Maria Borio


Lapachos

Le teste viola simmetriche
quando il freddo sul delta taglia l’atmosfera
sono i lapachos, riempiono i viali con consonanti
di labbra e petto, tolgono la l e la p dalle frasi.
Seguiamo il raccordo: le case bianche di Recoleta

e il mosaico delle villas ci uniscono in un arco.
Seguiamo il delta, l’ordine dei cani domestici,
l’uomo che li cura, imitiamo il muso nella faccia
con un’ingenuità privilegiata, così fragili e forti
che fra questi viali possiamo chiamare tutto

fantasma, popolo. Gli animali hanno maschere,
i lapachos fanno specchio alle persone –
una storia, un’immagine, un affresco,
allegoria aspra. Dai lapachos qualche fiore

attraversa i binari fra le villas e Recoleta,
attraverso un corrimano di lava vediamo
il muso di un cane dove si respira, si mangia.
Il delta è d’argento, è tutta la fragilità

che portiamo, seduti nel parco, nell’aria
sotto i lapachos che diventa colore,
la città che si svuota, l’aria viva triste
nel giorno dello sciopero generale.

Siamo fragili e forti, siamo questi alberi d’inverno,
prendiamo le facce dei cani nelle nostre,
gli occhi, scomponiamo i lapachos,
le villas adesso alcaline e viola.

Buenos Aires, 25 settembre 2018

 

Poeti italiani nati negli anno ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Foto di Dino Ignani

Martina Germani Riccardi


long time lava

non mi basta nessun passo.
rivoglio tutto
quello che non ho avuto.

una cartella vuota che porta il mio nome
i treni
con una direzione.

intanto ho espresso
un desiderio complesso,
ho gridato aiuto.

mi hai detto per il tuo cuore grazie
ti ho detto mi manchi anche tu, e ti amo
da quest’isola

 

Le cose possibili (Interno Poesia Editore, 2016-2019)

Foto di Assunta D’Urzo

Nicolas Cunial


hardnoressia

a digiuno di sguardi da mesi domandi:
cosa mangiamo stasera?
(per vomitarlo domani?)

hai la pelle che si rapprende
alle collane di ossa
ti fa da coperta scomoda stretta
ed è più fredda di qualunque bilancia
che nessuna accurata misura
dei falsi grammi d’aria che mangi
può darti. sei senza una fame precisa
rigetti ogni cosa riversa sul cesso
che odora di vomito stanco
ma è acqua e poco altro.

quasi ho paura se ci si scopa
che tu possa ingoiarmi e pentirti
oppure spaccarti strapparti a metà
o romperti in due: tra te madre e un figlio inatteso
non avrei che il desiderio di un lampo
decesso. perché
lo ammetto: non sono in grado
di darti alcun nutrimento
(sai io che confesso la mia disfatta
mi sembro più uomo che parassita)

e tu sei felice così lo so
ma il tuo baricentro è l’assurdo
a stento ti appoggi con un occhio all’istinto
(che smorzi a morsi e poi lo risputi)
e l’altro rivolto a te specchio: cruna dell’ego
in attesa famelica che il tuo riflesso
sia più sottile del tuo sogno maniaco
fino al punto finale
di vederti sfilare attraverso:
un fantasma di carne da setacciare
su terra magrissima

 

Black in / Black out (Interno Poesia Editore, 2019)

Orso Tosco


Non smettono il giorno e la notte
di andare e confondere, di sbranarsi.

Qualsiasi parte di te è nella lucentezza
nera e pulsante che occupa il sole
in qualsiasi momento ma non abbastanza.

Abbiamo tentato, tu più di tutti.

Puoi lasciare, adesso, puoi lasciare
se sei stanco, se sei troppo stanco
per il troppo male, puoi lasciare.

Figure amate (Interno Poesia Editore, 2019)

Manuel Giacometti


Odoravi i piracanti del diavolo.
Era la tua maniera di portare
al collo quei reperti di miniera:
piriti e lapislazzuli avvolgono
il décolleté dei tuoi ritratti armeni.

 

Poeti italiani nati negli anno ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Kathleen Jamie


The Tradition

For years I wandered hill and moor
Half looking for the road
Winding into fairyland
Where that blacksmith kept a forge

Who’d heat red hot the dragging links
That bound me to the past,
Then, with one almighty hammer-blow
Unfetter me at last.

Older now, I know nor fee
Nor anvil breaks those chains
And the wild ways we think we walk
Just bring us here again.

 

*

 

La tradizione

Per anni ho vagato per alture e brughiere
Alla ricerca della strada
Che porta tortuosa al paese delle fate
Dove teneva una fucina il fabbro

Che avrebbe arroventato i ceppi
Ostinati che al passato mi tenevano legata
Poi, con un possente colpo di martello
Mi avrebbe finalmente liberata.

Più vecchia ora, so che né denaro
Né incudine quelle catene possono rompere
E le strade ribelli che crediamo di percorrere
Non fanno che portarci qui di nuovo.

 

Falco e ombra (Interno Poesia Editore, 2019), cura e traduzione di Giorgia Sensi

Damiana De Gennaro


Se adesso arrivasse un terremoto,
saremmo tutti insieme

ha detto, e poi subito ha riso,
divertita, in un lunghissimo silenzio.

Siamo tutti impalliditi
nello stesso tremito animale,
in quell’istante sordo-muto
che aboliva i lineamenti.

Poi è tornata a interrogarci,
chiamandoci per nome.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Daria De Pellegrini


non era gioco la neve / né candore
il silenzio / rare e preziose le sere
che sola in casa facevo per me
tutta nuova una fede / resistere
per essermi degna / sul balcone
offrire nuda la pelle alla crosta
gelata / amarne gli aghi come prova
d’amore / la bocca aperta trasfonde
la vita / in un punto / uno solo / è
disgelo / la lingua quando sente
bagnato il sapore del legno non teme
le schegge / si cede e si tace / impegna
al segreto la comunione coi santi

 

Altalena sui larici (Interno Poesia Editore, 2019)

Demetrio Marra


DAZN

Ieri nel sogno con Pepè in Skype call,
come se nell’inferno ci fosse un corso per down
di aggiornamento informatico, ecdl. Mi ha detto
strascicando la mascella che va
tutto bene, che aspetterà che Dio
gliela mandi buona. E io: guarda tu,
come sei sciupato, sei tutt’ossa: ha riso
come vivo lo sfottevamo papà e io
e tra i vetri delle bottiglie col tappo a macchinetta
gli si distorceva il muso.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Clery Celeste

Il lavoro è ricominciare a cicli
come gli anni e i criceti nella ruota.
Stesso posto macchina, il sorriso
abbinato al camice, i pulsanti e anche le frasi.
Ma le frasi, chi torna dei miei pazienti
le riconosce le frasi sempre uguali?
Lo scarto della routine sta in loro
nelle ultime richieste di aiuto.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)