Contrappunto

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Autore: R.S. Thomas
Curatela e traduzione: R.A. Henderson, Pietro Deandrea
Collana: Interno Novecento
ISBN: 9791281315587
Data di pubblicazione: 19 giugno 2026
Pagine: 148
Formato: 13×19 cm

Il libro
R.S. Thomas (1913-2000), tra i maggiori poeti anglo-gallesi del Novecento e più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura, consegna in Contrappunto una delle sue opere più ambiziose e rappresentative. Strutturato come un lungo poema in sezioni, il libro intreccia riflessione teologica, interrogazione filosofica e visione poetica in un serrato dialogo tra fede e dubbio, creazione e distruzione, silenzio e parola. Muovendosi tra le figure bibliche e le inquietudini del mondo contemporaneo, Thomas esplora il mistero della presenza divina, la fragilità della condizione umana e il rapporto sempre più problematico tra l’uomo e la tecnologia, simboleggiata dalla ricorrente immagine della “macchina”. Le sue poesie non cercano certezze dogmatiche, ma trasformano la ricerca spirituale in un’esperienza di continua interrogazione, dove la tensione verso il sacro convive con la consapevolezza dell’assenza, del limite e della sofferenza. Attraverso immagini folgoranti e una lingua essenziale, Contrappunto affronta temi universali – il tempo, la morte, la preghiera, la conoscenza, l’amore e la responsabilità morale – offrendo al lettore una meditazione profonda sul destino dell’uomo nell’età moderna. Come ricordano i curatori e traduttori Henderson e Deandrea nella postfazione, «il versificare di Thomas si distingue per essere scarno, aspro e spigoloso». Una definizione che coglie la forza di un’opera capace di coniugare rigore intellettuale, intensità spirituale e straordinaria potenza poetica.

L’autore
Ronald Stuart Thomas (Cardiff 1913 – Pentrefelin 2000), pregiato poeta gallese candidato al Premio Nobel, è autore di numerosi volumi di poesie in inglese, raccolti in Collected Poems (1993) e Collected Later Poems (2004). Il lirismo essenziale della poetica di Thomas, consono al suo carattere spigoloso, celebra lo scabro paesaggio del Galles rurale con la sua gente e la sua cultura – viste come avamposto di resistenza contro l’avanzante materialismo anglofono e al contempo messe impietosamente a nudo. La lingua gallese, nella quale compone alcune opere in prosa, resta una delle sue grandi passioni. Thomas descrive il proprio ruolo di sacerdote della Chiesa Anglicana in varie parrocchie gallesi con sguardo molto sofferto e autocritico. Lo stesso vale per il rapporto con la dimensione spirituale, caratterizzante soprattutto l’ultima fase della sua produzione che comprende questo Counterpoint (1990), dove il divino si distingue per la sua lacerante assenza. Dopo alcuni volumi di poesie scelte, Contrappunto è la prima raccolta singola di Thomas a venire integralmente tradotta e pubblicata in Italia.

 

This page should be left blank:
snow where the abominable footprints
have not yet appeared; sand
for the pioneer to stare over
in his questioning of the horizon.
What were its contents prior
to creation by divine mind?
And where did the viruses come from?

If you can imagine a brow puckered
before thought, imagine this page
immaculately conceived
in the first tree, with man rising
from on all fours endlessly to begin
puckering it with his language.

 

Questa pagina è meglio lasciarla in bianco:
neve dove le impronte abominevoli
non sono ancora apparse; sabbia
che lo sguardo del pioniere attraversi
nel suo interrogare l’orizzonte.
Qual era il suo contenuto prima
della creazione da mente divina?
E da dove vennero i virus?

Se puoi immaginare una fronte corrugata
davanti al pensiero, immagina questa pagina
immacolatamente concepita
nel primo albero, con l’uomo che si leva
dalle quattro zampe in eterno per iniziare
a corrugarla col suo linguaggio.

 

*

 

They set up their decoy
in the Hebrew sunlight. What
for? Did they expect
death to come sooner
to disprove his claim
to be God’s son? Who
can shoot down God?
Darkness arrived at
midday, the shadow
of whose wing? The blood
ticked from the cross, but it was not
their time it kept. It was no
time at all, but the accompaniment
to a face staring,
as over twenty centuries
it has stared, from unfathomable
darkness into unfathomable light.

 

Piazzarono la loro esca
sotto il sole ebraico. Ma
perché? Si aspettavano
che la morte venisse prima
per confutare la sua pretesa
di essere figlio di Dio? Chi
può abbattere Dio?
L’oscurità giunse a
mezzogiorno, ombra
dell’ala di chi? Il sangue
ticchettava dalla croce, ma non
teneva il tempo loro. Non era
tempo per niente, ma l’accompagnamento
a un viso dallo sguardo fisso,
come per venti secoli
ha fissato, da imperscrutabile
oscurità nell’imperscrutabile luce.

 

*

 

When we are weak, we are
strong. When our eyes close
on the world, then somewhere
within us the bush

burns. When we are poor
and aware of the inadequacy
of our table, it is to that
uninvited the guest comes.

 

Quando siamo deboli, siamo
forti. Quando gli occhi ci si chiudono
al mondo, allora da qualche parte
dentro di noi il roveto

arde. Quando siamo poveri
e consapevoli dell’inadeguatezza
della nostra tavola, è a quella
che senza invito arriva l’ospite.

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