Federica D’Amato

Ph. Claudia Di Pierro

Eravamo nel giuramento.
Chi nasceva, chi moriva, chi fumava.
A volte qualcuno rideva.
Eravamo veri e soli
coi pugni stretti intorno alla croce:

tremavamo ai cambi di stagione,
nei venti di luna,
nelle parole trattenute
dalla piega del taglio dove
più non ti trovano le labbra,
miele infinito del sole bevendo

acqua, acqua di te
all’inizio della sete,
alla fine del mondo.
Cruz de mayo
albero e consolazione,
addio e incontro in un solo torrente

quello che ci porta da sempre,
quello che in eterno ci conforta
ragazzo adolescente
trovato ancora vivo sotto la vita.

La montagna dell’andare (Ianieri, 2023)

Federica D’Amato


Primavera

Come se oggi non fosse
anche l’autunno o la brina
fresca di collana cascata dagli inverni,
come se non entrasse oggi
anche in noi di noi ogni momento
di quella nostra ampiezza, fine
o inizio, gli incontri dell’estate,
nome bruciante strada
che porti fino alla collina se
tu sei oggi il mite sfogliarsi
d’ogni cosa, il puppare miele
di cristo il suo riposo nel lino:

non declinare,
non andartene
se puoi
dal lento nascere
di questo equinozio.

 

A imitazione dell’acqua (Nottetempo, 2017)