Il libro
Interno Poesia porta in libreria la prima traduzione italiana delle poesie di Joséphine Bacon, la più amata tra le poete del Québec. Dalle poesie d’esordio fino alle più recenti, Innue è un itinerario antologico che rivela i tanti aspetti della poetica e dello stile luminoso della poetessa quebecchese. Una poesia incarnata, vissuta come passione e militanza nei confronti di una memoria da salvare: quella delle narrazioni e del sentire di questa Prima Nazione, portate entrambe dalla lingua innu. Joséphine Bacon scrive le sue poesie in una lingua che contiene la bellezza dell’oralità, autotraducendosi in un francese la cui leggerezza si lascia respirare. Scoprire i suoi scritti significa aprirsi a una vita di parole vaganti, che vengono a noi dal repertorio lessicale della lingua parlata. La forma si costruisce su quei temi che ritraggono la tradizione del nomadismo e ci raccontano dei cammini attraverso la tundra canadese. Il territorio non è solo luogo che contiene ma un’entità esso stesso, che vive negli elementi che lo abitano, costituendosi come paesaggio interiore. In questi attraversamenti, esistenziali e letterari, troviamo una voce che prende la parola nel suo rapporto con gli altri e le cose: il mondo dentro di sé si relaziona con quello esterno, entrambi in continuo mutamento. L’impermanenza apre al riconoscimento e alla ricognizione dell’eterno flusso della vita. Questa esplorazione ci parla insieme del nostro tempo, dimentico della relazione col vivente e con la memoria, e di quello di una donna che – guidata dalla voce degli antenati – è alla continua ricerca di un territorio che fugge.
L’autrice
Joséphine Bacon è una poeta innu di Pessamit (Québec), nata nel 1947. Considerata una delle principali autrici canadesi, è traduttrice e interprete della voce della Prima Nazione Innu – capace di fare riecheggiare la parola degli antenati, figlia della tradizione orale. C’è qualcosa di meraviglioso nell’uso di questa lingua e nella condivisione di questa tradizione orale millenaria, capace di far risuonare l’eco dei grandi spazi e il passo delle famiglie nomadi che hanno attraversato la tundra canadese. Nei versi essenziali di Joséphine Bacon l’orizzonte diventa una presenza confortante e, Nutshimit (la terra degli antenati) una casa aperta. La foresta boreale accoglie il cammino e i corsi d’acque guidano, attraverso un rincorrersi di tracce in cui i bagliori delle aurore boreali danzano al ritmo dei tamburi. Presso la casa editrice Mémoire d’encrier pubblica nel 2009 la sua prima raccolta, intitolata Bâtons à message – Tshissinuatshitakana seguita da Un thé dans la toundra – Nipishapui nete mushuat (2013, finalista al Governor General’s Award e finalista al Grand Prix du livre de Montréal) e Uiesh – Quelque part nel 2018. Recentissima è la raccolta Kau Minuat – Une fois de plus, pubblicato nel 2023, opera in cui Joséphine Bacon rinnova la sua relazione con il vivente, secondo una meditazione sul tempo e sul silenzio. Nel 2023 Joséphine Bacon ha ricevuto il prestigioso Molson Prize dal Canada Council for the Arts, per il suo inestimabile contributo.
Non ho un’andatura felina
Ho la schiena delle antenate
Le gambe arcuate
Di quelle che hanno portagé
Di quelle che hanno partorito
Camminando
Je n’ai pas la démarche féline
J’ai le dos des femmes ancêtres
Les jambes arquées
De celles qui ont portagé
De celles qui accouchent
En marchant
Apu tapue utshimashkueupaniuian pemuteiani / Anikashkau nishpishkun miam tshiashishkueu / Nuatshikaten / Miam ishkueu ka pakatat / Miam ishkueu ka peshuat auassa pemuteti
*
Uccidimi
se manco di rispetto alla mia terra
Uccidimi
se manco di rispetto ai miei animali
Uccidimi
se resto silenziosa
quando si manca di rispetto
al mio popolo
Tue-moi
si je manque de respect à ma terre
Tue-moi
si je manque de respect à mes animaux
Tue-moi
si je reste silencieuse
quand on manque de respect
à mon peuple
Nipaii / manenitamani nitassi // Nipaii / manenimakau / nitaueshishimat // Nipaii / eka tshituiani / manenimakanitaui / nitinnimat
*
Tundra
Tu hai visto nascere la mia famiglia
Io ascolto il tuo cuore
Il tamburo ritma la mia vita
Io vivo al presente il passato dei miei antenati
Io sento i Maestri degli animali
Dei miei nonni cacciatori
Le ninne nanne antiche delle mie nonne
Io levito
I miei passi si lasciano portare
Sul lichene che nutre Papakassiku
I fiori si trasformano in piccole bacche
Dai colori rossi, gialli
Il nero è il sonno
che dà forma alle mie visioni
La tradizione orale rassicura le mie paure
di memoria vuota
Al calar del giorno raggiungo il cerchio della vita
Non sono l’errante della città
Sono la nomade della Tundra
Toundra
Tu as vu naître ma famille
J’écoute ton cœur
Le tambour rythme ma vie
Je vis au présent le passé des ancêtres
Je sens les Maîtres des animaux
De mes grands-pères chasseurs
Les berceuses anciennes de mes grand-mères
Je lévite
Mes pas se laissent porter
Sur le lichen qui nourrit Papakassiku
Les fleurs se transforment en de petites baies
Aux couleurs rouges, jaunes
Le noir est le sommeil
qui donne forme à mes visions
La tradition orale rassure mes peurs de blanc-mémoire
À la tombée du jour j’atteins le cercle de la vie
Je ne suis pas l’errante de la ville
Je suis la nomade de la Toundra
Mushuau-assi / Tshin ka uapamatau nikanishat ka inniuht / Ninatuten tshitei / Teueikan nikamututamu nitinniunu / Anutshish nuapatamuan tshiashinnuat / Utinniunuau / Nimatenimauat utshimau-aueshishat / Ka aiamituatau / Nipetamuan umemekataushunauaua nukumat // Nipimipan / Nishkata nipeshukun nuash / Uapitsheushkamikut ka ashamat Papakassiku / Tipishkau niminiku nikan-tshissenitamunnu / Nitinnu-aimun nuitshikun shietshishiani / Tshetshi uni-tshissian / Piatshishimuti nitakushin anite / Ka ui peshikutishinaman nitinniun // Kashikat apu natamiku papamuteian utenat / Nin au ka matshit Mushuat








