Raffaele Carrieri

Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati.

L’officina del poeta

Le risme di carta a righe,
l’erba tenera nelle matite.
Le pene, le penne.
Le spalle chine,
la lingua muta, i dizionari
con i confusi vivai.
Gramaglie dell’esperienza:
la pazienza, l’impazienza,
I mulinelli di cenere.
E dietro il muro
mia madre che dorme
più tenue, più tenue
d’una farfalla di vetro.

La notte si guasta all’alba,
l’oscuro diventa
opaco nel calamaio:
calepini di vermi
e vermi nel seminario.
Il presente, il passato.
I dolori in fila indiana
col bavero alzato:
ha fame di me
il più lontano.
Gli inchiostri, la coccoina
i fiumi della Cina.
L’insonnia trascrive Sara
e sbianca la lavagna.

Quando viene il giorno
gli angoli si rompono
e scorgo le distanze
fra anima e mano.
All’orecchio un ronzio:
una voce dice Sempre
un’altra ripete Mai.

Un doppio limpido zero. Poesie scelte 1945-1980 (Interno Poesia Editore, 2023)

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1ª poesia più letta del 2022


Maternità
Immahut
אימהות

di Anna Segre

Grazie a dio,
che forse esiste,
niente figli.

Grazie a un caso
o a una scelta istintiva
o a una remora
che ha trascinato la questione
fino oltre il limite,

non sarò io
ad abbandonare.
Non sarò
la tua risposta sbagliata,
la tua delusione più cocente,
il demone che ti porti dentro.
Non sarò io
il primo tradimento,
il coltello ficcato in gola,
il fantasma che ti segue
in sogno,
l’ombra lunga delle giornate
fredde.

Non sarò io
la viscerale incomprensione,
il ricatto fino all’ultimo respiro,
il picchetto sbandierato d’amore
oltre il quale la disubbidienza
entra nell’illegale biblico.

Lontana più di un metro,
la lama della mia lingua non ti taglia,
ti sfiora.
A una distanza antalgica
i miei tentacoli di bisogno
non arrivano ad avvilupparti,
a soffocarti.

La gioia
di non sapere
che significa
quel potere senza controllo;
di non aver dovuto capire
la fatalità dei miei difetti
addosso a qualcun altro.

Il sollievo di non sentire mai
lo strappo dalla mia pancia,
l’altro da me, che è stato me,
e che mi accusa.

La certezza che nessun processo
né nessuna gogna
saranno mai come un figlio
che ti imputa le tue vere colpe.

Un angelo ha steso la sua ala
sulla mia testa,
e mi ha risparmiato
dalla conoscenza carnale
della maternità,
dalle quinte di dolore
che questo teatro
vuol farmi credere di amore.

La distruzione dell’amore (Interno Poesia Editore, 2022)

Poesia pubblicata il 21 gennaio 2022

3ª poesia più letta del 2022

Photograph taken by Kay Bell Reynal (1905-1977) in 1955. Credit: Private Collection / AF Fotografie

di T.S. Eliot

The Burial of the Dead

April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.
Summer surprised us, coming over the Starnbergersee
With a shower of rain; we stopped in the colonnade,
And went on in sunlight, into the Hofgarten,
And drank coffee, and talked for an hour.
Bin gar keine Russin, stamm’ aus Litauen, echt deutsch.
And when we were children, staying at the archduke’s,
My cousin’s, he took me out on a sled,
And I was frightened. He said, Marie,
Marie, hold on tight. And down we went.
In the mountains, there you feel free.
I read, much of the night, and go south in the winter.

What are the roots that clutch, what branches grow
Out of this stony rubbish? Son of man,
You cannot say, or guess, for you know only
A heap of broken images, where the sun beats,
And the dead tree gives no shelter, the cricket no relief,
And the dry stone no sound of water. Only
There is shadow under this red rock,
(Come in under the shadow of this red rock),
And I will show you something different from either
Your shadow at morning striding behind you
Or your shadow at evening rising to meet you;
I will show you fear in a handful of dust […]

 

*

 

I. La sepoltura dei morti

Aprile è il mese più crudele: genera
Lillà dalla terra morta, mescola
Ricordi e desideri, scuote
Le radici assopite con la pioggia primaverile.
L’inverno ci tenne caldi, coprendo
La terra di neve obliosa, alimentando
Un filo di vita con tuberi secchi.
L’estate ci sorprese riversandosi sullo Starnbergersee
Con uno scroscio di pioggia; ci fermammo sotto il colonnato,
Poi proseguimmo nel sole, dentro al Hofgarten,
E bevemmo caffè e chiacchierammo per un’ora.
Bin gar keine Russin, stamm’ aus Litauen, echt deutsch.
E quando eravamo bambini e stavamo dall’arciduca,
Mio cugino, egli mi portò in slitta
E io ebbi paura. Marie, mi disse,
Marie, tienti stretta. E ci lanciammo giù.
In montagna, lì ci si sente liberi.
Io leggo gran parte della notte e d’inverno vado nel Sud.

Quali radici s’aggrappano, quali rami crescono
Da queste macerie? Figlio dell’uomo,
Tu non lo puoi dire, né indovinare, poiché conosci solo
Un mucchio d’immagini infrante, dove batte il sole,
E l’albero morto non dà riparo, né il grillo conforto,
Né l’arida pietra alcun suono d’acque. Solo
Sotto questa roccia rossa c’è ombra,
(Vieni all’ombra di questa roccia rossa),
E ti mostrerò qualcosa di diverso
Dalla tua ombra che al mattino ti segue a grandi passi
O dalla tua ombra che a sera ti si leva incontro:
Ti mostrerò la paura in un pugno di polvere […]

 

La terra desolata (Interno Poesia Editore, 2022), a cura di Rossella Pretto, traduzione di Elio Chinol

© Copyright The Waste Land of T. S. Eliot, Faber and Faber Limited

Poesia pubblicata l’1 aprile 2022

Premio Ritratti di poesia.si stampi – 2023

PREMIO RITRATTI DI POESIA.SI STAMPI

BANDO

Fondazione Roma, nell’ambito della manifestazione Ritratti di Poesia, indice la seconda edizione del Premio Ritratti di poesia.si stampi, riservato ad autori/autrici nati/nate a partire dall’1 gennaio 1993 che non abbiano mai pubblicato libri di poesia, su carta e sul web, e che non abbiano ancora sottoscritto contratti di pubblicazione con case editrici.

Coloro che intendono partecipare al concorso dovranno inviare all’indirizzo email ritrattidipoesia.sistampi@ritrattidipoesia.com, a partire dal 7 gennaio 2023 e fino al 7 marzo 2023:

1. una domanda di partecipazione al Premio Ritratti di poesia.si stampi sottoscritta dall’autore/autrice, in cui dovrà essere dichiarato di voler partecipare al concorso come disciplinato nel bando, e che dovrà contenere: a) una breve nota biografica dell’autore/autrice; b) il titolo (che potrà essere anche provvisorio) del libro con cui si intende partecipare; c) i dati completi dell’autore/autrice (nome e cognome; data e luogo di nascita; codice fiscale; indirizzo di residenza o di domicilio; numero di telefono; indirizzo di posta elettronica), accompagnati dalla copia di un documento di identità; d) la seguente dichiarazione: “Il/la sottoscritto/a dichiara di non avere mai pubblicato libri di poesia in opere autonome, su carta e sul web, e di autorizzare la diffusione del manoscritto allegato per i soli fini del Premio Ritratti di poesia.si stampi. Ai sensi dell’art.11 della legge 31/12/1996, n.675, il sottoscritto/la sottoscritta esprime con l’invio del manoscritto partecipante al Premio il suo consenso al trattamento dei dati personali”;

2. un manoscritto in lingua italiana composto da un minimo di 40 a un massimo di 60 testi in formato pdf e in duplice copia, di cui una sottoscritta dall’autore/autrice e una priva di sottoscrizione.

I testi inviati non saranno restituiti.

La partecipazione al Premio è gratuita.

La Giuria della seconda edizione del Premio è composta da:

Stefano Dal Bianco
Filippo La Porta
Isabella Leardini

Il giudizio della giuria per il conferimento del Premio è insindacabile.

Non sarà conferito un premio in denaro. Il manoscritto che risulterà vincitore sarà pubblicato dalla casa editrice Interno Poesia, con la quale l’autore/autrice sottoscriverà un contratto per la pubblicazione entro il 31 dicembre 2023 di un libro “opera prima” con una tiratura iniziale non inferiore a 250 copie e la prefazione di un/una poeta scelto/a dalla casa editrice. La promozione del libro sarà a cura della casa editrice.

Nessun contributo economico sarà richiesto all’autore/autrice per la pubblicazione del libro e per la sua promozione.

Il vincitore/la vincitrice sarà contattato/a dalla società InventaEventi S.r.l. almeno 15 giorni prima della data fissata per Ritratti di Poesia e sarà ospitato/a a Roma nei giorni previsti per lo svolgimento della manifestazione. L’autore/autrice dovrà prendere parte di persona a Ritratti di Poesia, durante la quale sarà sottoscritto il contratto di pubblicazione.

La presenza del vincitore/della vincitrice nei giorni destinati alla manifestazione è condizione necessaria per il conferimento del premio.

La partecipazione al Premio comporta l’accettazione e l’osservanza di tutte le norme presenti nel bando.

Per ulteriori informazioni sul Premio si può scrivere all’indirizzo di posta elettronica carlacaiafa@inventaeventi.com o telefonare al numero: +393386812902.
Tutela dati personali: ai sensi della legge 31/12/96, n.675, art.10, si dichiara che il trattamento dei dati dei/delle partecipanti è finalizzato unicamente alla gestione del Premio.

Ottiero Ottieri

© Photo ELISABETTA CATALANO

Oltre non amare,
non lavora, poiché pensa.
Il suo lavoro è il pensiero perverso.
Pensa al lavoro comune come un inerziale
smarrimento del tempo.
Nulla del tempo può andare perduto
al sommo sovrano,
a Colui che necessita di libertà generale,
di vasto spazio, che aborre
leggi esteriori sciocche, che mai
può impegnarsi.
Le interiori leggi, sacre, ramificano in un tempio
largo quale un lago come il mare;
intatto come un’altura dove la macchina
attende in libertà totale gli scatti interni,
le improvvisazioni previste.
Il pensiero perverso non ha tempo da perdere,
perde tutto il tempo nel mondo,
mira stranito il produttore di merci,
d’opere di “pensieri”, di spassi.
chi è costui che al mattino si leva,
si lava
commette, annette attende
con normoforia l’imprevedibile vita?
Accetta
il discontinuo del mondo,
tollera!
Oh, questa relativa potenza
come misera sembra (come divina)
a Colui che necessita dell’onnipotenza
interminata, dello sconfinato Pensiero
(ossessivo), dell’attesa sovrana sul trono
mentale alto come un pimpinnacolo,
vigile periscopio cui nulla sfugge
del tondo orizzonte totale.
Il pensiero ossessivo buca il lavoro –
vizio dogmatico del mondo –
d’ogni parte, lo sfarina, lo abbatte.
Egli ha il suo lavoro
straordinario.
Il comune lavoro
è una sorda
continuità terrestre,
mancanza
del piacere mentale disperato.

Il pensiero perverso (Interno Poesia Editore, 2022)

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Diletta D’Angelo

Phineas Gage

Da studi sul cervello di criminali (prima uomini ordinari) sono emerse lesioni comuni
al lobo frontale sinistro

La corteccia prefrontale regola le emozioni controlla
gli impulsi, il riflesso condizionato della paura

serve a sviluppare l’abilità di cambiare strategia di risposta,
per la compassione che proviamo per gli altri, la capacità di prenderci cura di loro

Si parla di anatomia della violenza di radici biologiche del male e di come
alcuni individui non possano avere il pieno controllo delle azioni
non dispongano di libero arbitrio

Defrost (Interno Poesia Editore, 2022)

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Beatrice Zerbini

Ph. Dino Ignani

– Non mi tolga tutto il lutto, dottoressa,
me ne lasci la metà;

io non voglio che il mio cuore
sia sgombro per intero,
mi lasci la mancanza:

faccia male di notte,
se non dormo, ma se dormo,
se possibile, vorrei
non svegliarmi nel buio,
come se
non potessi respirare.

Mi tolga
l’impossibile che è che non si possa
più ascoltare la sua voce
e lo squillo del telefono mai suo
quando compio un altro anno
e non vorrei.

Mi lasci continuare
a guardare fissamente

se qualcuno beve
il caffè nel vetro

e faccia che io pianga
sulla torta di riso;

mi tolga il grido, se può,
la testa che sbatte,
il nero che fa
la fine.

Non mi resta che
la mancanza che è:
e se è il dolore che riempie
come un corpo
il mio corpo,
me lo lasci per metà.

Non voglio perdere
che ferisca
la lama che non taglia dei suoi occhi;

tolga il lutto che inginocchia,
che non crede, che mi chiude
in casa.

Mi lasci che mi facciano
male i fiori,
ma non tutti,
solo quelli
arancioni.

D’amore (Interno Poesia Editore, 2022)

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Carola Borys


Capire

Nella quiete del mattino, sono sempre un passo indietro dal capire. L’oggetto, molto piccolo, è già stato posseduto – da anni compilo la sua storia, i precedenti proprietari. Che non sia uno di loro, questo è evidente: lo si nota da come raccolgo i fogli e li dispongo arruffati sul tavolo (con timore); si vede dalla difficoltà che ho a svegliarmi, a ricordare dove metto le cose. Ma se avessi la sicurezza – l’oggetto non è mio ma lo userei. Lo userei fino a consumarlo, a esibire il suo relitto, mi guardereste che lo butto via.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 3 (Interno Poesia Editore, 2022)

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Mia Lecomte


Caro XYZ

intanto qui ritrovo
l’uomo stanco
tornato sul luogo del delitto
per una sua ragione
è l’uomo col cappello nero
non si è fermato mai
a me rivolge
l’ombra che trascina
Sapessi come ti somiglia
lungo binari
gli argini le rive
schierato chi ho perduto
proprio voi che amavo

Lettere da dove (Interno Poesia Editore, 2022)

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Marco Villa


Vorrei essere un personaggio, o una figura,
come il tizio grasso con canottiera attillata
intento al suo hot dog, nominato di sfuggita
a p. 125 come dettaglio del paesaggio,
utile per caratterizzare il degrado
e la sporcizia e forse forse il calore vitale
di una Brooklyn al cambio di secolo
(cosa connoterei io? non importa);
oppure uno di quei ragazzi che corrono
solo per fare da effetto di realtà
al v. 4 di una poesia del secondo Novecento;
o la comparsa che in fondo al bancone
affoga nessuna disperazione nell’atto bellissimo
di ordinare un altro bicchiere,
e forse pensa al rapporto semplice
che lega la sua ovvia risposta al suo
ovvio fallimento…

Vorrei essere un personaggio, una figura
della morte o di un’altra vita,
vite che abitano in un gesto marginale,
dotate di profondità
ma di una profondità
tutta felicemente occupata in quel gesto
libera

ma la volontà è debole e presto
torno ammanettato, confuso,
alla mia capacità di fare del male,
e il dovere di amare.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 3 (Interno Poesia Editore, 2022)

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