Anna Toscano


Ho lasciato
la mia vecchia pelle
sul binario morto
di un vecchio salotto
con carta da parati
rosso damascato
e un seggiolino
per pianoforte.

Le pareti sdentate tre quadri sì
e uno no, cornici vuote
segni di orologi a muro.

Il telefax sulla sedia
la spia lampeggia
danno la fibra al ribasso.

La morte, seduta su un gradino,
si lima le unghie pensando
a come fosse bello lavorare qui.

 

Al buffet con la morte (La vita felice, 2018)

Foto di Grazia Fiore

Anna Toscano

toscano

Amo Bologna

Amo Bologna
vicoli stretti
melograni prosciutti
tortellini spazzole da scarpe.
Ci vedo camminare
Raimondi, Eco, Dalla, Bernardi,
li scorgo che prendono
il giornale, il caffè
ricordando come era allora
«mica era così, ma no».
Amo Bologna,
ci avevo una nonna
ci avevo una zia
a cui crollarono i vetri nell’attentato
e imprecava
i cani randagi della sorella.
Amo Bologna
e l’energia centrifuga
che esce dal Compianto
di cose belle,
come allora.

 

Una telefonata di mattina (La Vita Felice, 2016)

© Foto di Dino Ignani