Piera Oppezzo

Piera-Oppezzo
Amo il corpo

Amo il corpo
Che ancora dorme voltato su un fianco
Quando mi sveglio al mattino.

Quello che resta con me solo un’ora
Mi tormenta più a lungo.
Ma non ne parliamo più.

L’amore si è decomposto nei lacrimatoi
Mentre voleva un dolore violento.
Il muschio si è spuntato sul ricordo.

Troppe volte, inutilmente,
Lo sguardo
Si è purificato durante la notte
La vena sulla tempia
Ha rinnovato il suo sangue.

 

Una lucida disperazione (Interlinea, 2016)

Paul Valéry

paul_valery

I

Il quieto tetto ove gabbiani vanno
in mezzo ai pini palpita e alle tombe;
meriggio il giusto in fuochi vi compone
il mare, il mare al suo principio sempre!
Dopo un pensiero quale ricompensa
guardare a lungo degli dei la calma!

XXIV

Il vento s’alza!… e tu tenta di vivere!
L’aria immensa il mio libro apre e richiude,
da rocce l’onda in polvere osa alzarsi!
Involatevi, pagine abbagliate!
Onde, frangete allegre il quieto tetto
ove più non beccheggiano le vele!

 

Il cimitero marino (Interlinea, 2016), a cura di F. Capra

Corrado Benigni

corrado benigni
Il giudice

Non c’è colpevolezza senza prova, qui
dove assoluzione e delitto hanno lo stesso movente.
Reato o peccato, siamo tutti parte. Comunque.
Tutto è già stato
e ci chiama,
mentre un giudice impone il suo nome.
Qualcuno completerà il nostro gesto.
Tempo senza voce che scrivi la sentenza;
nulla corregge nulla.
Un vizio di forma forse ci salverà.

 

Tribunale della mente (Interlinea, 2012)

© Foto di Viviana Nicodemo

Giancarlo Pontiggia

giancarlo_pontiggia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sole splendeva assoluto

Il sole splendeva assoluto
bruciavano forti passioni
la terra era un muto grumo
di selvatiche possessioni.

Mi aggiravo per orti, per vie
nell’ora del pio riposo; io
solo sotto un cielo ardente
spogliato di voli, di ori.

Che cosa cercassi non so
dire, né oggi né allora:
solo mi struggeva il cuore
un’ansia d’ignoto

dolore.

 

Origini. Poesie 1998-2010 (Interlinea, 2015)

© Foto di Dino Ignani

Chandra Livia Candiani

Chandra-Livia-Candiani

Tu morto
sei lo strappo nel sipario
la rosa inclinata
fino a far dubitare
della verticalità dell’aria
la vertigine che si rinnova
senza notizia, il nodo
che altri chiamano corpo.
Tu nell’altra parte del tempo
sei il sorriso
delle piastrelle in cucina
il mio passo leggero
il tuo inchinarmi fino
alla devozione dell’assenza
senza prove; tu mi misuri
ora su un metro
di unità ignota:
uscita dalla superstizione
della tua presenza, entrata
nella pioggia

 

Bevendo il tè con i morti (Interlinea, 2015)

Nada El Hage

Nada El Hage

 

Fili

La poesia vive tra un istante e l’altro
Tra una separazione e l’altra
Tra un legame e un salto
Tra un’attrazione e un declino
Tra un abisso e l’altro
Sinché ti afferra una parola
Un vuoto
Una pietra
Un uccello
Sinché non ti riconduce dove siete tu
E un magico filo colorato…
Allontano delicatamente la mia azzurra nube
E la tesso per te con fili di pioggia
Per poi rannicchiarmi e riscaldarmi dentro di lei.

 

Veli di passione (Interlinea, 2014), trad. it. V. Colombo