Gino Scartaghiande


È immobile

La polvere si è accumulata.
Una mano sottomessa all’osso
e alle intemperie. Non farmi
male se vieni ad amarmi
stanotte.
Quello sfumare di colori
nel rettangolo di cielo
alla finestra. Il rosso
vicino quanto la stella.
Ma se davvero, come dici,
il pesco fiorisce nei
tuoi inverni, allora
penetrami più forte che puoi.
La notte d’antenne.

Sonetti d’amore per King-Kong (Cooperativa Scrittori, 1977)

Foto di Dino Ignani

Maria Borio


Sono un punto solo nel deserto rosso:
oggi è questa la mia dimensione, un punto
che non ha lunghezza, larghezza, profondità,
caduto dalla parte più alta del cielo su una terra
piena di silenzio e pura improvvisamente.
Ti scrivo da una zona rossa, ed è questa la verità:
i confini sono tracciati, il rosso ha riempito lo spazio,
vuoto, neutro, senza uscita, e tutti sono come me,
punti soli, senza illusione, nella prima primavera
del millennio che al tempo sta cambiando la faccia.
Ti scrivo e da questa stanza sussurro che se un punto
non ha dimensioni è perché forse le ha unite tutte in sé?
Pensarsi è unirsi – mentre la notte e il giorno
hanno un unico colore e impariamo a pensarci –
e un bene, come mai, nuovo?

 

Dal deserto rosso, illustrazioni di Linda Carrara, “I Quaderni della Collana” a cura di Maurizio Cucchi, Stampa 2009, 2021.

Foto di Dino Ignani

Francesco Dalessandro

Ph. Dino Ignani

Spergiuro

Perché giurare
e poi non tener fede
al giuramento?
Perché fare promesse
e tradirle in segreto?
Basta poco a
comprarti basta qualche
regaluccio e sei pronta
a spergiurare. «Non contaminare
la bellezza con l’oro!». Quante volte
te l’ho detto abbracciandoti?
Tu giuravi: «Per niente
al mondo venderei
la fedeltà né per denaro
né per gemme neppure
se l’agro Falerno o l’intera
Campania fertilissima
mi fosse offerta in dono».
Io ti credevo.

Che cosa non avrei
creduto? che le stelle
non brillano? che il fulmine
non ha fuoco? Anche questo.
E cosa non ho fatto
finché ho creduto che
potessi amarmi!
Quando accesa d’un nuovo
amore soffrendo mi pregavi
d’aiutarti non l’ho fatto?
Perché nessuno
vi udisse in piena notte
quante volte ho vegliato
i vostri amori? E quante
volte quando più non speravi
di vederlo per merito mio
t’ha raggiunta? Credevo
che per questo di più
potessi amarmi come
giuravi ma era inganno
il giuramento. E piangevi
perfino! E ti cantavo
con versi ardenti. Ardesse
Vulcano stesso quei versi
che non meriti. Vattene!
Se puoi vendere ogni
parola ogni tuo gesto
per profitto, se puoi
fare ad altri le stesse
carezze dare ad altri
gli stessi baci, se
puoi piangere per altri
nell’amore, non voglio
non posso amarti
più.

Dediche e imitazioni (Interno Libri Edizioni, 2021)

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Amelia Rosselli


È una soneria costante; un micidiale compromettersi
una didascalia infruttuosa, e un vento di traverso
mentre battendo le ciglia sentenziavo una
saggezza imbrogliata.

Conto di farla finita con le forme, i loro
bisbigliamenti, i loro contenuti contenenti
tutta la urgente scatola della mia anima la
quale indifferente al problema farebbe meglio
a contenersi. Giocattoli sono le strade e
infermiere sono le abitudini distrutte
da un malessere generale.

La gola della montagna si offrì pulita al
mio desiderio di continuare la menzogna indecifrabile
come le sigarette che fumo.

 

Poesie (Garzanti, 2007)

© Foto di Dino Ignani

Donatella Bisutti


Il passaggio

Tutti sono lì a spiare il momento
in cui un uomo con tutto
il suo peso nel mondo
diventa una cosa
da buttare via.
Un mostruoso miracolo
di segno opposto
a quello della nascita.
Ma nessuno crede davvero
che possa succedere a lui.

Sciamano. Poesie 1985-2020 (Delta 3, 2021)

Foto di Dino Ignani

Alfredo Giuliani

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Resurrezione dopo la pioggia

Fu nella calma resurrezione dopo la pioggia
l’asfalto rifletteva tutte le nostre macchie
un lungo addio volò come un acrobata
dalla piazza al monte
e l’attimo sparì di volto in volto
s’accesero i fanali e si levò la buia torre
contro la nostra debolezza
i secoli non ci hanno disfatti

 

da I Novissimi. Poesie per gli anni Sessanta (Einaudi, 1972)

Foto di Dino Ignani

Milo De Angelis


Dal balcone

Dal balcone dell’ultimo piano ora guardi
la città notturna, l’infilata dei grattacieli che sembrano
una barriera corallina e intorno i vecchi palazzi
con i tetti impolverati, le chiese romaniche, le colonne,
un concilio segreto di secoli che si parlano sottovoce,
sussurrano al tempo di fermarsi e diventano
la scorza staccata dal suo tronco, ciò che resta
dell’infinita moltitudine in cui sei immerso anche tu,
e guardi lì sotto il bar aperto, l’uomo con l’impermeabile
mentre racconta una storia sempre uguale
alla ragazza vestita di rosso che beve
dallo stesso bicchiere e sorride lievemente.

Linea intera, linea spezzata (Mondadori, 2021)

Foto di Dino Ignani

Giovanna Sicari


Vorrei farti felice con questo niente

Babbo, vorrei comprarti
tutte queste piccole cose
esposte al mercato,
cose piccole, inutili:
arnesi, cianfrusaglie, biglietti.
Vorrei farti felice con questo niente
che colma il vuoto
con quest’amore che ripara,
tu solo annaffi le piante lievi
lavi e curi ogni cosa
e scavi nella compostezza
della vita, con decisione
raccogli foglioline e altro
tu solo puoi entrare nell’infinito.

 

Portami ancora per mano. Poesie per il padre (Crocetti, 2001)

Foto di Dino Ignani

Sonia Caporossi

attrazione daltonica del vuoto
pericardite in sussulto incastrata
fra il flusso e il riflusso
esangue nell’incavo claudicante
del gradino sotteso, sottomesso, messo sotto
nell’inciampo di un “ahi!” incancrenito e messo a fuoco
rimestare la mestizia negli alleli dell’alluce
alleviare il dolo del poeticum col ghiaccio
«nell’addiaccio a freddo sulla soglia in cui ora giaccio»
scarpinando col tacco e la punta
abbracciando la croce a setaccio
di una nuga, estetica presunta
quando al secolare assioma del dolore
fa eco solamente la retorica del sasso
nella scarpa e il vecchio detto :: «il piede batte
dove la langue duole».

 

Inedito

Foto di Dino Ignani

Patrizia Cavalli


Se posso perdonare, allora devo
riuscire a perdonare anche me stessa
e smetterla di starmi a giudicare
per come sono o come dovrei essere.
Qui non si tratta di consapevolezza
ma è la superbia che mi tiene stretta
in una stolta morsa che mi danna.
Eccomi infatti qui dannata a chiedermi
che cosa fare per essere perfetta.

Tenersi all’apparenza, forse descrivere
soltanto cose in mutua tenerezza.

 

Vita meravigliosa (Einaudi, 2020)

Foto di Dino Ignani