Il libro
La presente antologia presenta una corposa scelta di poesie di Reiner Kunze, il grande poeta tedesco del “dolce dissenso”, e traccia l’intero percorso del suo sviluppo lirico e poetologico. L’antologia segue l’ordine cronologico seguito anche nelle edizioni canoniche Fischer degli ultimi anni e si chiude con alcuni componimenti delle celebri poesie per bambini. L’intenzione è di restituire ai lettori italiani il senso e la profondità della poesia di Kunze, dalle “poesie giovanili” alle raccolte più note, tra cui la ben nota “Sentieri sensibili”, pubblicata nel periodo in cui Kunze si vide costretto a lasciare la DDR e a stabilirsi in Germania Ovest, passando per le raccolte della maturità e fino alle ultime, importanti uscite: “Notte di tigli” e “L’ora con me stesso”. Il percorso illustra in modo duplice il senso della scrittura di Kunze: da una parte rende evidente i mutamenti nelle scelte stilistiche, dalle poesie più strutturate dei primi volumi a quelle dai ritmi più liberi delle ultime raccolte, in cui Kunze usa le parole con estrema parsimonia, quasi a volerne limitare lo spreco in un’epoca in cui vengono dilapidate. Contemporaneamente il volume traccia un sentiero nella memoria storica e culturale della Germania, ponendosi come manifesto della visione critica e del rinnovamento possibile.
L’autore
Reiner Kunze è nato nel 1933 a Oelsnitz negli Erzgebirge (i Monti Metalliferi), figlio di un minatore. Ha studiato filosofia e giornalismo a Lipsia. La sua iniziale adesione alla SED, il Partito unitario della DDR (Partito socialista unitario della Germania), si incrina presto anche per influenza del poeta ceco Jan Skácel, di cui Kunze è stato traduttore per decenni. Nel 1961 il poeta sposa la dottoressa ceca Elisabeth Littnerová e ne adotta la figlia Marcela. Ben presto il suo atteggiamento critico verso il regime scontenta il Politbüro, mentre le sue prime poesie si diffondono nella Germania Federale, ma anche in Polonia e Cecoslovacchia, spesso in samizdat. Kunze viene escluso dall’associazione degli scrittori, sarà costantemente spiato e sottoposto, con la moglie e la figlia, a numerosi interrogatori. Nel 1976 l’alternativa è lasciare il Paese o affrontare un processo politico per “attività antistatali”, e la famiglia Kunze si trasferisce nel 1977 nella Repubblica Federale. Per la sua opera di saggistica, poetica e narrativa ha ricevuto numerosi premi letterari tedeschi e internazionali, tra cui il Premio Büchner, il Premio Trakl e il Premio Hölderlin, nonché l’America Award in Literature – il cosiddetto Nobel americano – oltre a numerosi riconoscimenti e medaglie di stato per il valore politico e pacifista dei suoi testi. La sua poesia e la sua prosa sono state tradotte in trenta lingue. Questa è la prima antologia italiana che presenta poesie dell’intero arco dell’attività di Reiner Kunze, dagli anni Sessanta ad oggi.
Gli altri, quelli beneducati,
dormivano tutti dopo pranzo.
Tu no ti mancava la volontà.
Pare restassi steso dimentico
di te stesso, decifrando
il mondo al di là della finestra:
canta, l’uccello canta
Pare fosse vano disturbarti
Sotto la mano che ti obbligava,
sotto la parola che ti puniva,
strisciavi in silenzio
Non una nuvoletta eludeva il tuo sguardo,
non un’ombra sfuggiva
Esplodevi entusiasta
se il vento stormiva tra i pampini.
Non era d’aiuto l’incoraggiamento né il rigore:
pare fossi un bambino cattivo
Ragazzo mio, un buon tedesco
si addormenta a comando.
E quando in Germania si dorme,
nessuno può stare sveglio
Dormi, così da non venir
piegato dalla volontà di altri,
sotto la mano che ti obbliga,
e forgiati un carattere!
Non puoi punire la gente
in modo peggiore, credimi,
E non puoi aiutarli altrimenti,
Ma è questo che voglio da te
–
Die andern, die artigen, schliefen
alle nach dem essen
Du nicht Dir fehle der wille
Du stündest selbstvergessen
im bett, erklärend
die welt hinterm fenster:
singt, vogel singt
Vergebens sei’s, dich zu stören
Unter der hand, die dich zwingt,
unter dem wort, das dich straft,
kriechest du schweigend hervor
Kein wölkchen entgeh deinen blicken,
kein schatten, den es verlor
Du brächest aus in entzücken,
raschle im weinlaub der wind
Es helfe nicht zuspruch, noch strenge:
Du seiest ein garstiges kind
Mein junge, ein guter Deutscher
schläft auf kommando ein
Und wenn in Deutschland geschlafen wird,
darf keiner munter sein
Schlaf dir, damit dich fremder
wille nicht beugen kann,
unter der hand, die dich zwingt,
einen charakter an!
Schlimmer kannst du die menschen
nicht strafen, glaube mir
Und anders ihnen nicht helfen
Das aber will ich von dir
(trad. it. Paola Del Zoppo)
*
Cristo non ascende al cielo
nel fumo delle salsicce ai ferri che
il pastore arrostisce (il fumo però mostra
la via)
–
Christus fährt nicht gen himmel
im rauch der rostbratwürste die
der pfarrer brät (der rauch aber zeigt
den weg)
(trad. it. Anna Maria Curci)
*
Mostra alla terra, che ti seduce,
ma che non ti appartiene,
il tuo premuroso amore,
regalale una notte di ladri,
che la derubano senza scrupolo,
e proclama poi con gaudio:
ciò che era tuo dovere portare a casa,
non può essere considerato furto.
–
Zeig dem land, das dich betört,
das dir aber nicht gehört,
deine fürsorgliche liebe,
schenk ihm eine nacht der diebe,
die es stehlen ohne skrupel,
und verkünde dann mit jubel,
was dir pflicht war heimzuholen,
kann nicht gelten als gestohlen.
(trad. it. Elena Vitali)
*
Nella stanza stride il tram
stride dal disco di Biermann
che quando registrò le chansons
non trovò uno studio
Canta della pena di Barlach
che tocca tutti
perché ognuno di noi conosce bene il divieto
e sente il tram
–
Im zimmer kreitscht die straßenbahn,
sie kreitscht von Biermanns platte
der, als er die chansons aufnahm
kein studio hatte
Er singt von Barlachs großer not,
die fasst uns alle an,
dann jeder kennt doch das verbot
und hört die straßenbahn
(trad. it. Sara Paolini)








