Claudia Di Palma


Se io ora dormissi, almeno per un po’,
mi separerei dal mondo, taglierei da me
la tua figura, resterei da sola nel buio.
Non posso.
Sono ciò che vedo, il volto dove mi incastro.
Devo tenere gli occhi aperti per essere, devo
guardarti incessantemente.
Poi tu chiudi le imposte, sciogli le lenzuola,
e io ci provo a calare il sipario,
e respirare profondamente
— si chiama respirazione diaframmatica
questa cosa che io provo a fare,
questa marea — sul tuo guanciale.

Atti di nascita (Minerva, 2021)

Claudia Di Palma

claudia di palma
La mia anarchia intima,
segreta, marginale. La mia
periferia nel centro, nel fondo di me.
Ti guardo con le mie case popolari,
i miei popoli scomparsi, con le vie
d’estinzione che mi compongono
e scompongono. Ignoto
è la parola d’ordine, e rischio.
Togliere la proprietà privata
dalle parole, occuparle, accarezzarle
come onde gravitazionali e
stropicciarle, scoperchiarle,
non metterle in nessuna teca
di vetro, in nessuna campana.

 

Altissima miseria (Musicaos, 2016)