Il libro
Andrew Faber torna in libreria con PAS – Persone Altamente Speciali: un’opera che si apre come un respiro, un canto dedicato a chi possiede la rara arte di sentire tutto. È il racconto silenzioso di anime che attraversano il mondo con nervi scoperti, con la pelle pronta a cogliere ogni brivido, ogni sussulto, ogni delicata sfumatura della vita. Dentro queste pagine si muovono figure luminose, capaci di custodire gentilezza e fragilità, di camminare piano senza lasciare cicatrici sulla terra che abitano. Sono persone che conoscono l’arte della delicatezza, che fanno del loro sentire un luogo sacro, uno spazio dove la bellezza e il dolore si incontrano senza mai farsi guerra. Con uno stile che accarezza e scuote allo stesso tempo, l’autore ci ricorda che l’alta sensibilità non è debolezza, ma dono prezioso, radice potente da cui germogliano poesia, compassione, e quella forza silenziosa che salva il mondo ogni giorno. Un libro per chi sente troppo e non vuole smettere, perché sentire tutto è forse l’unico modo per essere davvero vivi. PAS – Persone Altamente Speciali: anime capaci di costruire ponti con gli occhi e di curarsi con gli abbracci, che insegnano al mondo come si fa a resistere con dolcezza, trasformando ogni ferita in un varco di luce.
L’autore
Andrew Faber è uno scrittore che si definisce allevatore di poesie, contadino di emozioni, gattaro e impanicato. Ambasciatore di gentilezza e affetto da una sindrome da romanticismo autoimmune, ha conquistato il pubblico con Ti passo a perdere, arrivato alla dodicesima ristampa. Questo libro è diventato un compagno prezioso per chiunque abbia attraversato o stia attraversando “il suo buio”, praticando l’abbraccio della parola e la riscoperta della bellezza. Con PAS – Persone Altamente Speciali, Faber continua a coltivare versi che illuminano le pieghe silenziose della vita.
Se darò sollievo a un’anima ferita
se asciugherò una lacrima, senza farmi vedere
se sarò il silenzio che accoglie
quando le parole diventano troppo pesanti
allora, non avrò vissuto invano.
Se aiuterò una persona
ad attraversare il suo buio
a ritrovare la bellezza, persa nella paura
se offrirò un rifugio alla fragilità altrui
se sarò la mano che sostiene
anche quando trema
allora, avrò conosciuto l’amore.
Perché vivere non è contare i passi
ma lasciare impronte gentili
sul cuore di chi incrociamo.
È essere il raggio di luce
che filtra attraverso una crepa
l’abbraccio che non chiede nulla
ma sa donare tutto.
Se sarò, anche solo per un attimo
la risposta che qualcuno cercava
o il respiro che dà tregua
in una notte troppo lunga
allora, la mia vita sarà stata abbastanza
e la mia anima, avrà trovato casa.
*
Chi ha l’anima a fior di pelle
vede tutto, sente tutto:
il tremolio di una voce
il vuoto dietro un sorriso
il gesto che sfugge nel mezzo di una parola.
Chi vive così non passa attraverso il tempo
lo respira
ogni abbraccio è un racconto
ogni pausa un abisso da esplorare.
E mentre gli altri rimangono in superficie
tu scavi
scavi fino a trovare il fondo
dove gli altri non osano guardare.
Vivere così è una danza silenziosa
tra sguardi e sospiri
tra il rumore del mondo
e il suono delle emozioni.
Ogni gesto è una ferita o una carezza
ogni parola un soffio
che può far crollare tutto o salvare.
Non passi oltre
tu attraversi ogni cosa
come il vento attraversa gli alberi
senza spezzarli
ma lasciando un segno che nessuno vedrà
se non chi sa ascoltare
il silenzio delle foglie.
E così, chi sente troppo
non chiude mai gli occhi davvero
ma cammina dentro ogni istante
con la pelle tesa
come una tela pronta a farsi dipingere
anche dall’ombra più piccola
anche dal più impercettibile dolore.
Si chiamano PAS: Persone Altamente Sensibili.
E sono miracoli da proteggere.
*
La felicità non arriva quando tutto tace
ma quando impari a camminare
nel rumore.
È il vento che ti spettina
de paure
non il cielo sgombro.
La felicità non si accumula
si consuma — come il pane appena sfornato.
Devi averne fame ogni giorno. Devi saperne il profumo.
Impara a danzare nei vuoti.
La felicità non abita i pieni:
è il respiro largo
il margine intatto
la carezza che non si chiede.
Non aspettare il domani per essere felice.
La felicità è una donna impaziente:
passa in fretta
non sopporta chi indugia.
Sii gentile con il tuo dolore.
Dentro le crepe cresce l’erba buona.
Là dove hai pianto, un giorno fiorirà il sorriso più grande.
La felicità è fatta di piccole rivoluzioni:
un “sì” detto a sorpresa
un’ora sprecata bene
una corsa a perdifiato senza sapere dove.
Ricorda: la felicità è una pausa, non un traguardo.
Non si raggiunge
si incontra.
E spesso la trovi mentre cercavi tutt’altro.
La felicità ha voce sommessa.
Parla sottovoce
sussurra nelle piccole cose:
nell’acqua che bolle
nei passi lenti verso casa
nella mano che stringe la tua senza chiedere niente.
Non temere di amare troppo.
La felicità è il contrario della misura.
Si vive straripando
si vive traboccando.
Alla fine, la felicità è questo:
un ritorno a te stesso
con la dolcezza che hai riservato agli altri.
Sorriditi.
Sei tu la tua casa. Sei tu il tuo sole.
E tutto quello che cerchi sta già dentro di te.
(Sii delicato con le parole, che si spaccano come pane.
La felicità, si sa, è cosa fragile.)









