Duncan Bush


Minatore, Abercynon, 1985

Dopo essere tutti rientrati
un giorno mi misi a guardare i ragazzi
che salivano nella gabbia, disse lui,
le loro facce
gli occhi bianchi, e seppi
che la mia faccia era altrettanto
nera e mi sentii gli occhi
bianchi e stanchi
nella testa e
capii. Ecco, ecco com’è
per gli altri, siamo
neri, la tribù
dei neri britannici.
Quando lavoriamo siamo negri.
Quando scioperiamo siamo rossi.
Il guaio è, disse
ridendo – nera la faccia,
gialli i denti, rossa la bocca –
è che ci vedono
in questi maledetti colori primari.
E l’unica cosa blu
che abbiamo – e si tirò
su il polsino
per farmi vedere – sono le cicatrici.

Impronte. Poesia gallese contemporanea (Mobydick, 2007), trad. it. G. Sensi, P. McGuinness