Dario Bellezza


Ecco i tranquilli giorni, le muse inquiete
riscattando la monotonia; malinconia è
nettare infernale; l’estate come fosse
tornata l’infanzia delle vacanze: mare,
sole, sole, mare, abbracciato all’enigma
del futuro chiudendo in povertà i giorni
tutti uguali con il cuore a registrare
su un misero giaciglio in una casa
presa in affitto i puerili battiti
d’amore che mai più proveremo, così
sentimentali, così audaci nello sperpero
della pubblica energia. Dove è ormai
la poesia, la sublime immagine di me
ragazzo, amico della morte, la luna
vergognosa delle cartoline illustrate
con tutto il “melo” della accidia bisognosa
di fare soldi, avendo solo mille lire
in tasca ed essendo giovani, tanto giovani!
Non c’è speranza, qui, in questa Italia
provinciale ad una vita da poeta, cioè
in una vera società dove il teatro sia
teatro quotidiano di eventi tutti
scombinati dalla clessidra dei sentimenti.
Dove l’odio immaginario avvampi fino
a distruggere l’altro me stesso dell’odio.

Tutte le poesie (Mondadori, 2015)

Dario Bellezza

bellezza ignani

Scaricato alla stazione di Martina Franca
fra trulli autunnali e polverosi fichi d’India
riversi sul suolo arso di mia Puglia materna –
abbandonato alle fredde rotaie di un treno per Bari
livido di una rabbia mattutina
ho pregato il Dio feroce degli esuli

L’esilio comincia dove finisce la terra
sacra degli amanti perpetui oltre la morte
dove il cuore impazzito sale le scale della sorte

Dio della velocità ferma dell’attimo fuggente
rapiscimi in una notte senza fondo
dove l’addio consumato fra pallide lenzuola
nasconda l’ulteriore figlio sconsacrato.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2015)

© Foto di Dino Ignani

Dario Bellezza

Bellezza_Dario

 

Ho paura. Lo ripeto a me stesso
invano. Questa non è poesia né testamento.
Ho paura di morire. Di fronte a questo
che vale cercare le parole per dirlo
meglio. La paura resta, lo stesso.

Ho paura. Paura di Morire. Paura
di non scriverlo perché dopo, il dopo
è più orrendo e instabile del resto.
Dover prendere atto di questo:
che si è corpo e si muore.

 

Morte segreta (Garzanti, 1976)