Il libro
The Kids, opera vincitrice del premio Costa Book Award (2021) e finalista del T.S. Eliot Prize, è una raccolta di sonetti scritta in una forma colloquiale, talvolta gergale: come scritto dalla giuria del premio Costa, nel leggere questi versi «sembra di sentire qualcuno che ti sta parlando». Diviso in tre parti, nella prima sezione Lowe descrive la sua esperienza lavorativa nelle scuole superiori e multiculturali di Londra, dove ha insegnato per dodici anni. Senza nascondere le proprie insicurezze e lacune, la prospettiva della docente mette in luce ritratti indimenticabili di allieve/i fragili, talvolta «dispersi», in un contesto multiculturale ancora irrisolto e carico di tensioni. La seconda parte del libro è incentrata sui ricordi di Lowe del suo passato di studentessa adolescente, incluso il rapporto controverso con le proprie origini sino-giamaicane. La terza e ultima parte si concentra sull’esperienza della maternità: la forma-sonetto, grazie allo sguardo dell’infanzia, si mescola alla filastrocca e al racconto magico. Sono poesie universali che esplorano il senso profondo di ciò che vuol dire insegnare, collegando il ruolo adulto con il bambino che è in ognuno di noi.
L’autrice
Hannah Lowe nasce a Ilford (Gran Bretagna) nel 1976, da madre inglese e padre giamaicano di origini cinesi. Lavora come insegnante nelle scuole multiculturali della metropoli londinese, e da questa esperienza lavorativa scaturisce la sua passione per la scrittura poetica. La sua prima raccolta, che riceve numerosi riconoscimenti, è Chick (2013), incentrata sul suo rapporto con la controversa figura del padre, giocatore d’azzardo professionista. La seconda raccolta è Chan (2016), che segue le vicende degli immigrati giamaicani in Gran Bretagna; qui Lowe comincia a sperimentare con la forma poetica. Tra le due prime raccolte esce il volume autobiografico Long Time No See, selezionato da BBC Radio 4 per una lettura ad alta voce da parte della stessa autrice. Dai suoi esordi, Lowe pubblica anche le plaquette di poesia The Hitcher (2011), Ormonde (2014), The Neighbourhood (2019), Old Friends (2022) e Rock, Bird, Butterfly (2022). La sua terza raccolta di versi, The Kids (2021), si aggiudica il Costa Book Award ed è finalista al T.S. Eliot Prize. Attualmente, Lowe insegna Scrittura Creativa alla Brunel University.
The Art of Teaching I
Before I’d learnt the art of teaching wasn’t
to have all eyes on me, but on each other,
to unpick a metaphor, or draw a poster
while making sure the chat chat chat chat wasn’t
about their spots, or something on EastEnders,
I sat behind my desk and talked and talked
like a manic newsreader, while their faces balked
in boredom or horror, and one by one glazed over –
but nervousness would keep my mouth turned on
like a flooding tap, and as I yakked, the vision
of Spud in Trainspotting – who loved a dab
of speed and talked the ears off anyone
who’d listen – would pop to mind, and all the dabs
I’d done myself, more dabs than I’d care to mention.
L’arte d’insegnare I
Prima di capire che l’arte d’insegnare non
era avere tutti gli occhi su di me, ma l’uno per l’altro,
e sbrogliare una metafora, o creare un poster
mentre t’accertavi che il bla bla bla bla non
fosse sui loro brufoli, o su qualcosa di EastEnders –
sedevo alla cattedra e parlavo e parlavo
come un’annunciatrice folle, con loro a ritrarsi
per noia o orrore, e un viso alla volta s’appannava –
ma l’ansia mi teneva in funzione la bocca
come un rubinetto in piena e, mentre cianciavo, la visione
di Spud in Trainspotting – che adorava una punta
di speed e parlava fino a disfare le orecchie
di chiunque l’ascoltasse, mi spuntava in mente con tutte le punte
che m’ero fatta io, più di quante ci tenga a far menzione.
*
British-born
And suddenly, new language – ‘British-born’ –
for kids who grew up on terraces in Leeds
or tower blocks in Bow, and at weekends tied
their bootlaces for footie on the lawn
and went to college to study Sports or Business
or Car Mechanics and spoke with accents thick
as Yorkshire mud or London bullet-quick –
yes blud! and innit! – and were as British as
a pack of salt-and-vinegar, and no,
his teacher hadn’t noticed him withdrawing
and no, his mother hadn’t wondered who
he called at 2 a.m. in the blue-lit bedroom
of their bungalow – despite her scrubbing,
the words aglow on their garden wall: GO HOME.
Nati in Gran Bretagna
E all’improvviso, nuovo linguaggio – ‘nati in Gran Bretagna’ –
per ragazzi cresciuti nelle case a schiera di Leeds
o nei grattacieli popolari di Bow, che nei weekend
s’allacciavano sui prati le scarpe da calcio
e andavano all’università per studiare Business o Meccanica
o Scienze Motorie e parlavano con accenti spessi
come fango dello Yorkshire o il gergo sparato da londinesi –
ciao frà! e di fisso! – ed erano britannici
come i sacchetti di patatine sale e aceto, e no,
il prof. non s’era accorto del suo farsi più distante
e no, la madre non s’era chiesta con chi era al telefono
alle 2 di notte nella stanza con la luce blu accesa
della loro casetta – malgrado lo strofinare costante,
le parole a brillare sul muro del giardino: TORNATEVENE A CASA
*
Sonnet for Darren
Men don’t look at me like this anymore –
the way this tall young man is looking at me.
I feel my heart swing open like a door.
The traffic lights flash red. Rory, just three,
rolls backwards and forwards on his tricycle.
The man’s still looking, yes, at me, his smile
like heaven. I remember this: trouble,
desire, bliss, but god, it’s been a while
and here he is, so close I can smell his skin.
White t-shirt gleaming. His afro flamed like sunbeams
around his face, which is lovely, like a dream
I used to have. And now his mouth is moving,
saying Miss, it’s me, Darren, remember?
We chat. Lights change. Rory and I cross over.
Sonetto per Darren
Gli uomini non mi guardano più in questa maniera –
non nel modo in cui questo giovane alto sta guardando me.
Mi sento il cuore spalancarsi come una porta.
Il semaforo diventa rosso. Rory, anni tre,
rolla sul triciclo avanti e indietro.
L’uomo sta ancora guardando, sì, proprio me, un sorriso
celestiale. Me lo ricordo, questo: desiderio,
problemi, estasi, ma dio, quanto tempo è passato
ed eccolo qui, così vicino che gli sento l’odore della pelle.
Maglietta di un bianco lucente. Le trecce afro raggi di sole
come vampe attorno al viso, che è adorabile, come un sogno
che facevo una volta. E ora le labbra si muovono,
dicendo Miss, sono io, Darren, si ricorda?
Due chiacchiere. Semaforo verde: Rory ed io attraversiamo la strada.








