Gabriele Frasca

t’incalzo perché sia tu quell’atleta
che sprona chi lo insegue a fare presto
e mica per amore se del resto
nuoce se sazia e strazia poi se asseta
spartiamoci da amici questa meta
che nel nostro rincorrerci è pretesto
di quanto si discorre via dal testo
nel tempo che la voce lo completa
risuonala per me che ti rivendico
opera mia e vienimi all’incontro
non prima di aver volto il tuo cammino
a ritrovarti qui dove se attendi
la sillaba che già ti corre incontro
le sopravvivi e compi il mio destino

 

Rimi (Einaudi, 2013)

Gabriele Frasca

che piega espelle questa pulsazione
che plasma suoni sulle piaghe inferte
spingendo pece nelle falle aperte
per cui diventa affetto ogni emozione
e quale plesso ancora predispone
di percezioni che si dànno incerte
la nicchia dove si compone inerte
un pensiero per ogni repulsione
e poi da dove affiora questa forma
che viaggia voglie quanto più s’appresta
a raggelare vita nella norma
come se infine ciò che si protesta
vivo vivesse per calcare un’orma
la testa si risponde dalla testa

 

Lame (L’orma, 2016)

 

© Foto di Monica Biancardi