Duncan Bush


Minatore, Abercynon, 1985

Dopo essere tutti rientrati
un giorno mi misi a guardare i ragazzi
che salivano nella gabbia, disse lui,
le loro facce
gli occhi bianchi, e seppi
che la mia faccia era altrettanto
nera e mi sentii gli occhi
bianchi e stanchi
nella testa e
capii. Ecco, ecco com’è
per gli altri, siamo
neri, la tribù
dei neri britannici.
Quando lavoriamo siamo negri.
Quando scioperiamo siamo rossi.
Il guaio è, disse
ridendo – nera la faccia,
gialli i denti, rossa la bocca –
è che ci vedono
in questi maledetti colori primari.
E l’unica cosa blu
che abbiamo – e si tirò
su il polsino
per farmi vedere – sono le cicatrici.

Impronte. Poesia gallese contemporanea (Mobydick, 2007), trad. it. G. Sensi, P. McGuinness

Gillian Clarke

clarke

 

Ladra d’amore

Arriverò come una ladra se necessario,
con passo felpato. Non forzerò un accesso,
ma ne troverò uno,

una finestra accostata. Ci infilerò
dentro un dito, e la aprirò piano piano
mentre tu dormi.

Sarai fuori quando sentirò le tue lenzuola fresche
sulla mia pelle, quando girerò per le tue stanze
toccando, godendo.

Avrò accesso alla tua email, alle tue password,
cliccherò sulla tua storia, ti rintraccerò
nello spazio virtuale.

Pensavi che mi sarei presentata alla tua porta
da persona onesta, con fair play?
L’amore non ha orgoglio,

né onore; si piglia ciò che gli viene dato
e ciò che riesce a ottenere. Implora
senza vergogna; perché non questo?

Io sono colui che azzarda, levantino
e scassinatore che dà senza riserve il cuore
a ciò che è irraggiungibile,

lassù in alto, in mani sicure, e trama
per blandirlo a sé, in un modo
o nell’altro.

 

Impronte. Poesia gallese contemporanea (Mobydick, 2007), trad. it. G. Sensi, P. McGuinness