Inge Müller


Quando ci incontrammo
In una strada laterale delle nostre vie
Sentivi paura della vita
Sentivo paura della morte
Che era vicina e vedemmo il cielo rosso
Avvolgerci soffice come una coperta di lana
E ci riscaldammo per un attimo

L’attimo
durò sette estati. Quando levammo gli occhi
Il tempo era già trascorso

Poesie per una lettera di addio (Crocetti, 2010), a cura di G. B. Bucciol

Tomas Tranströmer


Aprile e silenzio

La primavera giace deserta.
Il fossato di velluto scuro
serpeggia al mio fianco
senza riflessi.

L’unica cosa che splende
sono fiori gialli.

Sono trasportato dentro la mia ombra
come un violino
nella sua custodia nera.

L’unica cosa che voglio dire
scintilla irraggiungibile
come l’argento
al banco dei pegni.

 

La lugubre gondola (BUR Rizzoli, 2011), a cura di G. Chiesa Isnardi)

Donatella Bisutti


Il passaggio

Tutti sono lì a spiare il momento
in cui un uomo con tutto
il suo peso nel mondo
diventa una cosa
da buttare via.
Un mostruoso miracolo
di segno opposto
a quello della nascita.
Ma nessuno crede davvero
che possa succedere a lui.

Sciamano. Poesie 1985-2020 (Delta 3, 2021)

Foto di Dino Ignani

Vanni Schiavoni


Trogir

A ripensarci ancora è nulla
come fossi il doppio della sua elica, il continuo
riconoscermi dell’ombra nella viva indifferenza del quartiere
l’accecarsi a Trogir e gli angeli ammazzadraghi
ricorrenti nel cielo assertivo di un viola immacolato
antenne all’erta che scorrono a perdersi senza carisma, il racconto
reso vero dal gusto nuovo della sigaretta comprata oltreconfine.

La donna col foulard vende ai passanti
la sentenza esatta
della sua bilancia che non sbaglia un colpo
dai tempi jugoslavi e pesa in once
o in grammi le nazionalità tutte indifferenti
tutte sempre oltre un qualche confine
ammasso di corpi e fango a immaginare
come si possa sopravvivere ai cedimenti
a una disgregazione impercettibile
che chiamano guerra patriottica.

Quaderno croato. 12 poesie (Fallone Editore, 2020)

Foto di Dino Ignani

Rubén Darío


Quando va il mio pensiero verso te, si profuma;
così dolce il tuo sguardo che diviene profondo.
Sotto i tuoi piedi nudi il bianco della spuma,
sulle tue labbra ride l’allegria del mondo.

L’amore fuggitivo incanto effonde breve,
offre lo stesso termine alla gioia e alla pena.
Un nome un’ora fa ho inciso sulla neve;
è un minuto che ho inciso l’amore sull’arena.

Le foglie che appassiscono cadono nel viale
per il quale si aggirano tante amorose coppie.
Nel calice d’autunno vago un vino rimane
dove si sfoglieranno, Primavera, le tue rose.

Canti di vita e di speranza (Passigli, 1998), traduzione di Enza Minnella

Walt Whitman


To a Stranger

Passing stranger! you do not know how longingly I look upon you,
You must be he I was seeking, or she I was seeking, (it comes to me as of a dream,)
I have somewhere surely lived a life of joy with you,
All is recall’d as we flit by each other, fluid, affectionate, chaste, matured,
You grew up with me, were a boy with me or a girl with me,
I ate with you and slept with you, your body has become not yours only nor left my body mine only,
You give me the pleasure of your eyes, face, flesh, as we pass, you take of my beard, breast, hands, in return,
I am not to speak to you, I am to think of you when I sit alone or wake at night alone,
I am to wait, I do not doubt I am to meet you again,
I am to see to it that I do not lose you.

 

*

 

A uno sconosciuto

Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio ti guardo,
Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre passiamo veloci uno vicino all’altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t’incontrerò di nuovo, non ho dubbi,
Devo vedere come non perderti più.

 

Foglie d’erba (BUR Rizzoli, 2004), trad. it. A. Marianni

Adelelmo Ruggieri


La posizione del morto

Tanto delicata che dimentichi
Di stare con il volto vòlto al cielo
Da sotto una spinta ti tiene a galla
Le membra lambite da piccole onde
Quel guardare di piatto l’orizzonte…
La posizione del morto è felice
Dietro la collina il sole che scende
È un giorno verso sera che si spegne

La città lontana. Poesie 1993-2009 (Marcos y Marcos, 2021)

Pier Paolo Pasolini


Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico,
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

Tutte le poesie (Mondadori, 2003)

Lucia Brandoli


Cavo la certezza di una tua quieta volontà –
grande valle luminosa.

Gli ulivi crescono come mani,
fino alla piega dei rami.
I tronchi invecchiano sereni.
L’erba è mangiata dai cani.

Senza pretese si aprono i fiori,
sono bianchi e gialli, toccati dal viola.
Il mattino corrisponde alla parola che lo chiama.

Apri gli occhi anche tu insieme alla valle.
Occhi che mi ricordano.

Inedito