno
ma conterrà tutti gli altri

e tu mi chiederai
padre
se hai sbagliato qualcosa
ma il tuo mezzogiorno non sarà mai
per me un fallimento
mentre mangiamo sereni
sardine grigliate con cipolle
anche se vedo oramai
il vortice rosso
che si solleva
al di là
della tua
iride

Osso sacro (Interno Poesia Editore, 2020)

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Dimitri Milleri


Foto di Elena Agnoletti

Senti che pace qui: gli uccelli bevono
placidamente il buio senza grumi.
Era diverso allora, ti ricordi
quante candele accese dentro il cranio?
Raptus di clavicembali, frantumi
che non sai dire se sognati o solidi.

Dentro la notte carica di uranio
dormire tuttavia, riaprire gli occhi
sei ore dopo, crederle un istante,
stringere i denti e senza dire niente,
andare a Fiesole, suonare insieme.
Che avremmo dato allora per i cuori
che adesso dormono, dopo la pizza…

Sistemi (Interno Poesia Editore, 2020), prefazione di Maria Borio

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