Tommaso Di Dio


Tutto si trova esposto
nel medesimo spazio, senza atmosfera.
Leggevo questa mattina un brano di un filosofo.
Morto suicida
il suo corpo fu tumulato in fretta, in un’alba
del 1940 a Port Bou
per paura e orrore di un mondo nazifascista.

Tutto si trova esposto
nel medesimo spazio. E senza fiato
procede ora un giorno del 2018, con lo schermo di luce acceso
il suono dei tasti; la lampada, whatsapp, il sole
uno straniato caldo
di novembre fuori dai vetri della mia casa.
E mi vedo qui
nel rovescio di ciò che faccio. Diviso, scandito, a me
diviso da me: 1940, 2018, date
in questa mia stupida
iperconnessa overdose di rabbia, rapiti vortici
idioletti e vanità.

Prendete i vostri corpi, amici. I corpi
e i corpi dei vostri saperi. E scagliateli. Sempre. Di più.
A velocità senza luce elevata contro il muro del tempo
affinché non sia mai
l’unità la vostra
più amata menzogna.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Maria Luisa Spaziani


Vorrei sentire la tua mano fresca
sulla fronte che brucia. Così scende
sopra i roseti esausti la rugiada.
Così sboccia la luna nel buio.

Aiutami ad amarti, ad inventarti
nelle tue assenze. La mia fantasia
è comunque un tuo dono, un chiaro alibi
in questo mondo senza altrove.

Pallottoliere celeste (Mondadori, 2019)

Marco Corsi


fissavo l’ombra sul muro e per esercizio
contemplavo le forme disfarsi agili
lungo il filo delle mattonelle. così, per più giorni,
nervoso come il morso del nero,
in parte obliquo e in parte solo cedimento,
mio sembrava il tuo corpo di carne compatta,
soda, del tutto insensibile al tatto.
poi divenne più esile, stremò
l’ovale del bel volto sulle tapparelle chiuse,
nel reparto intensivo all’ultimo piano
cedette la pressione, la poca luce
emise un breve rantolo, e io docile fissavo
l’ombra più lunga sul muro, e salutavo.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Foto di Dino Ignani

Margaret Atwood

atwood

 

Cuore

Alcuni vendono il proprio sangue. Tu ti vendi il cuore.
O quello o l’anima.
Il difficile sta nel tirare fuori quella maledetta cosa.
Una specie di movimento a spirale, come sgusciare un’ostrica,
la tua spina dorsale un polso
e poi, oplà! È nella tua bocca.
Quasi ti metti in subbuglio
simile a un’attinia che espelle un sasso.
C’è un rumore rotto, il chiasso
d’interiora di pesce in un secchio,
ed ecco, un enorme e brillante grumo rosso intenso
di un passato ancora vivo, tutto intero su un piatto d’argento.

Viene fatto passare. È scivoloso. Viene lasciato cadere,
ma anche assaporato. Troppo scadente, dice uno. Troppo salato.
Troppo aspro, dice un altro, con una smorfia.
Ognuno è un buongustaio istantaneo,
e tu ascolti tutto
in un angolo, come un cameriere appena assunto,
la tua mano, diffidente e capace nella ferita nascosta
sotto la camicia e nel petto,
con timidezza, senza cuore.

 

La porta (Le Lettere, 2011), trad. it. E. Rao

Primož Čučnik


La misura

Già oggi mi rallegro di tutti i giorni che vivrò.
Tanto i difficili, quando sarò costretto a cuocere l’argilla
ed a incollare i cocci della brocca –

quanto i facili, quando dipingerò le pareti dello spazio,
misurandole e riempiendole, mi disseterò
e raggiungerò l’equilibrio.

Già oggi faccio i conti di quanto peso dovrò
porre da parte, per poter cogliere la misura
e abituare il respiro al non troppo e al non troppo poco.

Mi conquistano precise dita
che sempre ripartiscono abbastanza,
ma per sé non esigono nulla.

Essere il tocco della lingua
sul palato
delle bocche mute.

 

Loro tornano la sera. Sette autori della giovane poesia slovena (ZTT – Editoriale Stampa Triestina, 2011), cura e traduzione di Michele Obit

Ophelia Borghesan


Secondo il quadro astrale non rimane
che darsi ferragosto come deadline.
Per installare Tinder ha rimosso
il podcast su Gesualdo da Venosa;
si pente e cerca forsennatamente
nei preferiti, ma non trova più
i madrigali. Poi riceve un match.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Valentino Zeichen


Come dirti ancora amore mio,
mia, mio, adesso
che gli aggettivi possessivi
sono istruiti di dubbi, svogliati
e disaffezionati alla proprietà
abbandonano la guardia e disertano
lasciando sguarniti i beni privati,
concedendosi solo al plurale.

Le poesie più belle (Fazi, 2017)

Foto di Dino Ignani

Maddalena Bergamin

a Franco Buffoni

Setticemia

Malattia infettiva generalizzata
con sintomatologia caratteristica
che pochi tuttavia sono in grado
d’inquadrare, è sempre troppo
tardi, anzi troppo presto
per rendersene conto
se gli anni sono appesi
sotto al Venti e il vento
li sbandiera come i panni
e strappa una t-shirt
dal filo del bucato
la butta sull’asfalto
laggiù, tre piani
sotto.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Natan Zach

Non mente

In me il tuo corpo fa nascere fiori
un intero tappeto nel mio corpo

sarò la tua musica
tu sarai la mia

e se in sogno griderò aiuto
dormendo col cuore destro

sarai tu il luogo
in cui mi sveglierò

abbracciata, vicina, serena
rammentando giorni lontani:

una madre che sfiora appena
un padre dalle orfane parole

solo allora so
che tutto fu solo un sogno

i sogni raccontano fole
ma non mente la luce del giorno.

 

Sento cadere qualcosa (Einaudi, 2009)

Lucille Clifton


per la mia ultima mestruazione

allora ragazza, arrivederci,
dopo trentotto anni.
trentotto anni e non
sei mai arrivata
– splendida nel tuo vestito rosso –
senza qualche problema
da qualche parte, per qualche motivo.

adesso è finita,
e mi sento proprio come
quelle nonne che,
dopo che la ragazzaccia che erano se n’è andata,
siedono tenendo la sua foto tra le mani,
sospirando: “non era
bellissima? non era bellissima?”

Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006)