Durs Grünbein


Teiera con cachi

Quando di pomeriggio le fasi del silenzio
si fan più lunghe delle ombre invernali,
viene l’idea della natura morta.

Tutto in stanza si fa immagine, lo spettatore
a poco a poco svanisce nelle porte aperte.
La luce striscia per mobili e pavimenti, tocca
la teiera, sul piatto ci sono dei cachi,
come un fissativo rende i contorni incancellabili.
Scrive un libro delle cose superflue.

Gli antichi maestri giapponesi dipingevano
nel tempo del nulla accade l’ormai inanimato,
tazze e paraventi. E bastava.

 

Schiuma di quanti (Giulio Einaudi editore, 2021)

Durs Grünbein

grunbein

 

Ora di ginnastica

La mattina accoccolati in fila come classe,
davanti a una spalliera, ed eravamo piccoli
la pelle d’oca per il freddo. – “Pronti!”,

ci gridava il maestro. Lo chiamavamo il porco.
Quanto tempo fa, un mondo d’ombre. E come avremmo
voluto essere via, lontani, in quell’ora di sport.

Ora lo siamo: molto lontani. E trent’anni più vecchi.
Il porco è morto. Fu colpito da infarto.
Ma il freddo non fu mai più così freddo

come in palestra quei mattini presto. – “Chi sarà forte?”
Chi si solleva appeso alla sbarra, con le labbra blu?
Chi si ritira nel suo guscio di chiocciola?

 

Strofe per dopodomani (Einaudi, 2011), trad. it. A. M. Carpi