Jean Soldini


In un senso e in senso contrario

Esercita il buon uso di sé, l’abitudine,
è il suo forte.
Eppure a volte esplode in ostilità sbilenche
tra case ocra, piante confuse e odorose,
sedimenti di sporcizia.

L’inconciliabile prima del cielo
e della striscia di mare,
prima dei muretti,
dello stuolo indolente di lampadine colorate.
Come le ore si susseguono,
ma attraversano la notte
in un senso e in senso contrario.

Prima del cielo e del mare (Interno Libri Edizioni, 2026)

Ágota Kristóf


Chiodi

Sopra le case e la vita
nebbia grigia lieve

con le foglie a venire
degli alberi nei miei occhi
aspettavo l’estate

più di tutto
dell’estate amavo la polvere la bianca
calda polvere
insetti e rane vi morivano soffocati
se non cadeva la pioggia
per settimane

un prato e piume viola sul prato
crescono
gli uccelli il collo dei pozzi
il vento stende sotto una sega

chiodi
puntuti e smussati
chiudono porte montano grate
tutt’attorno sulle finestre
così si edificano gli anni così si edifica
la morte

 

Chiodi (Casagrande, 2018), trad. it. di Fabio Pusterla, Vera Gheno

Fabio Pusterla

Ph. Dino Ignani

Vita di superficie spensierata nel vento
vita cieca nel fondo mistero sgomento.

Vita vela bagliori ali spiegate e voli
vita ctonia sbandata tombini fogne scoli.

Vita gesto e progetto desiderio baldanza
vita persa alla vita nel buio senza sostanza.

Vita danza parola che canta e che s’impenna
vita priva di voce mondezza geenna.

Vita verde boscaglia radici di memoria
vita di mesta guerra miseria oblio scoria.

Vita che riproduce la vita nella gioia
vita che nega vita brama violenza foia.

Fiumi nefrite vortici (Marcos y Marcos, 2025)

Pietro De Marchi

Ph. Claudia Dillier

L’eclissi del ’61

Questa, dunque, è la mia memoria
più antica. E forse è falsa…
José Saramago, Le piccole memorie

Chi ci scatta la foto ha messo il flash
perché ora è tutto buio, quasi come
in una notte senza stelle e senza luna.
Noi siamo con cappello e paletò
sul balcone di casa da dove quando è bello
questo cielo così bello anche così
si vedono le Grigne e il Resegone.

Alla giusta stagione (Casagrande, 2026)

 

Aurelio Buletti


Somiglianza, per G.

Forse si scrive
per reggere la vita
la fragorosa fragile,
però fra le parole può formarsi
qualche bagliore libero dai vincoli
della necessità,
bagliore o luce piena, benché rapida,
somigliante per anima
al tuo riso che irrompe in un discorso
che si fa troppo serio.

Poesie scelte (Edizioni Casagrande, 2025)

Ágota Kristóf


Sopra le case e la vita
nebbia grigia lieve

con le foglie a venire
degli alberi nei miei occhi
aspettavo l’estate

più di tutto
dell’estate amavo la polvere la bianca
calda polvere
insetti e rane vi morivano soffocati
se non cadeva la pioggia
per settimane

un prato e piume viola sul prato
crescono
gli uccelli il collo dei pozzi
il vento stende sotto una sega

chiodi
puntuti e smussati
chiudono porte montano grate
tutt’attorno sulle finestre
così si edificano gli anni così si edifica
la morte

Chiodi (Casagrande, 2018), trad. it. V. Gheno

Prisca Agustoni

Siamo una specie che migra,
senza orme né residui nella memoria
della gente. Solo ombre,
parole in mutazione, segreti
questi tre chiodi nello sterno.
Un giorno la bufera ci prende
sul pendio, dove abbiamo fatto sosta.
Animali dormono attorno al fuoco,
mentre madri coltivano l’orto.
Poi giunge la pioggia e la paura.
E ci mettiamo di nuovo in viaggio:
solo un cane ci segue, quasi umano,
verso nord:
una carovana silenziosa che sale
lungo il tempo fino al tempo dello schermo.

 

L’animale estremo (Interno Poesia Editore, 2025)

Scopri il libro

Ágota Kristóf


Lentamente imbianca la notte sul suo viso senza sole
incessanti le stelle cadono
in profondi laghi scuri cadono
e in profondi boschi scuri cadono
le stelle

bianche
case ai margini della foresta inceneriscono si tende
il corpo di pietra delle strade dolore insensato
si nasconde nelle vene degli alberi
sempre più forte è il vento
sempre più scura la neve

fratelli
voi non vi ha amato nessuno ma domani
metterete piede sui raggi
della luna
i vostri occhi si abbelliranno laverete via macchie di sangue
dalle vostre mani dalle vostre labbra
attorno a voi cresceranno gli alberi
si placherà anche la notte e il vento porterà
cenere tiepida sulle vostre terre sterili

Chiodi (Edizioni Casagrande, 2018) trad. it. Vera Gheno

Yari Bernasconi


Verso Luino le strade non crollano,
non lasciano voragini aperte sopra il buio.
Solo gli smottamenti danno scosse leggere
alle curve e ai profili delle pietre. Le storie
di contrabbando sbiadiscono lontane:
auto svizzere e italiane attendono al semaforo
che è sempre rosso all’entrata del tunnel.
Poco dopo, vicino al tornante pericoloso,
fiori di plastica si sciolgono al sole.

La casa vuota (Marcos y Marcos, 2021)

Ph. © Yvonne Böhler

Robert Walser


Uomini bianchi
mi strappano via a mezzo della notte
l’anima piena e vuota d’amore,
sazia, assetata,
e la portano ai ghiacciai, sui monti.
Sbranata dai loro denti
di mostri
me la riportano e nel corpo me la tornano
a piantare.
O cara donna, cara, vienimi a trovare!
Ti vorrei spogliare,
come l’umanità dai suoi dolori si vorrebbe liberare.
Non avere paura, come di seta ti saprò amare.

Rivista “Poesia” (n.50, aprile 1992), trad. it. Renata Buzzo Màrgari

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